Visualizzazione post con etichetta Minhaghim. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Minhaghim. Mostra tutti i post

Ben HaMetzarim - posso sposarmi in questo periodo?

1572.      Matrimoni. Non si prende moglie da Rosh Chodesh Av a Tish’a BeAv. (Shulchan ‘arukh Orach Chajim 551:2) E c’è chi è rigoroso ed evita già dal 17 di Tammuz, e così è l’uso ashkenazita e di alcune comunità sefardite [vedi successivamente] (כ"כ Ramà ז"ל Orach Chajim 551:2)

1573.      Fidanzarsi. Fidanzarsi è però permesso in tutto il periodo, per il rischio che lo preceda qualcun altro (vedi Shulchan ‘arukh Orach Chajim 551:2)

çhalabim. Sono rigorosi per tutto il periodo di Ben HaMetzarim fino al 10 di Av compreso, però permettono di fidanzarsi per tutto il periodo. (Derekh Eretz ‘Ades pag. 94:2-3, Yated HaMeir Siman 664)
Bagdad. A Bagdad יע"א il Minhag era di evitare di sposarsi durante tutto il periodo di Ben HaMetzarim [כ"כ Ben Ish Chai (1 Devarim 4) – vedi ivi].
Djerba. Si usa vietare dal 17 di Tammuz per tutto il periodo di Ben HaMetzarim.[Berit Kehunàh (Orach Chajim Bet 13), citato nel Yated HaMeir Siman 664]

Domanda. Sono sefardita, ma non mi è chiaro come usiamo riguardo al matrimonio. Se evitiamo dal 17 di Tammuz oppure da Rosh Chodesh Av. Cosa devo fare se mi voglio sposare tra il 17 di Tammuz e Rosh Chodesh?

Risposta. E’ risaputo che quando non c’è un Minhag chiaro si segue la norma stretta. Qui in più c’è da aggiungere alcuni elementi di maggior peso: (a) è importante sposarsi, tanto che si compiono diverse Mizvot attraverso il matrimonio, (b) e così si evitano numerose ‘averot, legate al far passare tanto tempo tra gli incontri e il matrimonio, per cui una persona è in preda in modo continuativo ad una serie di problemi legati allo Yetzer HaR’a. Pertanto, quanto più si accelera il processo tra gli incontri e il matrimonio, quanto più è sano, perché si evitano numerosissimi problemi halakhici. La gravità di questi problemi è talmente elevata che c’è chi scrive a nome del grandissimo [e generalmente molto rigoroso] Chakham Ben Tzion Abba Shaul ז"ל, Rosh Yeshivàh di Porat Yosef, che se fosse stato possibile, con i problemi odierni avrebbe permesso di sposarsi persino il giorno di Tish’a BeAv stesso [Vedi Shut Or LeTzion 3.25:1:1]. Anche se dopo Rosh Chodesh Av sicuramente non si permette il matrimonio, quanto detto rende più chiaro quanto sia grave far passare tanto tempo prima di sposarsi.
Bisogna evidenziare che c’è chi un tempo diceva che poteva essere non particolarmente positivo sposarsi in questo periodo, ma non erano presenti molti dei problemi presenti oggi, per cui una singola ‘averàh compiuta a causa del ritardo può essere molto peggio di qualsiasi potenziale presagio. (Vedi Mo’ed LeKol Chai Falagi e Ben Ish Chai (1 Devarim 4), e vedi anche Shut Or LeTzion 3:25:1:1)
Da questo periodo impariamo proprio quanto sia importante, dopo aver trovato B”H un partner ebreo che sembra essere adatto per mettere su una casa Neemenet BeIsrael ~ Fedele/Leale nel popolo di Israel, accelerare quanto più i tempi per sposarsi. Si godranno poi Be”H anche i frutti di non aver perso troppo tempo e non aver trasgredito ‘averot [9].


[9] Si stia solo attenti a verificare quanto possibile prima sull’idoneità della persona, possibilmente prima ancora di incontrarla attraverso terzi che possano aiutare per comprenderne l’indole effettiva.



Da quando si recitano le Selichot?

בס"ד

Halakhot tratte dal libro "Le Halakhot del Mese di Elul", in vendita in questi giorni (10 euro, brossurato - 156 pagine) Per sapere dove trovare la tua copia scrivi a deroryqra@gmail.com

1088. Introduzione. Ci sono vari usi su quando cominciare a recitare le Selichot. Riporto qui quelli principali che considero servano LeMa’asèh (per essere applicati) in Italia יע"א in particolare. 

1089. Uso Sefardita. Lo Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 581:1) riporta l’uso sefardita di recitare le Selichot per tutto il mese di Elul, a partire dal giorno successivo Rosh Chodesh (quindi il 2° di Elul) (vedi Mishnàh Beruràh 581:1) [sul perché vedi pag. 16 del libro "Le Halakhot del Mese di Elul"] 

1090. Uso ashkenazita. Gli ashkenaziti cominciano dal primo Yom Rishon (dom) che precede Rosh HaShanàh. Nel caso però Rosh HaShanàh cada di Yom Shenì (lun) oppure Yom Shelishì (mar), allora si anticipa al Yom Rishon (dom) della settimana precedente. (Ramà ז"ל Orach Chajim 581:1) 

1091. Uso italiano (attuale). L’uso italiano attuale si distingue in varie categorie, a seconda delle comunità: 

a. Milano יע"א. A Milano יע"א abbiamo due tempi in cui si recitano le Selichot. Ogni pomeriggio dal secondo giorno di Elul (come i sefarditi) e la mattina presto in base alle tempistiche dell’uso italiano originale. Quest’ultimo consiste nel recitare le Selichot dal yom shenì (lun) o yom chamishì (gio) precedente Rosh HaShanàh, avendo almeno 5 giorni di Selichot. Così riportano lo Shibbolè HaLeqet (282), il Tania Rabbati (Siman 72, pag 77), il Sefer HaTadir (fine Siman 36, pag. 245), e così riporta quest’uso italiano il Gur Arièh HaLevì ז"ל (Orach chajim 581:1). 
b. Roma יע"א: le tempistiche seguono l’uso sefardita. 
c. Trieste יע"א: le tempistiche seguono l’uso ashkenazita. 

