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2Halakhot4dì - Q&A E' meglio fare le cose davanti a tutti oppure in privato?

96. Abbiamo due concetti molto importanti: הצנע לכת עם ה"א Hatzne'a Lekhet 'im HaShem E-lokekha cioè "fai le cose bitzni'ut ~ in privato, d'altra parte a volte una mizvàh in pubblico può fare un effetto differente, perchè altri possono imparare qualcosa (oppure imparare qualcosa da non fare); oltretutto c'è il rischio che ERRONEAMENTE qualcuno non faccia la mizvàh per non farla vedere in giro, pensando che una mizvàh vista da altri non è una mizvàh - ERRORE. E' comunque una mizvàh, ma a un livello differente. In alcuni casi, se chas veshalom sottopone a vergogna qualcun altro può essere una mizvàh che arriva attraverso una 'averàh. Cosa grave, ma comunque una mizvàh rimane, anche se il danno è maggiore rispetto al guadagno. Bisogna quindi fare le cose con "CERVELLO". Cercando di capire le cose, la loro natura e le loro conseguenze. 

97. Il Ramà dice nel primo סימן Siman ~ capitoletto dello Shulchan 'arukh (1:1) che una persona non si deve vergognare delle persone che gli ridono dietro perchè effettua il Servizio Divino come si deve. Aggiunge che d'altra parte anche quando non si trova davanti ad altri deve applicare le mizvot, poichè quando viene effettuata una mizvàh senza essere visti questa assume un valore ancora maggiore. Si compie infatti la mizvàh di הצנע לכת עם א-לקך Hatzne'a Lekhet 'im E-lokekha, fai le cose in privato con il Signore. Cioè non per farti notare, ma per Servire il Signore. (cfr. Mishnàh Beruràh 1:7). Spiega inoltre la Mishnàh Beruràh (1:6) che se la persona si trova davanti a persone più elevate di lui, non si vergogni a studiare presso di loro o effettuare mizvot davanti a loro, ma se è possibile farle da parte, è meglio. D'altra parte se lui è considerato più "elevato di livello" dei presenti che possono imparare dalle sue azioni, è meglio che faccia la mizvàh davanti a loro affinchè imparino da lui. Ma anche in questo caso stia attento a cercare di direzionare il pensiero delle sue azioni verso il Servizio di HaShem e non verso gli spettatori.

Q&A: Si possono tagliare i capelli a Rosh Chodesh?


A volte si sente dire che sia vietato fare qualcosa, ma è necessario capire di cosa si tratta per sapere se effettivamente sia così la Halakhàh, se è così l'uso oppure se è solo l'uso di alcuni.
La fonte dell'uso che vieta di tagliare i capelli durante Rosh Chodesh è la Tzavaàh di Rabbenu Yehudàh HeChassid ז"ל.
Chiaramente quest'articolo vale per quando non ci sono altri problemi nel tagliarseli, come è vietato durante parte dell' 'Omer e Rosh Chodesh Av in base al Minhag comune.

Chi è Rabbenu Yehudàh HeChassid ז"ל?
Rabbenu Yehudàh HeChassid ז"ל, grande חכם Chakham ~ saggio francese appartenente ai chakhamim (oltre 300 nel giro di circa 300 anni) che facevano parte della scuola dei תוספות Tossafot, celebre scuola francese fondata dai nipoti di Rashì, tali Rabbenu Tam (soprannome di Rabbenu Ya'aqov Ben Meir), Rashbam (acronimo di Rabbenu Shemuel Ben Meir) e Rivam (acronimo di Rabbenu Yizchaq Ben Meir).
Soprannominato החסיד HeChassid il Chassid, tradotto solitamente come "pio". Con la parola pio si intende una persona che non si limita a compiere solo ciò che è obbligatorio secondo la Halakhàh, ma che cerca come Servire il Creatore nel modo migliore, e non solo con il minimo richiesto.
Autore del Sefer Chassidim, importante testo di Halakhàh e Mussar, ha scritto anche una צואה Tzavaàh ~ Testamento. In questa Tzavaàh troviamo molte norme particolari, tra cui (54-55) il non tagliarsi barba e capelli e il non tagliarsi le unghie di Rosh Chodesh.
Su questa Tzavaàh c'è una discussione enorme su che valenza abbia effettivamente dal punto di vista di Halakhàh, se fosse solo destinata ai suoi discendenti, come lo è solitamente una Tzavaaàh, oppure pure all'ampio pubblico. Molti usano seguire quello che è scritto in questa Tzavaàh, e di conseguenza, è entrata come uso comune in molte comunità.

