2054. Tachanun. Dopo il 13 di Sivan (oggi) sicuramente secondo tutte le opinioni si ricomincia a recitare il Tachanun. Sul tredici stesso c'è una discussione riguardo fuori da Eretz Israel, ma l'uso più comune è di recitarlo. Nel caso ci fosse un Minhag chiaro nel non recitarlo ha su cosa appoggiarsi. (Vedi Kaf HaChajim Sofer 494:52)
2055. BeHaB. Dopo Shavu'ot l'uso più comune è di non aggiungere dei digiuni e relativi Tachanunim aggiunti come BeHaB. (Tur e Bet Yosef (Orach Chajim 492), Mishnàh Beruràh 492:1, Sefer Ta’amè HaMinhaghim 250:598) Cosa sono i BeHaB? Vedi: http://deroryqra.blogspot.co.il/2012/05/digiuni-behab.html
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Si recitano i tachanunim nel mese di Sivan?
46° LaMatmonim
412. Dopo il giorno di Issru Chag. Quando il Bet HaMiqdash era ancora in piedi, chi non aveva fatto a tempo a portare i sacrifici relativi alla ‘aliàh laReghel (ossia la salita presso il Bet HaMiqdash durante il רגל Reghel ~ pellegrinaggio) fino al 7° giorno da Shavu’ot. Per ricordare ciò, molti usano non recitare Tachanun fino a tale giorno, ossia il 12° giorno di Sivan. Così è l’uso sefardita (vedi Kaf HaChajim Sofer Orach Chajim 494:52, 131:107, Chazon ‘Ovadiàh Yom Tov pag. 323, citati nelle note Ish Matzliach MB5:200:4) Gli ashkenaziti invece hanno diversi usi. C’è chi usa come il Ramà ז"ל, ossia dopo Issru Chag comincia a recitare il Tachanun, e c’è chi usa come i sefarditi; ognuno segua quindi il proprio מנהג Minhag ~ uso. (vedi Mishnàh Beruràh 131:36, citato nelle note Ish Matzliach MB5:200:4)
411. Tachanunim. In questo periodo dell’inizio del mese di Sivan
l’uso comune è di non recitare Tachanunim. Perché?
1. Rosh Chodesh Sivan. Tutti i
Rosh Chodesh non si recita Tachanun. (vedi Shulchan ‘arukh Orach Chajim 422)
2. 2 di Sivan. Moshèh Rabbenu ע"ה ha detto nell’anno 2448 (anno di uscita dall’Egitto) di
purificarsi per ricevere la Toràh. (vedi Mishnàh Beruràh 494:8)
3. Fino a Shavu’ot. I tre giorni successivi sono chiamati ימי הגבלה “Yemè Hagbalàh” e
sono i tre giorni in cui si sono effettivamente purificati. (vedi Mishnàh
Beruràh 494:8)
4. Shavu’ot. Durante Yom Tov non si recita comunque tachanun, essendo Yom Tov.
5.Issru Chag. Il giorno successivo all’ultimo giorno di Yom Tov non si recita
Tachanun. (vedi Ramà ז"ל Orach Chajim 494:3)
(per i giorni successivi vedi halakhàh successiva)
412. Dopo il giorno di Issru Chag. Quando il Bet HaMiqdash era ancora in piedi, chi non aveva fatto a tempo a portare i sacrifici relativi alla ‘aliàh laReghel (ossia la salita presso il Bet HaMiqdash durante il רגל Reghel ~ pellegrinaggio) fino al 7° giorno da Shavu’ot. Per ricordare ciò, molti usano non recitare Tachanun fino a tale giorno, ossia il 12° giorno di Sivan. Così è l’uso sefardita (vedi Kaf HaChajim Sofer Orach Chajim 494:52, 131:107, Chazon ‘Ovadiàh Yom Tov pag. 323, citati nelle note Ish Matzliach MB5:200:4) Gli ashkenaziti invece hanno diversi usi. C’è chi usa come il Ramà ז"ל, ossia dopo Issru Chag comincia a recitare il Tachanun, e c’è chi usa come i sefarditi; ognuno segua quindi il proprio מנהג Minhag ~ uso. (vedi Mishnàh Beruràh 131:36, citato nelle note Ish Matzliach MB5:200:4)
Il Mese di Nissan - Tachanun
387. Tachanun. Da Rosh Chodesh Nissan, per tutto il mese di Nissan non si recitano Tachanunim. (Shulchan 'arukh Orach Chajim 429:2)
388. Shabbat. Tutti gli Shabbat del mese di Nissan non si recita Tzidkhatekha a Minchàh, poichè non si recita tachanun. (Shulchan 'arukh Orach chajim 429:2)
388. Shabbat. Tutti gli Shabbat del mese di Nissan non si recita Tzidkhatekha a Minchàh, poichè non si recita tachanun. (Shulchan 'arukh Orach chajim 429:2)
Purim Qatan
L'ultimo Siman (697) dello Shulchan 'Aruch Orach Chajim è dedicato completamente a queste.