1092. L’uso di Rabbenu HaArì ז"ל. Rabbenu HaArì ז"ל leggeva le Selichot con i sefarditi, parola per parola [nonostante fosse ashkenazita, quindi sosteneva che secondo la Qabbalàh sia perlomeno opportuno recitare le Selichot tutti i giorni di Elul, com’è risaputo che in tutto ciò che riteneva opportuno secondo la Qabbalàh, ha cambiato uso. Nella maggior parte dei casi, come il Minhag sefardita](vedi Kaf HaChajim Sofer (Orach Chajim 581:16) a nome del Sha’ar HaKavanot (89 ‘amud dalet), Perì ‘etz Chajim e Nagghid uMtzavèh). 

1093. Rosh Chodesh. Durante Rosh Chodesh stesso non si recitano le Selichot. (Ram’à di Fano ז"ל (Siman 79), Maghen Avraham 581:2, Kaf HaChajim Sofer (Orach Chajim 581:15), Torat HaMo’adim 1:4)

La Chinna - Mazal Tov? Dipende...

בס"ד
E' un obbligo tenere ai propri Minhaghim - ma bisogna tenerci bene! 
E non provocare più danno che bene! 
Il desiderio di tutti è portare Mazal Tov e non qualcos'altro CHAS VESHALOM!

E' una grande Mizvàh VEDERE & DIFFONDERE il Video!



Chanukàh - chi deve accendere?

BS"D
**********************************************************************
In favore della Hatzlachàh e della Hatzalàh di tutto il Kellal Israel, in particolare in Israele יע"א
**********************************************************************
Prima sera di Chanukàh - Motzaè Shabbat (25 Kislev - 8 dic '12) - vediamo le sue halakhot [riadattate dal libro "Chanukàh - Istruzioni per l'uso" andato esaurito l'anno scorso B"H]

646.      Tutti. Sia gli uomini che le donne sono tenuti a compiere la מצוה Mizvàh ~ precetto di accendere le nerot Chanukàh. (vedi Shulchan ‘arukh Orach Chajim 675:3) 

647.      Se un uomo accende. Nel caso in cui un uomo (solitamente il capofamiglia) accenda le Nerot in casa, le donne della casa (moglie e figlie) non usano accendere a sé. Ciò nonostante le donne sono tenute a compiere la mizvàh dell’accensione delle נרות חנוכה Nerot Chanukàh. Persino secondo l’uso ashkenazita (vedi pag. 47 del libro) in cui ogni componente della famiglia accende una chanukiàh a sé stante, ciò vale per gli uomini, ma non per le donne. Solo nel caso in cui una donna sia sola, oppure suo marito non accende, come nel caso in cui non si trova in casa per tempo, accenda lei le Nerot Chanukàh. (Torat HaMo’adim 3 2:3).  

648.    L’uso sefardita. L’uso della maggior parte delle comunità sefardite è quello che il capofamiglia accende per tutti, e tutti gli altri componenti della famiglia escono dall’obbligo con la sua accensione. (vedi Shulchan ‘arukh Orach Chajim 671:1, Torat HaMo’adim 2:4)

648.      L’uso ashkenazita. L’uso ashkenazita consiste nel fare accendere una chanukiàh ad ogni componente maschio della famiglia, stando attenti a porre le chanukiot ad una distanza sufficiente da poterle distinguere l’una dall’altra. (Ramà z”l 671:2, Mishnàh Beruràh ivi) Secondo quest’uso anche se qualcuno si trova fuori casa deve accendere dove si trova. (Torat HaMo’adim 2:4)



SELICHOT SENZA MINJIAN

566. Introduzione. Ci sono delle parti delle Selichot che sono problematiche da leggere senza minjian. Vedremo nelle Halakhot successive quali sono queste parti Be”H.

 567. Shelosh ‘esrèh Middot. Quando si recitano le Selichot senza minjian abbiamo una discussione riguardo le Shelosh ‘esrèh Middot. Buona parte degli ashkenaziti le saltano, (vedi Mishnàh Beruràh 581:4, Ramà ז"ל Orach Chajim 565:5; d’altra parte troviamo il Qitzur Shulchan ‘arukh Ganzfried 128:9) mentre i sefarditi usano recitarle con i ta’amè HaMiqrà. (Shulchan ‘arukh Orach Chajim 565:5) (vedi lungamente da pag. 61 del libro "Le Halakhot del Mese di Elul" disponibile in questi giorni B"H)

Quest'anno c'è la Shavu'a Shechal Bò Tish'a BeAv ~ Settimana di Tish'a BeAv?

[Quest'anno c'è una particolarità. Tish'a BeAv cade di Shabbat e viene posticipato il digiuno. Ma da qui c'è una norma importante che vedremo Be"H nelle halakhot successive]

505. Shavu'a Shechal Bò Tish'a BeAv. La Shavu'a Shechal Bò Tish'a BeAv è la settimana in cui cade il digiuno del 9 di Av. Pertanto se il digiuno cade Yom Chamishì (gio), da Motzaè Shabbat fino a Yom Chamishì valgono tutte le norme della Shavu'a Shechal Bò Tish'a BeAv (come ad esempio il divieto di lavare panni per i sefarditi (gli ashkenaziti cominciano da Rosh Chodesh)). D'altra parte, se il digiuno cade di Yom Rishon (dom) allora secondo tutte le opinioni le norme della Shavu'a Shechal Bò Tish'a BeAv si riducono al giorno di Tish'a BeAv stesso. (vedi lungamente Orach Chajim 551)