Come norma generale, non si devono cominciare nuovi usi, ma ognuno deve seguire gli usi dei propri padri. Quando non li conosce, è opportuno che li ricerchi בס"ד.

In generale molti ashkenaziti ed alcuni sefaraditi usano comportarsi come riportato nella Tzavaàh, o almeno come alcuni punti della Tzavaàh. Ho trovato sul Pachad Yzchaq (scritto da Rabbenu Yzchaq Lampronti ז"ל) che c'erano anche alcuni italiani che usavano seguirne gli usi. In generale però non era un minhag diffuso in Italia.

Quindi, a meno che una persona non sappia effettivamente che la sua famiglia usava comportarsi così, buona parte dei poseqim (tra cui HaGaon HaRav Ben Tzion Mutzaffi שליט"א, HaChakham Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א e altri ancora) sostengono che non sia necessario seguire questi usi.

Chi voglia cominciare ad applicare questo uso specifico, come ogni uso che una persona vuole forse applicare, è opportuno dire prima di cominciare: בלי נדר "Beli Neder" ~ senza promessa, così da non avere un problema successivamente se si vuole interrompere.

Riassumendo
Sia i sefarditi che gli italiani, a meno che non sanno che così usava la propria famiglia, possono tagliare i capelli e la barba (chiaramente secondo le norme di Halakhàh) durante il giorno di Rosh Chodesh.
Nel caso degli ashkenaziti è necessario un controllo maggiore se la propria famiglia non usasse questi usi.

Ho usato questo uso finora... ma pensavo che così fosse la Halakhàh
Secondo l'opinione del Chakham HaRav 'Ovadiàh Yossef שליט"א se una persona ha applicato un uso pensando che fosse così il Din ~ la norma non necessita di התרת נדרים Hattarat Nedarim ~ scioglimento di una promessa. Effettivamente ci sono poseqim che sostengono che sia invece necessario, e così sarebbe meglio fare. Ma per i sefarditi sicuramente è possibile appoggiarsi sui facilitanti.

Q&A - Il Riso è Chametz durante Pessach?

a. La Ghemarà 
In Massekhet Pesachim (114 sof 'amud bet) la Ghemarà riporta che c'è chi usava mettere tra i cibi presenti nella קערה Qe'aràh ~ il vassoio del Seder due tipi di cibi cucinati. Tra questi troviamo anche il riso [anche se oggi non si usa così]. La Ghemarà porta poi l'opinione di Rabbi Yochanan Ben Nuri, uno dei תנאים Tannaim ~ Maestro dell'epoca della Mishnàh che sostiene che il riso con l'acqua provoca un fenomeno di חמץ chametz ~ lievitazione/fermentazione. La Halakhàh non è come Rabbì Yochanan Ben Nuri, e questo tipo di cambiamento di stato non è considerato halakhicamente chametz. Pertanto impariamo dalla Ghemarà che la Halakhàh consiste nel permettere a priori il riso, poichè non ha attinenza al Chametz.
E' considerato infatti Chametz solo ciò che fa parte dei 5 tipi di דגן Dagan ~ cereali: grano, orzo, spelta, segale e avena, che sono ingredienti soggetti a fermentazione e chiamati col nome di חמץ Chametz.
E così dicono molti ראשונים Rishonim ~ lett. i "Primi" [ cioè i חכמים Chakhamim ~ saggi tra l'epoca dei Gheonim (che arriva a circa 1000 anni fa) e gli אחרונים Acharonim ~ lett. gli "Ultimi", cioè coloro dell'ultimo periodo, che parte circa dal tempo di Maran Rabbenu Yossef Qaro ז"ל autore del Bet Yossef e dello Shulchan 'Arukh.(circa 500 anni fa)]. Tra i Rishonim ז"ל citiamo in particolare il Rambam (Rabbì Moshèh Ben Maimon, conosciuto in Italia יע"א come Maimonide) ז"ל che dice nel Mishnèh Toràh all'inizio del 5° capitolo delle Hilkhot Chametz uMatzàh (Halakhàh Alef) che il riso è permesso. 

