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Godersi Shabbat Qodesh: mangiare, bere e dormire...

Ogni Shabbat abbiamo la possibilità di compiere molteplici Mizwot, tra cui la Mizwàh di 'Oneg Shabbat.

Il concetto di  עונג שבת 'Oneg Shabbat non è di semplice traduzione, ma è forse possibile tradurlo come "godersi lo Shabbat".

Il compimento di questa Mizwàh porta tantissimi risultati positivi che sono riportati in Massekhet Shabbat 118 (cfr. articolo precedente).

L' 'Oneg Shabbat si applica in diversi modi - mangiando, bevendo, concedendosi dei piccoli sfizi, dormendo e simili. Questo genere di godimenti fisici si innalzano passando ad un livello spirituale, se compiuti con lo scopo di onorare Shabbat Qodesh.

Spesso si pensa che chi esegue le mizwot senza avere l'intenzione che la sua azione sia completamente dedicata ad HaShem, al fine solo di fare la mizwàh e senza alcun ritorno personale, allora non compia la Mizwàh. E' un errore diffuso provocato da influenze non ebraiche. Infatti non è necessario che l'intenzione sia solo quella di onorare Shabbat Qodesh, anche se per chi ci riesce è sicuramente meglio, poichè la Mizwàh sale ancora di più livello.  Per compiere la mizwàh a livello base sono necessari solo 2 elementi: (1) l'intenzione di compiere la mizwàh stessa e (2) l'azione della Mizwàh. Quindi è più che sufficiente che una persona si riposi con l'intenzione di onorare Shabbat Qodesh, per aver già compiuto una Mizwàh.

Solo per il fatto di mangiare e bere durante Shabbat Qodesh si possono guadagnare tantissime mizwot; sempre a condizione che oltre all'atto, ci sia anche l'intenzione di compiere una Mizwàh. Enumero qui alcune Mizwot tra le più evidenti e conosciute (anche se talvolta dimenticate):
  1. La Mizwàh di 'Oneg Shabbat. Per ogni cosa mangiata, bevuta da cui ho avuto un godimento qualsiasi.
  2. Aumentare il numero di Berakhot prima di mangiare. Ogni berakhàh in sè è una mizwàh midivrè sofrim (cioè non esplicitata direttamente nel testo della Toràh Scritta).
  3. Aumento del numero di Berakhot dopo aver mangiato. In particolare la birkat HaMazon, nel caso si sia consumata oltre un kabetzàh di pane (circa 54-58 grammi) è una mizwàh deoraita (cioè scritta esplicitamente nella Toràh).
  4. Possibilità di arrivare alle 100 berakhot giornaliere, cifra che dovremmo raggiungere ogni giorno, solo che nei giorni feriali è più facile poichè abbiamo un maggior numero di berakhot nell''amidàh, ma di Shabbat Qodesh ce ne sono di meno(19 berakhot dei giorni feriali contro 7 durante shabbat, il tutto da moltiplicarsi per il numero delle tefillot) .
  5. 3 Se'udot. Ogni Shabbat Qodesh è mizwàh mangiare 3 pasti, preferibilmente tutti a base di almeno un kabetzàh di pane (circa 54-58 grammi). Nel caso di necessità, è possibile facilitare per il 3° pasto, con almeno un kezait (circa 30 grammi) di dolciumi o se proprio necessario frutta. Rimando ad articolo precedente.
  6. Mangiare almeno 2 tipi di cibo cucinato per pasto. (Mishnàh Beruràh 242:2 a nome del Rav Maghen Avraham in base allo Zohar HaQadosh).
  7. Mangiare pesci. A meno che non piacciano, allora in tal caso non c'è mizwàh. (Baher Hetev 242:1, Mishnàh Beruràh 242:2).
  8. Mangiare cibi a base di carne. E' tra i godimenti di Shabbat Qodesh, poichè rende il pasto "festivo". Chiaramente esattamente come per il resto - se non piace non c'è mizwàh a mangiarla.
  9. Bere vino. O almeno succo d'uva, anch'esso considerato tra i godimenti "canonici". Anche qui vale la regola del "non-piace".
  10. Mizwàh di assaggiare da tutti i cibi presenti sul tavolo. Chiamata To'amèah Chajim Zakhù, a condizione che siano cibi che non dispiacciano.
  11. La Mizwàh di accompagnare il pasto con un devar Toràh. Da applicare ad ogni pasto ogni singolo giorno, anche se soli, è sufficiente anche solo un versetto, una mishnàh o una piccola halakhàh.
Forse qualcuno si chiederà perchè ho messo nella lista alcune descrizioni (come quella della Se'udàh Shelishit) che sono quasi alla stregua di opinioni che non sono considerate a priori oppure a cui è possibile semplicemente aggiungere qualcosa di "piccolo" per fare un enorme salto di qualità. Il ragionamento generale è sempre lo stesso. E' necessario applicarsi per alzare il proprio livello gradualmente, cominciando dal minimo e rendendolo fisso, abituandosi alla cosa; sapendo che queste cose, anche solo singolarmente, possiedono già un livello incredibile. Chiaramente è sempre possibile alzare il livello, ma è necessario farlo gradualmente. Piano piano poi si può alzare il tasso di applicazione, ma se si vogliono direttamente applicare le mizwot al massimo livello, che sta ben oltre a quello in cui ci troviamo, la conseguenza è ovvia - una persona non ce la fa, poichè non è ancora giunta a tale livello, è non applica neppure il minimo. Meglio minimo e duraturo, che tanto ma non duraturo. Specie visto che il minimo sale piano piano.