506. Quando Tish'a BeAv cade di Shabbat. Quando Tish'a BeAv cade di Shabbat Qodesh, Maran Rabbenu Yosef Qaro ז"ל nello Shulchan 'arukh (Orach Chajim 551:4) riporta prima che non la Shavu'a Shechal Bò Tish'a BeAv si riduce al giorno di Tish'a BeAv stesso. Poi aggiunge che c'è chi sostiene che si comincia dalla settimana precedente, perchè si considera quando dovrebbe cadere il digiuno. L'uso sefardita più comune segue la prima opinione. (Kaf HaChajim Sofer (Orach chajim 551:23) a nome del Ben Ish Chai, vedi anche Pisqè Teshuvot 551:23) Gli ashkenaziti invece seguono l'opinione del Ramà ז"ל (Orach chajim 551:4) per cui quasi tutti i divieti cominciano fin da Rosh Chodesh. Nonostante ciò ci sono alcune cose su cui facilitano similmente agli ashkenaziti. (vedi Pisqè Teshuvot 551:23) I romani invece dovrebbero seguire la prima opinione, come i sefarditi. (vedi anche Shibbolè HaLeqet 264). 
Riassumendo: in base all'uso sefardita e romano quest'anno (5772/'12) non ci sono le norme della Shavu'a Shechal Bò Tish'a BeAv, mentre secondo l'uso ashkenazita la maggior parte delle norme partono dal Rosh Chodesh. [per maggiori dettagli vedi fonti citate precedentemente]


[di conseguenza non tratteremmo ב"נ וב"ש la maggior parte delle norme che partono dalla Shavu'a Shechal Bò Tish'a BeAv, ma solo alcune di quelle che partono da Rosh Chodesh]

E’ possibile fare la Bsisa di Shabbat? CORRETTO

CORRETTO RISPETTO A PRIMA IN CUI C’ERA UN ERRORE PURTROPPO (292). CI SCUSIAMO CON I LETTORI E CHIEDIAMO ANCHE GENTILMENTE DI DIFFONDERE LA QUESTIONE Be”H QUANTO PIU’! 
291. La bsisa. Uso sia dei tripolini, gerbolini, tunisini e alcuni marocchini è di fare la sera di Rosh Chodesh Nissan, la Bsisa. La Bsisa è un composto di farina cotta con aggiunta di zucchero e mandorle, con eventuale aggiunta di datteri[1]. Si porta quindi a tavola il miscuglio. Il capofamiglia dopo aver accuratamente lavato le proprie mani e le chiavi di casa, gira nel miscuglio queste ultime tenendole con la mano destra. Nel mentre versa con la sinistra dell’olio d’oliva che ricade nell’amalgama, recitando intanto (di solito si recita in arabo - n.l.) “Tu HQB”H IS”L che apri senza chiavi e che sai dare con mano generosa, sprigiona su di noi e dacci dal Tuo bene affinché possiamo rendere bene agli altri e sprigiona dalla Tua bontà a tutto Israel”. Si realizza la bsisa per ricordare l’inaugurazione del Mishkan, avvenuta il giorno di Rosh Chodesh Nissan. Con l’augurio di poter presto riprendere la ’avodàh ~ il Servizio nel Bet HaMiqdash בב"א.


292. La Bsisa di Shabbat.  Quest’anno (5772 – ’12) Be”H Rosh Chodesh Nissan cadrà di Shabbat Qodesh. Di conseguenza nasce una domanda. E’ possibile fare la Bsisa? Se si come? Durante Shabbat Qodesh è vietato fare impasti (lishàh)! Risponde a questa domanda il Chakham Gerbolino Rabbenu Rachamim Chai Chuwitàh HaKohen ז"ל nel suo testo di Sheelot uTshuvot ~ Domande e Risposte “Simchat Kohen” (Siman 84) cui viene posta la domanda. Dice che nel caso specifico si mantiene il Minhag, in particolare visto che si mescola con la chiave, solo che si deve stare attenti a mettere poca farina, solo lo stretto necessario per essere mangiato durante il pasto. Sottolinea suo nipote nel suo testo Parach Mattèh Aharon (Minhag HaBsisa) che bisogna stare attenti che non rimanga nulla per il giorno successivo. Quindi anche se c’è qualcuno che lascia solitamente per il giorno successivo quando cade di Shabbat Qodesh non lo faccia. Inoltre consiglia di utilizzare, se possibile, MOLTO OLIO. Quest’ultimo accorgimento non è obbligatorio, ma può essere positivo per evitare alcuni problemi di Halakhàh.  


[1] Ho portato la ricetta citata nel libro “Minhaghè Luv”. Ci sono alcune altre variazioni della ricetta con coriandolo e altri componenti, ma per brevità evito di portare le varie varianti in modo completo; in ogni caso ogni libico sa solitamente come realizzarla.

Il Mese di Nissan - Digiuno


389. Digiuni pubblici. Non si effettuano digiuni pubblici durante il mese di Nissan. Ossia non si istituiscono digiuni per il largo pubblico se non  quello dei primogeniti la vigilia di Pesach. (Shulchan 'arukh Orach Chajim 429:2)

390. Digiuni privati. Sui digiuni privati, ossia se una persona vuole digiunare durante il mese di Nissan per esempio per ricordare la scomparsa di uno dei parenti ל"ע, varia a seconda degli usi. Da ciò che dice Maran nello Shulchan 'arukh (Orach Chajim 429:2) solo i digiuni pubblici sono vietati, mentre il Ramà (Orach Chajim 429:2) dice che anche quelli privati si usa non digiunare. L'uso sefardita segue Maran, e quello ashkenazita il Ramà ז"ל.

Dondolino sì, Dondolino no...