b. L'uso
Bisogna sapere che durante Pesach molte questioni sono מנהגים Minhaghim ~ usi e חומרות Chumrot ~ Rigorisità. Se in ogni halakhàh è sempre necessario saper distinguere tra questi livelli, nelle questioni riguardanti Pesach lo è ancor di più. Si consideri che dal punto di vista di Halakhàh ogni persona che costruisce una nuova famiglia può accettare su di sé chumrot o minhaghim in particolare relativi a Pesach, tanto che i Poseqim (cfr. articolo precedente sulla carta igienica) tra cui Rabbenu Chajim Falagi ז"ל riportano che, durante Pesach, è possibile a priori portare cibo cucinato nella propria casa se ci si reca in casa di altri, perfino dei propri genitori. Questo gesto non rappresenta un'offesa dal punto di vista di Halakhico, poiché a Pesach è risaputo che ognuno ha usi e rigorosità differenti e questo non vuol dire un implicito "Voi non mangiate Kasher!", ma sottintende come pensiero di base "Noi vogliamo fare questa rigorosità!" [Nonostante ciò è ovvio che tutto dipenda da caso a caso, e si stia attenti a non urtare chas veshalom la sensibilità di qualsiasi persona, in particolare dei propri genitori הי"ו cui ci sono Mizvot specifiche aggiuntive per curare il Loro onore!]

c. Il Minhag delle Qitniot
Nel caso specifico bisogna sapere che per diversi motivi molte comunità hanno introdotto l'uso di evitare di mangiare durante Pesach קטניות "Qitniot" cioè "le cose piccole" dal sostantivo קטן Qatan ~ Piccolo. Troviamo tra le Qitniot il riso, i ceci, i fagioli, lenticchie e altri legumi. Non perchè sostenessero che fossero Chametz, ma solo per effettuare una rigorosità (חומרה chumràh) per Pesach. [Così riporta il Ramà esplicitamente nelle sue הגהות Haggahot ~ glosse allo Shulkhan 'Arukh (Orach Chajim 453:1)]. Nonostante ciò l'uso si è diffuso e non è possibile eliminarlo nei luoghi in cui si è diffuso.

Tra le comunità che hanno accettato quest'uso troviamo principalmente: Ashkenaz (cioè  le terre dell'Europa dell'est), Francia (ashkenazita), Russia, Polonia [citate nell'Arukh HaShulchan (Orach Chajim 453:5)], alcune città dell'africa settentrionale; mi risulta inoltre che anche in Persia molti avessero quest'uso (permettendo però il riso), e così anche diversi italiani (in particolare provenienti da comunità ashkenazite o comunque da esse influenzate) [come troviamo nel Halakhot Qetanot (Cheleq Alef, Siman 111) e nel Pachad Yzchaq Lampronti (ערך אורז בפסח)]. La stragrande maggioranza dei sefaraditi non hanno preso su di sè questo uso, e così anche gran parte degli italiani.

I motivi della Chumràh sono svariati a seconda del luogo; ne citiamo alcuni:
  • Spesso i sacchi in cui erano contenute le Qitniot erano gli stessi che contenevano le spighe di grano, e c'era il rischio che rimanesse qualcosa ed era difficile separarli. Così riporta il Rabbenu Ya'aqov Ben HaRosh, nel Tur (Orach Chajim 453), riportato anche nella Mishnàh Beruràh (453:6)
  • Alcune persone non sapevano distinguere tra chicchi e la farina fatta di qitniot rispetto a quelli del grano e di altri tipi di dagan. Mishnàh Beruràh (453:6)
  • Perchè capitava che il dagan fosse chiamato in altri modi, e il rischio era quello che le persone lo confondessero. Beur Halakhàh (453 ד"ה ויש אוסרים). [A proposito di questo motivo segnalo alcuni errori frequenti: frumento è un altro termine per definire il grano, e così anche triticum, farro solo per citarne alcuni - quindi se non siamo certi su cosa sia un ingrediente, è necessario verificare bene - anche durante l'anno! Spesso i componenti hanno diversi nomi e sigle.]
Per questi e altri motivi è stato introdotto in molti luoghi il divieto di consumo di Qitniot durante Pesach; anche se oggi molti di questi rischi sono praticamente inesistenti, ma poichè l'uso è "entrato", si continua a seguirlo nonostante non sia più presente il motivo. [cfr. 'Arukh HaShulchan 453:4-6]

C'è da aggiungere, che ci sono anche coloro che usano distinguere tra il riso e altre Qitniot; permettendo il riso e vietando le altre Qitniot. [In particolare alcuni ebrei di origine persiana.]