Bisogna ricordare inoltre, che il fine principale di Shabbat Qodesh non è mangiare e dormire, ma godersi lo Shabbat, per poter applicare ancora meglio Toràh e Mizwot. In particolare lo Yerushalmi riporta che non sono stati concessi Shabbat e Yom Tov se non per aumentare lo studio di Toràh HaQedoshàh. Tutta la settimana, durante la frenesia quotidiana, può essere maggiormente difficile applicarsi nello studio. Shabbat Qodesh, libero da impegni, è possibile dedicarlo maggiormente a ciò. Oggigiorno abbiamo ב"ה testi in diverse lingue, e chi avesse difficoltà a trovarne in italiano perchè sa solo quello ha disponibilità di almeno diversi blog da cui stampare divrè Toràh (stando poi attenti a riporli in ghenizà laddove necessario).

Aggiungo inoltre una piccola nota - il merito relativo a chi studia Toràh durante Shabbat Qodesh è amplificato di 1000 volte rispetto a quello dei giorni feriali. Questo non significa che non bisogna applicarsi nei giorni feriali, poichè comunque si perderebbe lo studio e la gioia derivata dallo studio stesso di tali tempi, ma è principalmente un buon incentivo per applicarsi di più durante Shabbat Qodesh. Inoltre, per chi impara davvero a studiare, sa già che il godimento principale di Shambbat Qodesh è proprio quello.

Shabbat Shalom

ראש השנה Rosh Ha-Shanàh - Sentire lo Shofar - Mizwàh della Toràh

Il giorno di Rosh Ha-Shanàh abbiamo la mizwàh della Toràh di sentire il suono dello Shofar.

Scrive il Rambam ז"ל nelle Hilkhot Shofar (1,1):
מצות עשה של תורה לשמוע תרועת השופר בראש השנה שנאמר יום תרועה יהיה לכם. ושופר שתוקעין בו בין בראש השנה בין ביובל הוא קרן הכבשים הכפוף... ואף על פי שלא נתפרש בתורה תרועה בשופר בראש השנה הרי הוא אומר ביובל והעברת שופר וכו' תעבירו שופר. ומפי השמועה למדו מה תרועת יובל בשופר אף תרועת ראש השנה בשופר:

Una mizwat ‘assèh [cioè un precetto da compiere] della Toràh (è quella) di ascoltare il Suono dello Shofar durante Rosh Ha-Shanàh, com’è detto  “Giorno di Teru’àh~  Suono sia per voi” (BeMidbar 29,1). E lo Shofar che si suona sia di Rosh Ha-Shanàh che nel(l’anno dello) Yovel è un corno di montone ritorto… nonostante non sia esplicito nella Toràh che la “Teru’àh” si applichi con lo Shofar a Rosh Ha-Shanàh, (la Toràh) dice riguardo allo Yovel (Vayqrà 5, 29) “E farai annunciare (cfr. Rashì) lo Shofar… farete annunciare (cioè suonare) lo Shofar”. E attraverso la Shemu’ah ~ sentita (cioè ciò che abbiamo sentito da Moshèh Rabbenu ע"ה tramandato di generazione in generazione) abbiamo imparato che (esattamente) come la Teru’àh dello Yovel si ottiene con lo Shofar, così anche la Teru’àh di Rosh Ha-Shanàh si ottiene con lo Shofar.

 Ho preferito riportare la fonte della mizwàh di sentire la Teru’at Shofar dal Rambam ז"ל perché più chiara e concisa di altre fonti e per poter entrare in altri due argomenti:


Le Mizwot necessitano כונה kavvanàh ~ intenzione per uscire dall’obbligo

Lo Shulchan ‘Aruch (Orach Chajim 60:4) dice:

יש אומרים שאין מצות צריכות כונה ויש אומרים שצריכות כונה לצאת בעשיית אותה מצוה וכן הלכה.

C’è chi sostiene che le mizwot non necessitano Kavvanàh e c’è chi dice che necessitano Kavvanàh per uscire (dall’obbligo) compiendo tale mizwàh. E così è l’Halakhàh (che necessitano Kavvanàh).

La Mishnàh Beruràh sul posto (60:7) spiega prima che si tratta della Kavvanàh relativa all’evento del compiere la mizwàh e non della Kavvanàh relativa all’“entusiasmo” nella mizwàh stessa (che è un discorso a differente livello), passando poi (60:8) a spiegare che in caso non abbia kavvanàh deve tornare a rifare la mizwàh, ma senza berakhàh.

Inoltre spiega (60:10) a nome del Rav Maghen Avraham che ciò vale per le mizwot de-Oraita, cioè riportate direttamente dalla Toràh, ma per le mizwot de-Rabbanan, cioè che non sono riportate in forma quasi esplicita nella Toràh scritta, anche se non ha avuto kavvanàh è uscito dall’obbligo della mizwàh.

Pertanto, riguardo alla mizwàh di sentire lo Shofar è necessaria Kavvanàh essendo essa una mizwàh della Toràh.

Come avere kavvanàh in modo operativo?

Per avere Kavvanàh è sufficiente: (a) stare attenti all’eseguirsi della mizwàh, nel caso specifico in silenzio dalla berakhàh fino alla fine delle sonate, (b) avere intenzione d’uscire dall’obbligo sentendo, che si divide nell’intenzione di chi suona di far uscire d’obbligo chi ascolta e l’intenzione di chi ascolta di uscire d’obbligo di ciò che ascolta.

 בדיעבד Bedi’avad ~ a posteriori, anche se una persona non ha intenzione esplicita d’uscire d’obbligo, poiché sicuramente è andato al bet ha-kenesset per sentire lo shofar si giudica la mancanza di alcuna intenzione come condizione standard, a seconda della situazione. In questo caso specifico vale come avesse avuto intenzione. Nonostante ciò non è a priori, e si perde completezza nella mizwàh.