253. C’è chi usa “dondolarsi” durante la tefillàh (non solo la ‘amidàh), com’è detto ה' מי כמוך כל עצמותי תאמרנה “Kal ‘atzmotai Tomarna HaShem Mi Khamokha” ~ “Tutte le mie ossa diranno HaShem, chi è come Te!”. C’è invece chi sostiene (il Ram’à di Peano ז"ל) sia da evitare completamente, poiché dinnanzi ad un Re non ci si muove per nulla. Solitamente come la prima opinione usano gli ashkenaziti, mentre i sefarditi seguono la seconda. Ognuno continui a seguire l’uso dei propri padri, essendo tale uso il più adatto a lui (cfr. Mishnàh Beruràh 95:7, 48:5; Kaf HaChajim Orach Chajim 48:9, Pisqè Teshuvot 48:7) [Perchè ci sono così tanti usi differenti - vedi video sulla Parashàh di Mattot]

254. In base allo Zohar HaQadosh è opportuno "dondolarsi" durante lo studio. (cfr. Pisqè Teshuvot 48:7)

Quante chanukiot si devono accendere?

Le seguenti halakhot sono tratte dal libro "Chanukàh - Istruzioni per l'uso" (pagina 27-28) - arriverà Be"H a breve in Italia יע"א.

195-196 Ci sono due usi principali sull’accensione delle נרות Nerot ~ lumi di Chanukàh:

1. Una sola persona accende tutte le נרות Nerot ~ lumi. Solitamente il capofamiglia se presente, o comunque un adulto (un uomo che abbia compiuto almeno 13 anni e un giorno, una donna che abbia compiuto almeno 12 anni e un giorno). Tutti gli altri escono dall’obbligo della mizvàh attraverso la sua accensione. (Shulchan ‘arukh Orach Chajim 671:2, Torat HaMo’adim 3 1:4). Così è l’uso diffuso tra i sefarditi in base allo Shulchan ‘arukh, e così mi hanno detto essere l’uso romano. 

2. Ogni componente della casa accende una sua chanukiàh. Così riporta il Ramà (Rabbenu Moshèh Isserlis ז"ל – Orach Chajim 671:2) come uso diffuso presso gli ashkenaziti. (Sulle donne rispetto a questo uso vedi “Chi deve accendere”). In tal caso è necessario che ogni persona che accende metta le sue נרות Nerot ~ lumi in un luogo in cui il numero di nerot ~ lumi accese sia riconoscibile anche da lontano. (Ramà Orach Chajim 671:2) (vedi inoltre pag.47 del libro)

2Halakhot4dì - La vigilia di Yom HaKippurim

48. Introduzione
La vigilia di yom Hakkipurim è un giorno molto importante, considerato secondo alcuni aspetti addirittura come o più di Yom Tov. Ad esempio è vietato digiunare in esso persino per un brutto sogno (Shulchan 'arukh Orach Chajim 604:1 - nel caso faccia un brutto sogno chas veshalom cfr. Mishnah Beruràh 604:2) e non si recita tachanun (Orach Chajim 604:2, Mishnàh Beruràh 604:3).
49. La Mizvàh di Mangiare
E' una mitzvàh mangiare il 9 di tishrè, vigilia di Yom Hakkippurim e ciò viene considerato come se  si fosse digiunato due giorni. (Berakhot 8 ‘amud bet).
Il Tur (Orach Chajim 604) riporta che HaQadosh Barukh Hù desidera farci mangiare in modo che sia più semplice digiunare il giorno successivo. La Mishnàh Beruràh (604:1) a nome del Maghen Avraham dice che questa e una mitzvàh prescritta dalla Toràh scritta. Pertanto e necessario per tutti stare attenti a non digiunare e mangiare piu del solito (Orach Chajim 604). Per compiere questa mitzvah si arriva persino a diminuire il tempo dedicato allo studio (Mishnàh Beruràh 604:1) [comunque diminuire e non “non studiare”; si deve quindi fare un ragionamento di Qol Sheken ~ Tanto più per il resto dell'anno]
50. Quanto e come mangiare?
C'è chi usa mangiare un numero svariato di pasti a base di pane, tra cui riporto gli usi di effettuare 5,6,7, pasti. [cfr. Sefer Ta’amè HaMinhaghim]
C'è invece chi sostiene che sia meglio mangiare quanto più tempo possibile, ad esempio tenendo in bocca una caramella spesso (Pisqè teshuvot 604)
51. Cosa mangiare?
E’ opportuno stare attenti a mangiare cibi digeribili facilmente (Ramà 604:1 (Darkè Moshèh 1) a nome del Kol Bò 68)) affinché non sembri pieno e superbo durante la teffillàh. E' inoltre opportuno stare attenti a non mangiare cibi che "riscaldano il corpo" come pesci e latticini da chatzot Hayom (meta delle ore di luce cfr. 8) (Darkè Moshèh 604:1) C'è chi usa mangiare la mattina latticini (Darkè Moshèh 604:1) e pesci.

Parashat Mattot - Un Solo Popolo! Perchè Così Tanti Usi Differenti?

בס"ד
Perchè la Parashàh inizia in un modo così strano? 
Come studiavano un tempo? 
Com'è possibile che se la Toràh è unica ci siano così tanti usi così differenti? 

Queste e altre domande troveranno Be"H risposta in questo video!