Ma cominciamo dall'inizio.
Ogni anno il 14 e il 15 di Adar abbiamo rispettivamente Purim e Purim Shushan.
In una שנה מעוברת Shanàh Me'ubberet, solitamente tradotto come anno embolismico o letteralmente "anno incinto", in cui abbiamo 2 mesi di Adar consecutivi (Adar Alef e Adar Bet) anzichè uno solo, Purim si sposta nel secondo.
Ma il 14 e il 15 di Adar Alef (il primo Adar, in cui ci troviamo) non hanno alcuna particolarità?
Ce l'hanno. Questi due giorni sono chiamati "Purim Qatan", in cui NON SI COMPIONO LE MIZWOT DI PURIM, ma abbiamo una certa "versione ridotta" di atmosfera di festa, degna di tutto il mese di Adar. O meglio di tutti i Mesi di Adar.
A Purim Qatan riporta lo Shulchan 'Aruch Orach Chajim nel suo ultimo Siman (697) che non si recita tachanun. E in base all'uso comune, non si recita neppure a Minchàh della vigilia.
Quindi il 13 a Minchàh, il 14 e il 15 di Adar Alef non si recita alcun Tachanun.
Cos'è il Tachanun? (in brevissima)
Il Tachanun è traducibile come "confessione di peccati" con altri brani legati alla Teshuvàh. Questi brani si leggono in diverse occasioni: dopo la 'amidàh di Shacharit e di Minchàh dei giorni feriali e c'è chi usa leggere il "Viddui" anche nella Qeriat Shem'à 'al Hamittàh, cioè la lettura dello Shem'à che si recita ogni giorno prima di andare a dormire.
Il Tachanun non si recita in determinati periodi dell'anno.
Perchè? LEV NISHBAR!
Abbiamo una norma generale - bisogna cercare di non essere tristi, e riuscire ad essere allegri! Bisogna riuscire a concentrare i "sentimenti negativi" in momenti specifici e particolari - questi momenti sono dedicati a ripensare alle proprie עברות 'averot, in modo da poterle cancellare. Si parla di לב נשבר "Lev Nishbar" traducibile letteralmente ma impropriamente come "cuore sul punto di spezzarsi".
La differenza tra una persona triste e un "Lev Nishbar" la si può spiegare in un modo semplice - se subito dopo si è capaci di essere contenti. Una persona triste non riesce a cambiare status, poichè la sua situazione "sentimentale" influenza quella intellettuale. D'altra parte un "Lev Nishbar" influenza attraverso la comprensione intellettuale di ciò che non va nelle proprie azioni la sfera "sentimentale", per riuscire a manifestare a sè stesso ciò che non va.
Nella Toràh non c'è posto per "sensi di colpa" che sono una cosa negativa che non porta nessun miglioramento. Esiste però il concetto di pentimento intellettuale (ossia l'arrivare a comprendere a livello conscio che quello che ho fatto non va bene) e poi "sentimentale" (ossia il dispiacersi per come ci si è comportati). Il fatto stesso di rendersi conto che il modo in cui ci si è comportati non va bene, e il decidere fermamente di cambiare in meglio il proprio comportamento può "riparare" l'azione sbagliata. E' necessario però un atto pratico come dimostrazione a sè stessi per esplicitare la consapevolezza di aver errato e di voler cambiare. In questo consiste ilTachanun.
Tornando al concetto di "Lev Nishbar", anche questo atteggiamento non è adatto a determinati giorni considerati particolarmente gioiosi. Pertanto in tali giorni si evita di recitare il Tachanun.
Tornando ad Adar ...
Nei giorni di Adar Alef abbiamo quindi i giorni di Purim Qatan e Purim Shushan Qatan, rispettivamente il 14 e il 15 di Adar Alef che sono considerati particolarmente gioiosi. Quindi non si recita in essi Tachanun.
Praticamente in ogni giorno in cui non si recita il tachanun, l'uso comune è di non recitarlo già da Minchàh della vigilia. [C'è un eccezione discussa riguardo a Pessach Shenì].