Ognuno di questi Minhaghim ha su cosa appoggiarsi, e non si eliminano minhaghim che per generazioni sono stati applicati dai nostri avi.
Nonostante ciò chas veshalom imporre un Minhag ove non presente o annullare un Minhag presente. Tanto più dire su una cosa del genere che sia vietata completamente o peggio dire che è Chametz quando praticamente tutti i Poseqim dicono esplicitamente che "pur non essendo Chametz" molti hanno accettato l'uso di considerarlo come Chametz.
Pertanto chi ha sempre usato permettere le Qitniot perchè così facevano i propri padri, può continuare con il suo Minhag.

d. Tempi Moderni
C'è da sottolineare una nota - oggigiorno, nonostante una persona sia solita consumare Qitniot o anche solo riso, è necessario appurare dei controlli.
In molti scatolami il cibo viene spesso conservato attraverso l'aggiunta dell'amido, considerato Chametz. Quindi anche se il cibo in particolare non è Chametz - il prodotto lo può essere a causa del processo di fabbricazione o conservazione. E queste sono cose che vanno verificate da prodotto a prodotto (e oserei dire anche di anno in anno, poichè spesso le grandi industrie cambiano il processo produttivo, a volte anche senza informare neppure il Mashghiach responsabile della Kasherut).
Inoltre, nel caso specifico del riso, oltre al controllo normale che deve essere effettuato tutte le volte per verificare che non ci siano dei vermi; oltre a ciò è opportuno controllare che non ci siano eventuali corpi estranei che chas veshalom possono essere considerati chametz.
L'uso comune presso moltissimi (non so se ci sono usi che facilitino sulla questione e ne richiedano uno solo) è quello di controllare per tre volte lo stesso riso, chicco dopo chicco, alla luce in modo da poter vedere bene. [Nel caso sia la prima volta è opportuno dire "Belì Neder", così da non avere problemi eventuali in caso non sia possibile mantenere questo Minhag]

[Segnalo qui la storica dimostrazione nella ק"ק di Milano יע"א di un Famoso Rabbino שליט"א (con cui mi scuso di non citarlo esplicitamente, ma non voglio chas veshalom che venga "citato" per pubblicità negativa e simili) con un riso molto famoso (italiano - il Riso S-otti), in cui alla prima scatola aperta ha fatto vedere a tutti i presenti i vermi contenuti nella scatola. Ora non si vuole dire che ci siano necessariamente, ma vanno controllati. Inoltre non è un'accusa chas veshalom ad una marca particolare di riso (solo che nello specifico così è avvenuto) - tutti i risi possono contenere cose del genere e il tutto va controllato!]

d. Concludendo
Sicuramente il riso durante Pesach non è considerato Chametz, e così anche tutte le altre Qitniot.
Ci sono però molti gruppi tra i Benè Israel, in particolare presso gli ashkenaziti, che usano vietare le Qitniot, e c'è chi usa vietare con le Qitniot anche il riso.
Ognuno è opportuno segua il proprio uso.
Secondo tutti però è necessario controllare ciò che si mangia durante Pesach, stando attenti inoltre che non sia stato mescolato con ciò che è chametz nella fabbricazione, nell'inscatolamento, nella distribuzione o altro.
Inoltre è sempre necessario controllare ciò che si mangia fino dove è possibile arrivare!

Q&A - Esiste la Carta Igienica Kasher?

Perchè abbiamo scritto questo articolo?
La stesura di questo articolo nasce in risposta a diversi commenti letti e sentiti in vari ambienti a proposito dell'argomento "carta igienica kasher", dai quali ci siamo resi conto che intorno al tema è presente tanta confusione e incompletezza di informazione.
Proviamo allora a spiegare in brevissima alcuni concetti che ci aiuteranno Be"H a fare luce sulla questione!