Q&A - Il Riso è Chametz durante Pessach?

a. La Ghemarà 
In Massekhet Pesachim (114 sof 'amud bet) la Ghemarà riporta che c'è chi usava mettere tra i cibi presenti nella קערה Qe'aràh ~ il vassoio del Seder due tipi di cibi cucinati. Tra questi troviamo anche il riso [anche se oggi non si usa così]. La Ghemarà porta poi l'opinione di Rabbi Yochanan Ben Nuri, uno dei תנאים Tannaim ~ Maestro dell'epoca della Mishnàh che sostiene che il riso con l'acqua provoca un fenomeno di חמץ chametz ~ lievitazione/fermentazione. La Halakhàh non è come Rabbì Yochanan Ben Nuri, e questo tipo di cambiamento di stato non è considerato halakhicamente chametz. Pertanto impariamo dalla Ghemarà che la Halakhàh consiste nel permettere a priori il riso, poichè non ha attinenza al Chametz.
E' considerato infatti Chametz solo ciò che fa parte dei 5 tipi di דגן Dagan ~ cereali: grano, orzo, spelta, segale e avena, che sono ingredienti soggetti a fermentazione e chiamati col nome di חמץ Chametz.
E così dicono molti ראשונים Rishonim ~ lett. i "Primi" [ cioè i חכמים Chakhamim ~ saggi tra l'epoca dei Gheonim (che arriva a circa 1000 anni fa) e gli אחרונים Acharonim ~ lett. gli "Ultimi", cioè coloro dell'ultimo periodo, che parte circa dal tempo di Maran Rabbenu Yossef Qaro ז"ל autore del Bet Yossef e dello Shulchan 'Arukh.(circa 500 anni fa)]. Tra i Rishonim ז"ל citiamo in particolare il Rambam (Rabbì Moshèh Ben Maimon, conosciuto in Italia יע"א come Maimonide) ז"ל che dice nel Mishnèh Toràh all'inizio del 5° capitolo delle Hilkhot Chametz uMatzàh (Halakhàh Alef) che il riso è permesso. 

b. L'uso
Bisogna sapere che durante Pesach molte questioni sono מנהגים Minhaghim ~ usi e חומרות Chumrot ~ Rigorisità. Se in ogni halakhàh è sempre necessario saper distinguere tra questi livelli, nelle questioni riguardanti Pesach lo è ancor di più. Si consideri che dal punto di vista di Halakhàh ogni persona che costruisce una nuova famiglia può accettare su di sé chumrot o minhaghim in particolare relativi a Pesach, tanto che i Poseqim (cfr. articolo precedente sulla carta igienica) tra cui Rabbenu Chajim Falagi ז"ל riportano che, durante Pesach, è possibile a priori portare cibo cucinato nella propria casa se ci si reca in casa di altri, perfino dei propri genitori. Questo gesto non rappresenta un'offesa dal punto di vista di Halakhico, poiché a Pesach è risaputo che ognuno ha usi e rigorosità differenti e questo non vuol dire un implicito "Voi non mangiate Kasher!", ma sottintende come pensiero di base "Noi vogliamo fare questa rigorosità!" [Nonostante ciò è ovvio che tutto dipenda da caso a caso, e si stia attenti a non urtare chas veshalom la sensibilità di qualsiasi persona, in particolare dei propri genitori הי"ו cui ci sono Mizvot specifiche aggiuntive per curare il Loro onore!]

c. Il Minhag delle Qitniot
Nel caso specifico bisogna sapere che per diversi motivi molte comunità hanno introdotto l'uso di evitare di mangiare durante Pesach קטניות "Qitniot" cioè "le cose piccole" dal sostantivo קטן Qatan ~ Piccolo. Troviamo tra le Qitniot il riso, i ceci, i fagioli, lenticchie e altri legumi. Non perchè sostenessero che fossero Chametz, ma solo per effettuare una rigorosità (חומרה chumràh) per Pesach. [Così riporta il Ramà esplicitamente nelle sue הגהות Haggahot ~ glosse allo Shulkhan 'Arukh (Orach Chajim 453:1)]. Nonostante ciò l'uso si è diffuso e non è possibile eliminarlo nei luoghi in cui si è diffuso.

Tra le comunità che hanno accettato quest'uso troviamo principalmente: Ashkenaz (cioè  le terre dell'Europa dell'est), Francia (ashkenazita), Russia, Polonia [citate nell'Arukh HaShulchan (Orach Chajim 453:5)], alcune città dell'africa settentrionale; mi risulta inoltre che anche in Persia molti avessero quest'uso (permettendo però il riso), e così anche diversi italiani (in particolare provenienti da comunità ashkenazite o comunque da esse influenzate) [come troviamo nel Halakhot Qetanot (Cheleq Alef, Siman 111) e nel Pachad Yzchaq Lampronti (ערך אורז בפסח)]. La stragrande maggioranza dei sefaraditi non hanno preso su di sè questo uso, e così anche gran parte degli italiani.

I motivi della Chumràh sono svariati a seconda del luogo; ne citiamo alcuni:
  • Spesso i sacchi in cui erano contenute le Qitniot erano gli stessi che contenevano le spighe di grano, e c'era il rischio che rimanesse qualcosa ed era difficile separarli. Così riporta il Rabbenu Ya'aqov Ben HaRosh, nel Tur (Orach Chajim 453), riportato anche nella Mishnàh Beruràh (453:6)
  • Alcune persone non sapevano distinguere tra chicchi e la farina fatta di qitniot rispetto a quelli del grano e di altri tipi di dagan. Mishnàh Beruràh (453:6)
  • Perchè capitava che il dagan fosse chiamato in altri modi, e il rischio era quello che le persone lo confondessero. Beur Halakhàh (453 ד"ה ויש אוסרים). [A proposito di questo motivo segnalo alcuni errori frequenti: frumento è un altro termine per definire il grano, e così anche triticum, farro solo per citarne alcuni - quindi se non siamo certi su cosa sia un ingrediente, è necessario verificare bene - anche durante l'anno! Spesso i componenti hanno diversi nomi e sigle.]
Per questi e altri motivi è stato introdotto in molti luoghi il divieto di consumo di Qitniot durante Pesach; anche se oggi molti di questi rischi sono praticamente inesistenti, ma poichè l'uso è "entrato", si continua a seguirlo nonostante non sia più presente il motivo. [cfr. 'Arukh HaShulchan 453:4-6]

C'è da aggiungere, che ci sono anche coloro che usano distinguere tra il riso e altre Qitniot; permettendo il riso e vietando le altre Qitniot. [In particolare alcuni ebrei di origine persiana.]