C'è chi dice inoltre che nei giorni di Purim Qatan sono da evitare anche digiuni e הספדים hespedim ~ discorsi funebri ל"ע. [Orach Chajim 697:1]
Inoltre c'è chi sostiene che è opportuno fare un pasto particolare per il 14 di Adar Alef, sia per chi festeggia Purim "normale" che per le città cinte di mura che festeggiano Purim Shushan; ma la cosa migliore è semplicemente abbondare nel pasto che già si fa durante il giorno. [Ramà Orach Chajim 697:1, Mishnàh Beruràh 697:4, Kaf HaChajim Sofer 697:8]. C'è chi sostiene che anche il 15 è bene fare un po' di abbondanza [Kaf HaChajim Sofer 697:8 a nome del Levush e Eliahu Rabbàh]
Quando capita di Shabbat
Quando capita di Shabbat, come quest'anno il 5771 ('11), allora anzichè dire i versetti di צדקתך "Tzidqatekhà" a Minchàh, si recita "Yehì Shem". [Kaf HaChajim Sofer Orach Chajim 697:3]
P.s. Sicuramente non si legge 'al HaNissim in alcun caso, poichè è dipendente dalla Meghillàh, che non si legge ad Adar Alef. [Kaf HaChajim Sofer Orach Chajim 697:2]
Shabbat Shalom & Purim Qatan Sameach
Rosh Chodesh - Guida all'uso!
Rosh Chodesh significa letteralmente "Capo Mese" cioè inizio del Mese.
Ogni mese può avere 1 o 2 giorni di Rosh Chodesh; nel caso ne abbia 2 il primo è il 30° giorno del mese precedente e il secondo è il 1° del mese nuovo.
Annuncio di Rosh Chodesh
Lo Shabbat precedente, poco prima della Teffillàh di Mussaf si annuncia al Bet HaKenesset che nella settimana ventura cadrà Rosh Chodesh , e questo annuncio è accompagnato da תפילות teffillot ~ preghiere particolari di buon augurio per il mese a venire.
In alcune comunità si usa annunciare anche il מולד Molad che letteralmente significa "Nascita", che consiste nell'ora esatta in cui la luna si comincia a vedere - cioè il momento della sua nascita. L'importanza di quest'annuncio è doppia: sia per un motivo Qabbalistico, secondo cui sapere quest'ora è importante per evitare di contrarre determinate forme d'impurità, sia per sapere quando è possibile recitare la ברכת הלבנה birkat HaLevanàh, cioè la benedizione che si recita mensilmente ad una determinata distanza temporale dal molad, sul rinnovo della luna.
La Vigilia di Rosh Chodesh
La vigilia di Rosh Chodesh c'è chi usa digiunare (Mishnàh Beruràh 417:4) perchè è un giorno di espiazione, poichè il giorno di Rosh Chodesh stesso è un giorno di giudizio su tutto il mese passato. Pertanto è opportuno approfittare dell'occasione per fare teshuvàh su tutto il mese precedente. Chi vuole cominciare a digiunare è opportuno che dica "Belì Neder", affinchè non sia considerata la sua accettazione dell'uso come una promessa che è obbligato a mantenere tutta la vita.
Poichè nel giorno di Rosh Chodesh non si recitano i tachanunim תחנונים cioè le parti di teffillàh in cui si confessano i propri peccati, anche la vigilia a Minchàh non si recitano.
Il Giorno di Rosh Chodesh - Teffillàh
Il giorno di Rosh Chodesh al posto dei tachanunim si usa recitare l'Hallel non completo. [che trovate qui traslitterato] A seconda degli usi si recita o meno la berakhàh precedente. L'uso Sefardita più comune è di non recitarla, mentre l'uso ashkenazita più comune è quello di recitarla. In ogni caso la questione varia da comunità a comunità. Chi non conosce il proprio uso è meglio, nel dubbio, che reciti l'Hallel senza berakhàh.
Dopo l'Hallel si estrae il Sefer Toràh e 4 persone "salgono a Sefer". La עליה 'Aliàh ~ salita più importante è la quarta, dell'ultimo giorno di Rosh Chodesh (quindi nel caso siano 2 giorni il 2° giorno). Chiaramente è meglio non avere la 'aliàh piuttosto che scatenare una discussione anche minima su chi debba salire per la 4a chiamata, perchè per ogni discussione si contravviene come minimo al divieto della Toràh di non alimentare discussioni come ha fatto Qorach.
Dopo la lettura del Sefer Toràh si torna a recitare la fine della Teffillàh da Ashrè in poi, e passare poi a recitare Mussaf, per poi concludere la Teffillàh.
Vi ricordiamo inoltre che sia ad 'arvit, Shacharit e Minchàh è necessario recitare Ya'alèh VeYavò nella 'amidàh. Nel caso ce se lo sia dimenticato, ad 'arvit non si torna indietro, ma a Shacharit e Minchàh abbiamo un distinguo:
- Non ha concluso la berakhàh. cioè non ha recitato il Nome di HaShem - torna indietro al punto.