a. L'osservanza delle Halakhot
Le Halakhot possono essere definite come precisazioni, istruzioni al dettaglio relative alle Mizvot ricevute sul Sinai. [In realtà le halakhot sono presenti ancora prima dei tempi di Moshèh Rabbenu ע"ה, ma da quelli di Adam HaRishon. Allora era obbligatorio osservare solo le halakhot relative alle 6 Mizvot  date ad Adam HaRishon (Adamo) da HaShem, che sono poi arrivate a 7 ai tempi di Noach (cfr. Hilkhot Melakhim del Rambam ז"ל, capitolo 8-10, e Sefer HaKuzzari di Rabbenu Yehudàh HaLevi ז"ל).]
Il Popolo Ebraico è diventato effettivamente un popolo da quando ha ricevuto la Toràh e ha accettato su di sè le 613 mizvot, con l'epica dichiarazione di נעשה ונשמע Na'asèh VeNishm'à "Applicheremo e Ascolteremo" [per maggiori dettagli vedi il video su Mishpatim].
Le Halakhot non sono altro che dettagli relativi alle Mizvot dateci da HaShem nella Toràh scritta, e senza questi dettagli non possiamo sapere cosa effettivamente HaQadosh Barukh Hù pretende da noi. La Toràh SheBa'al pèh esplicita questi dettagli e attraverso il suo studio arriviamo alla formulazione delle halakhot che potrebbero essere definite come "riassunti pratici delle mizvot che HaShem ci comanda nella Toràh". [Sulla necessità di queste - vedi articolo sulle "Formalità", mentre per comprendere un po' la distinzione tra Toràh SheBikhtav e Toràh Sheba'al Pèh rimando ad un video sulla Parashàh di Tzav].
Le Halakhot sono sempre le stesse, e sono direttamente dipendenti da quello che HaQadosh Barukh Hù ci ha comandato sul Sinai. 
Bisogna capire che HaQadosh Barukh Hù, essendo al di sopra del tempo e vedendo tutto dalla Creazione dell'Universo fino alla fine dei tempi, ci ha dato Mizvot valide per ogni singola epoca - senza variazioni.
Quello che varia è solo la forma attraverso cui applichiamo la mizvàh a seconda degli usi del tempo e del luogo. Mi spiego meglio. 
Oggigiorno, gli sviluppi in ambito tecnologico, medico, sociale etc., cambiano la realtà quotidiana a ritmi vertiginosi. In base a questi cambiamenti nascono situazioni che prima non erano presenti, ma ci sono autorità competenti che in base allo studio della Toràh HaQedoshàh e delle sue linee, sanno come applicare queste norme a seconda della situazione ed istruire il pubblico di conseguenza.
Queste figure sono solo i "Poseqim", autorità halakhiche competenti [Si pensi solo che in Italia יע"א non abbiamo un Poseq Halakhàh nostrano dal periodo della seconda guerra mondiale, quindi oltre 60 anni]. Il Poseq Halakhàh è un Talmid Chakham ad altissimo livello  che ha ottenuto il permesso di decidere la halakhàh a sua volta da un Poseq Halakhàh precedente, in base al suo avanzatissimo livello di studi, alla sua capacità di studiare effettivamente e soprattutto in base alla יראת שמים Irat Shamajim ~ Timore del Cielo. Solo chi ha tutti questi requisiti è considerato un Poseq. Un Poseq è quindi in grado, a partire da quella che era originariamente la mizvà che HaShem ci ha comandato con tutti i suoi dettagli, ed esaminando la condizione della situazione attuale, di formulare halakhot  basate sulla mizvàh comandata da HaShem, in modo da permettere al pubblico di comportarsi secondo quanto vuole la Toràh. 

b. sul termine כשר Kasher
Il termine כשר Kasher è traducibile come "adatto". Solitamente il termine viene utilizzato principalmente per questioni di idoneità riguardanti gli alimenti, in base alle Halakhot relative, chiamate con il termine generale di כשרות Kasherut.
Oggigiorno il termine "Kasher" è spesso usato in senso esteso anche per altre cose, per definire se un oggetto è idoneo o meno per compiere una determinata azione, evitando alcuni problemi di Halakhàh che l'oggetto può presentare. Ma questo tipo di utilizzo del termine "in forma estesa" è nato più dal vasto pubblico che dalle Autorità Rabbiniche. 
In realtà spesso il termine è utilizzato a sproposito, e ciò crea parecchia confusione.
Questo perchè, mentre nella Kasherut alimentare ciò che "non è kasher" non è adatto in alcun modo per essere consumato, in altri campi spesso non è la stessa cosa. Il fatto che alcuni considerino un certo tipo di carta igienica come kasher, non vuol dire che altri tipi di carta igienica non lo siano!! [ripeto ulteriormente - i Poseqim non dicono così, e anche su questa "carta" non c'è scritto "Kasher"].
Questo tipo di linguaggio porta purtroppo spesso a confusione. 
Me compreso, visto che mi sono dovuto fare spiegare cosa s'intendesse per Carta Igienica Kasher!