Ognuno di questi Minhaghim ha su cosa appoggiarsi, e non si eliminano minhaghim che per generazioni sono stati applicati dai nostri avi.
Nonostante ciò chas veshalom imporre un Minhag ove non presente o annullare un Minhag presente. Tanto più dire su una cosa del genere che sia vietata completamente o peggio dire che è Chametz quando praticamente tutti i Poseqim dicono esplicitamente che "pur non essendo Chametz" molti hanno accettato l'uso di considerarlo come Chametz.
Pertanto chi ha sempre usato permettere le Qitniot perchè così facevano i propri padri, può continuare con il suo Minhag.

d. Tempi Moderni
C'è da sottolineare una nota - oggigiorno, nonostante una persona sia solita consumare Qitniot o anche solo riso, è necessario appurare dei controlli.
In molti scatolami il cibo viene spesso conservato attraverso l'aggiunta dell'amido, considerato Chametz. Quindi anche se il cibo in particolare non è Chametz - il prodotto lo può essere a causa del processo di fabbricazione o conservazione. E queste sono cose che vanno verificate da prodotto a prodotto (e oserei dire anche di anno in anno, poichè spesso le grandi industrie cambiano il processo produttivo, a volte anche senza informare neppure il Mashghiach responsabile della Kasherut).
Inoltre, nel caso specifico del riso, oltre al controllo normale che deve essere effettuato tutte le volte per verificare che non ci siano dei vermi; oltre a ciò è opportuno controllare che non ci siano eventuali corpi estranei che chas veshalom possono essere considerati chametz.
L'uso comune presso moltissimi (non so se ci sono usi che facilitino sulla questione e ne richiedano uno solo) è quello di controllare per tre volte lo stesso riso, chicco dopo chicco, alla luce in modo da poter vedere bene. [Nel caso sia la prima volta è opportuno dire "Belì Neder", così da non avere problemi eventuali in caso non sia possibile mantenere questo Minhag]

[Segnalo qui la storica dimostrazione nella ק"ק di Milano יע"א di un Famoso Rabbino שליט"א (con cui mi scuso di non citarlo esplicitamente, ma non voglio chas veshalom che venga "citato" per pubblicità negativa e simili) con un riso molto famoso (italiano - il Riso S-otti), in cui alla prima scatola aperta ha fatto vedere a tutti i presenti i vermi contenuti nella scatola. Ora non si vuole dire che ci siano necessariamente, ma vanno controllati. Inoltre non è un'accusa chas veshalom ad una marca particolare di riso (solo che nello specifico così è avvenuto) - tutti i risi possono contenere cose del genere e il tutto va controllato!]

d. Concludendo
Sicuramente il riso durante Pesach non è considerato Chametz, e così anche tutte le altre Qitniot.
Ci sono però molti gruppi tra i Benè Israel, in particolare presso gli ashkenaziti, che usano vietare le Qitniot, e c'è chi usa vietare con le Qitniot anche il riso.
Ognuno è opportuno segua il proprio uso.
Secondo tutti però è necessario controllare ciò che si mangia durante Pesach, stando attenti inoltre che non sia stato mescolato con ciò che è chametz nella fabbricazione, nell'inscatolamento, nella distribuzione o altro.
Inoltre è sempre necessario controllare ciò che si mangia fino dove è possibile arrivare!

La Bsisa, Nesiim e altri usi da Rosh Chodesh!

Tra poco arriveremo a Rosh Chodesh Nissan! 
Primo traguardo che ci annuncia l'arrivo di Pesach!

Rosh Chodesh Nissan è un Rosh Chodesh particolare: è l'anniversario del giorno d'inaugurazione del משכן Mishkan ~ Tabernacolo

a. Nesiim
Da questo giorno in poi, i נשיאים Nesiim ~ Capitribù hanno portato un sacrificio ognuno in un giorno differente, per onorare il Mishkan a nome della Loro Tribù. Per ricordare ciò abbiamo l'uso che si è diffuso in tutto Israel (in modi differenti e più o meno sofisticati) di leggere ogni giorno i versetti relativi al sacrificio di tale giorno. 

Ogni giorno, dei primi 12 giorni di Nissan si usa leggere quindi il brano relativo al sacrificio del giorno, così da influenzare positivamente con le stesse energie anche i giorni nostri.
In gran parte dei dei siddurim tutto ciò viene riportato verso la fine del siddur, solitamente poco dopo la parte relativa a Purim. [Chi non trovasse questo nei Siddurim è possibile trovarlo nel libro di Bemidbar (capitolo 7 - c'è chi inizia da un po' prima).]
Per rendersi conto dell'importanza di tale Minhag, basti ricordare che ci sono addirittura alcuni ashkenaziti che usano leggere questi brani giornalmente direttamente da un sefer Toràh che estraggono apposta dopo la teffillàh. 
Dopo la lettura di questi brani ci sono vari usi su teffillot da aggiungervi. Relativamente alle aggiunte ognuno segua l’uso dei propri padri; la parte fondamentale e comune a tutti di questo minhag è la lettura del brano relativo al sacrificio dello stesso giorno. Solitamente questa lettura viene fatta al termine della teffillàh di shacharit (o di mussaf nel caso di Shabbat Qodesh e Rosh Chodesh).


b. Tachanunim
Proprio dati questi gioiosi avvenimenti, in tutti i giorni del mese  di Nissan non si recita il Tachanun.
Perchè?
Spiega Chakham 'Ovadiàh Yossef שליט"א nel suo testo su Nissan e Pesach "Chazon ‘Ovadiàh": i primi 12 giorni non si recitano poiché sono giorni gioiosi nella quale in occasione dell’inaugurazione del משכן Mishkan ~ tabernacolo, i 12 capi delle tribù hanno offerto ogni giorno ognuno un sacrificio, come ricordato nella Parashat Nassò [Bamidbar cap.7]; il 13 è la vigilia di Pessach e gli otto giorni successivi è Pessach stesso; gli ultimi otto giorni del mese invece avremo Be”H IS”L בקרוב  beqarov ~ n.l. presto l’inaugurazione del terzo Bet HaMiqdash, תובב"א che potrebbe essere ricostruito l’ultimo giorno di Yom Tov di Pesach, e poiché non si possono mescolare due שמחות semachot ~ n.l. feste / momenti di gioia, si posticiperà la Sua inaugurazione nei giorni successivi. Be"H Quest'anno!