- Ha concluso la Berakhàh, ma non ha ancora iniziato la Berakhàh di Modim - recita Ya'alèh VeYavò sul posto. (Orach Chajim 422:1 e Mishnàh Beruràh 422:5).
- Ha cominciato Modim, ma non ha ancora terminato la 'Amidàh - torna a Retzèh e da lì di seguito recita tutto.
- Ha terminato la 'amidàh - deve recitare la 'amidàh dall'inizio. Si considera termine dell''Amidàh da quando comincia a fare i passi indietro dopo la berakhàh di Sim Shalom.
Anche chi prega da solo può recitare tutto: Shacharit, Hallel incompleto e Mussaf (perdendo però Qaddish, Qedushàh. Chazaràh e Barekhù), ricordandosi di recitare Ya'alèh VeYavò.
Il Giorno di Rosh Chodesh - Mangiare!
E' inoltre vietato digiunare il giorno di Rosh Chodesh (Orach Chajim 418:1) e sarebbe bene fare un pasto più sontuoso in onore di Rosh Chodesh (Orach Chajim 419:1) e così da poter recitare Ya'alèh Veyavò anche nella birkat HaMazon (nel caso il pasto sia a base di pane o equivalenti). Nel caso della Birkat HaMazon chi dimentica Ya'alèh VeYavò non torna indietro, a meno che non abbia ancora incominciato la quarta berakhàh chiamata HaTov VeHaMetiv (cioè quella dopo "Bonè Yerushalaym"). In tal caso recita le parole ברוך שנתן ראש חודש לעמו ישראל לזכרון Barukh Shenatan Rosh Chodesh Le'Ammò Israel. Mentre i sefarditi usano recitarlo senza il Nome del Signore come scrive Maran nello Shulchan 'Arukh (Orach Chajim 424:1) tra gli ashkenaziti troviamo chi aggiunge il Nome del Signore (cioè Barukh Attàh "HaShem" SheNatan etc) [Mishnàh Beruràh 424:2].
Il Giorno di Rosh Chodesh - "Vacanza per le donne!" e altri usi
L'uso di Rosh Chodesh è che le donne non effettuino melakhot come cucire, lavare panni e simili. Cucinare chiaramente è escluso dal divieto. (Shulchan 'Aruch Orach Chajim 417:1) [Il resto dei divieti di melakhot, cioè attività specifiche non è dipendente da ciò che viene definito come melakhàh di Shabbat, ma dall'uso comune; oggi con la lavatrice ci sono opinioni facilitanti relativamente a Rosh Chodesh]. [Belì Neder וב"ש, speriamo di poter portare alla luce un articolo un po' più dettagliato sull'argomento; l'uso è anche romano, come sembra dal Shibbolè HaLeqet (Siman 169).]
C'è chi usa inoltre non tagliarsi le unghie a Rosh Chodesh, seguendo l'uso della Tzavaàh di Rabbenu Yehudàh HaChassid ז"ל, grande chakham francese dell'epoca dei Tossafot (circa 800 anni fa), ma ciò dipende dagli usi.[vedi anche articolo sul "E' possibile tagliare i capelli durante Rosh Chodesh"]
Chodesh Tov
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Yom Ha-Kippurim in brevissima
Yom Ha-Kippurim è un giorno molto costruito. Pertanto è necessario saperne le norme almeno in brevissima:
- La vigilia di Yom Ha-Kippurim. Non si recitano i tachanunim e c'è una mizwàh di mangiare tanto, secondo la Qabbalàh completare in tale giorno almeno i pasti teorici del giorno successivo; c'è chi usa fare le kapparot.
- Il giorno di Yom Ha-Kippurim: si accendono i lumi (ques'anno 5771 anche di Shabbat Qodesh), i divieti di Yom Ha-Kippurim (mangiare e bere, rapporti con il proprio "partner" come fosse niddàh, ungersi, utilizzare scarpe di pelle/cuoio, lavarsi), la teffillàh dev'essere fatta con kavvanàh, meglio se con almeno voce da pianto.
- L'uscita di Yom Ha-Kippurim: non è determinata dallo Shofar, ma non si può mangiare fino all'Havdalàh, che si può recitare da dopo il suono, anche se più corretto è recitare 'arvit prima.
Approfittiamo anche per chiedere mechilàh ai lettori, causa mancanze negli articoli, mancati invii e simili [se poi sapete qualcos'altro ancora - per favore anche quello; se potete segnalarcelo anche meglio] .
Ghemar Chatimàh Tovàh
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