c. sulla Carta Igienica
La carta igienica è un'interessante strumento di pulizia igienica personale che ha fatto a lungo discutere i poseqim. In parte perchè non sempre la pulizia che crea è sufficiente (l'acqua era ed è spesso più efficace), visto che durante la tefillàh non deve rimanere neanche una minima quantità di sporcizia addosso. E spesso non tutti sanno pulirsi in modo efficace.
Il problema di Halakhàh nel caso specifico è dipendente da una מלאכה Melakhàh ~ tipologia di operazione vietata durante Shabbat Qodesh [per cosa sia una Melakhàh cfr. video sulla Parashàh di Vayaqhel].
Tra le 39 Melakhot vietate durante Shabbat Qodesh troviamo come אב Av (cioè macrocategoria) il "tagliare secondo forma determinata". E come תולדה Toledàh (cioè microcategoria) il tagliare anche senza una forma ben definita, a meno che non sia per scopi particolari. 
Chiunque può comprendere che quando si taglia la carta igienica sullo "strappo" preparato dall'industria che produce il rotolo, compie l'Av Melakhàh di cui si parlava sopra (quella di tagliare secondo forma determinata). E anche quando si taglia la carta igienica non sullo "strappo" ci sono diversi altri problemi, tra cui il contravvenire alla Toledàh, ossia tagliare secondo forma indeterminata.
Perciò, chi vuole rispettare la Halakhàh ed evitare il problema, può semplicemente tagliare la carta igienica prima di Shabbat e preparsela in bagno.

d. Tempi Moderni
Ai nostri tempi, in cui tutto è sempre più sviluppato, le industrie si ingegnano per creare nuovi prodotti che tanto nuovi non sono. Sono solitamente gli stessi prodotti di prima, con una variazione che permette di ottenere determinate comodità per il pubblico e indurlo a comprare. Si basti pensare ai fazzoletti di carta, che hanno sostituito i fazzoletti di tessuto, così da evitare di dover essere lavati, stirati etc.
Tra le comodità moderne troviamo anche la carta igienica già tagliata a pezzi, che permette a chi non ha molto tempo (o chi s'impigrisce, a seconda dei casi) di non doverla tagliare prima di Shabbat Qodesh ma di averla già pronta per l'uso anche durante Shabbat.
Questa è ciò che alcune persone IMPROPRIAMENTE chiamano "carta igienica kasher". Ma a differenza di altri oggetti definiti come "kasher", in questo caso sono molte poche le persone che la definiscono tale, o per ignoranza del concetto o per "sentito dire". 
Ripeto - è un'assurdità anche solo pensare che le altre "carte igieniche" non siano adatte, solo è necessario, per rispettare la Halakhàh stare attenti a preparla prima...

e. Arghhh - ho finito la carta igienica / Arghh - ho dimenticato di tagliarla!
Di Shababt può capitare che finisca la carta igienica preparata in precedenza.
E' possibile inoltre che ci si trovi in un posto in cui non ce n'è più oppure l'ospitante non era conscio di questa norma.
Cosa fare a questo punto?
Molti poseqim permettono in tal caso, di facilitare in alcuni modi. 
Bisogna sapere che compiendo la Melakhàh in modo non consueto, ad esempio tagliando con il gomito anzichè con le mani, il divieto scende di livello di gravità, seppur rimanendo ancora vietato.
Se arriviamo però a unire questo elemento con altri fattori halakhici è possibile permettere [anche questo solo  permesseo ad un Poseq Halakhàh, che ha la conoscenza e la possibilità di sapere in che casi]
La facilitazione qui in questione è basata anche sul fattore di כבוד הבריות Kevod HaBeriot ~ onore delle persone, che si troverebbero alquanto a disagio se non potessero pulirsi (scusate l'espressione).[Questo fattore non è sempre utilizzabile, ma anche questo necessita un Poseq Halakhàh. Per chi volesse approfondire la questione rimando a Massekhet Berakhot 19 'amud bet]
Pertanto molti poseqim permettono, nel caso in cui una persona si trovi in questo genere di difficoltà, di tagliare la carta igienica non sulla linea tratteggiata in modo inconsueto, ad esempio con il gomito.

E' ovvio che la cosa più semplice e comoda non è quella descritta, ma meglio esserne a conoscenza nel caso in cui ci si trovi di fronte a un problema del genere. Una persona intelligente cerca di evitare il problema tagliando prima di Shabbat una quantità di carta igienica sufficiente a coprire tutte le esigenze dello Shabbat, e magari anche un po' di più per qualsiasi esigenza imprevista. Non c'è spreco, perchè se non la usa durante la settimana, la troverà già pronta per lo Shabbat successivo.

Sperando di aver fatto maggior luce sulle questioni di carta igienica, vi auguriamo un anticipato:

Shabbat Shalom uMevorakh!