c. Altri usi riguardanti la Tefillàh
צדוק הדין Tzidduk Hadin: il Ramà riporta che non si recita in questi giorni.
Digiuni: secondo Maran[1] sono vietati solo quelli pubblici, escluso il digiuno dei primogeniti, mentre secondo il Ramà anche quelli privati, come per un anniversario. Anche il Ramà permette un   תענית חלום ta’anit chalom ~ digiuno relativo a (un brutto) sogno.[2]

d. Bsisa!
La sera di Rosh Chodesh Nissan abbiamo un מנהג Minhag ~ Uso ebraico presso gli ebrei tripolini. 
Proprio perchè  giorno dell'inaugurazione del Mishkan, si realizza la Bsisa, che ricorda l' "apertura" del Mishkan. Bisogna sapere che ogni anniversario di una determinata ricorrenza (in base alla data ebraica chiaramente - cfr. L'importanza di un compleanno!) si sprigiona la stessa energia che si è sprigionata negli anni precedenti. Quindi il giorno di inaugurazione del Mishkan è un giorno in cui si sprigiona Berakhàh all'Universo, che è ciò che stato sprigionato con il Mishkan prima, e poi con il Bet HaMiqdash תובב"א. 
Gli ebrei tripolini festeggiano e ricordano la cosa con il Minhag della Bsisa. Questo Minhag è fatto con l'augurio che possa portare Berakhàh in ogni casa ebraica - considerata, quando presente applicazione di Toràh e il suo studio che la santificano, un Mishkan Me'at.
La Bsisa è un piatto costituito da un miscuglio, composto solitamente da farina cotta con aggiunta di zucchero e mandorle, con eventuale aggiunta di datteri (e altri ingredienti secondo diversi usi). 
Si porta quindi a tavola il miscuglio. Il capofamiglia dopo aver accuratamente lavato le proprie mani e le chiavi di casa, gira nel miscuglio queste ultime tenendole con la mano destra. Mentre versa con la sinistra dell’olio d’oliva che ricade nell’amalgama, recita intanto (di solito si recita in arabo - qui la traduzione non letterale, ma copiata da un testo):
"Ya fetchah,Bla Neftchah,Ya atai,Bla menai,Ar zikna wa zikmana!"
“Tu HQB”H IS”L che apri senza chiavi e che sai dare con mano generosa, sprigiona su di noi e dacci dal Tuo bene affinché possiamo rendere bene agli altri e sprigiona dalla Tua bontà a tutto Israel”. 
Con l’augurio di poter presto riprendere l’עבודה 'avodàh ~ il servizio nel Bet HaMiqdash תובב"א

חודש טוב Chodesh Tov


[1] Solitamente i sefaraditi seguono l’opinione di Maran (Rav Yossef Qaro Z”L) e gli ashkenaziti del Ramà (Rabbì Moshè Isserlis Z”L). Esattamente come tutte le ‘regole generali’ anche questa non vale sempre, ma presenta diverse eccezioni. Ci sono diversi casi in cui gli ashkenaziti seguono Maran anche contro il Ramà, e altri in cui i sefaraditi seguono il Ramà (frequenti i casi dei dubbi relativi alle berakhot). Questo caso non risulta essere tra le eccezioni.
[2] Non si ha l’intenzione di toccare al momento l’argomento, anche perché nella maggior parte dei casi, specie in questa generazione in cui molti poseqim sostengono che sia meglio sostituirlo con maggiore studio di Toràh Haqedoshàh o di un תענית דבור  ta’anit dibbur ~ digiuno di parola. Si rimanda principalemente a SA OC 288 per maggiori dettagli. 

Purim Aggiunti - Tripoli: Purim Ashrif e Purim Burgiul

לרפואה שלמה לכל חולי ע"י
Ogni persona a cui sia avvenuto un נס גלוי Nes Gallui ~ Miracolo Evidente deve festeggiare in tale giorno.
Ogni Comunità Ebraica del Mondo decreta un giorno di festa nel giorno in cui è avvenuto un determinato נס גלוי Nes Gallui ~ Miracolo Evidente che ha salvato la comunità da una determinata minaccia
Molto spesso questi giorni sono chiamati con il nome di "Purim" - con un suffisso che ne ricorda il Nes particolare.
In particolare i tripolini hanno 2 Purim aggiunti, chiamati פורים אשריף 'Purim Ashrif' e פורים בורג'ול 'Purim Burgiul' rispettivamente il 23 e il 29 di Tevet.
Lo Shabbat precedente si legge dopo il קדיש תתקבל 'Qaddish Titqabal' subito dopo la Teffillàh Shakharit una cantica chiamata מי כמוכה 'Mi Kamokhà', dedicato all'evento, similmente a quanto avviene durante lo Shabbat che precede Purim. Faccio notare che chi non ha la possibilità di leggerlo in quel momento può leggerlo anche successivamente, e certamente non deve perdere la lettura in pubblico della Toràh HaQedoshàh per leggerlo. E' possibile trovare il testo del Mi Kamokhà nel libro "Minhaghè Luv", nel capitolo relativo ai "Minhaghè Purim".
Il giorno stesso di Purim:

  • si usa regalare delle משלוח מנות Mishloach Manot ad almeno un ebreo (tripolino, poichè gli altri non hanno nessuna Mizwàh)
  • evitare di lavorare se possibile, a meno che l'astenersi dal lavoro non sia fonte di perdita o in altre condizioni in cui è possibile lavorare di Chol HaMo'ed.
  • non si recitano i תחנונים Tachanunim e si legge al loro posto a Shakharit due Mizmorè Tehillim il מן המצר "Min HaMetzar" (Tehillim 118) e l'הלל הגדול Hallel HaGadol (Tehillim 136). [Si deve chiarire un concetto - nel caso in cui il pubblico reciti i Tachanunim è necessario recitarlo per tutto il pubblico - quindi i casi in cui è possibile non recitarlo è solo quando una persona non ha minjian (ma è meglio avercelo) oppure quando il minjian è di tripolini che stanno seguendo.]
Questo uso è strettamente tripolino e non ha senso che gli altri lo facciano, poichè non hanno attinenza al Nes avvenuto, quindi non hanno alcuna Mizwàh a compiere tali gesti. Inoltre non è bene perdere i tachanunim, fissati come elemento della Teffillàh tra i più importanti.
Segue la storia dei Purim Tripolini aggiunti in breve:

Purim Ashrif

Nell'anno 5465 ('705 E.V.) è stato offeso l'onore di un governatore tunisino, chiamato Abrahim Ashrif שר"י. I pirati libici guidati dal governatore libico (ex-generale che ha preso il governo con la forza) hanno depredato una nave contenente doni dal governo egiziano destinati al governo tunisino. Per vendicare l'affronto subito, Ashrif porta in Libia 10.000 soldati scelti con lui in testa, con lo scopo di fare strage in tutta Tripoli a mano armata, senza alcuna distinzione.
Al solo sentire la cosa gli sono state offerte cifre da capogiro per non attuare la minaccia, senza risultato. Il governatore libico tenta di fare opposizione, ma invano, poichè gran parte delle sue truppe sono morte in una pestilenza avvenuta poco prima. Dopo la sua caduta, gli abitanti di Tripoli e circostanti hanno cercato di attenuare i bollori di Ashrif, cercando di convincere uno dei suoi generali a parlargli per ottenere pace; sforzo inutile, poichè Ashrif voleva completare la sua vendetta.
La comunità ebraica di Tripoli, con in testa il Dayan Rabbenu Yossef 'Aghiv ז"ל, ha decretato giorni di digiuno pubblico, tra i lavori di difesa della città. L'assedio è durato diversi mesi, mentre il Rash'à ha intanto distrutto le periferie, con violenze saccheggi e distruzioni. Nel mandare duemila soldati in avanscoperta, nel mese di Kislev si è ritrovato con un massacro tra i suoi militi che sono stati scoperti, provocando un effetto di disagio tra i commilitoni rimasti.  Dopo un mese, il 23 di Tevet il governatore Ashrif è fuggito definitivamente senza ragione apparente. La Minaccia è scampata e i chakhamim hanno fissato tale giorno di festeggiamenti come Purim per tutte le future generazioni!

Purim Burgiul

Nell'anno 5553 ('793 E.V.).  Alì Burgiul שר"י, arriva con 9 navi di milizie dalla Turchia e effettua un colpo di stato con cui governa per 2 anni, opprimendo le persone per mezzo di violenze e abusi al fine di estorcere denaro,  in particolare gli ebrei a Tripoli יע"א . Nel 5555 ('795 E.V.) dopo aver ferocemente ucciso 2 giovani ebrei al rogo e aver sottomesso gli ebrei e costretto persino i bambini a lavori forzati e a fare חילול שבת Chillul Shabbat ~ sconsacrazione dello Shabbat per soddisfare la sua smania di ricchezza, ha subito una rivolta popolare che l'ha costretto a scappare, facendo smettere le oppressioni. Portando quindi salvezza a tutti gli ebrei, in particolare a chi aveva subito l'ingiusto decreto. La storia completa viene descritta nel Mi Kamokhà di Rav Avraham Khalfon ז"ל, grande rabbino tripolino dell'epoca.

Purim Sameach a Tutti!

חנוכה Channukkàh - Berakhot

La prima sera si recitano tre berakhot:

ברוך אתה ה', אלוקינו מלך העולם, אשר קידשנו במצוותיו, וציוונו להדליק נר (של) חנוכה
  1. “…asher qiddeshanu beMizwotav, veTziwanu leHadliq ner (shel) chanukkàh
  2. ברוך אתה ה', אלוקינו מלך העולם, שעשה נסים לאבותינו, בימים ההם בזמן הזה
    “…she’asàh nissim laAvotenu, bayamim hahem bazeman hazeh”,
  3. ברוך אתה ה', אלוקינו מלך העולם, שהחיינו, וקיימנו, והגענו לזמן הזה
    “…sheechejanu veqqiemanu vehigghianu lazeman hazèh”.
Mentre le sere successive si recitano solo le prime due.

[Nella prima Berakhàh ho scritto של “shel” tra parentesi apposta. Secondo molti poseqim (in particolare sefaraditi, tra cui ricordiamo Maran (676, 1), il Ben Ish Chai (BIC) (Hilkhot Channukkàh 2) e Halikhot 'Olam (HO) di Rav 'Ovadiàh Yossef שליט"א ivi) è da non dirsi per i vari motivi, vedere nelle fonti segnalate e in Torat HaMo'adim (volume 3 6,7). La maggior parte degli ashkenaziti usano dirlo (cfr Mishnàh beruràh (MB) ivi), e così sembra essere anche l'uso romano, poichè sia il Shibbolè HaLeqet (185) che il Sefer HaTadir (Hilkhot Channukkàh, pagina 205) lo riportano nel testo della Berakhàh.]

  • C’è l’uso diffuso presso molte comunità sefaradite di recitare un Leshem Ychud prima delle berakhot. [Sull’importanza del Leshem Ichud cfr. Morè Be’ezbàh 1, sulla formula si veda nei siddurim sefaraditi.]
    Le berakhot sono da recitarsi prima di cominciare ad accendere le nerot (tranne nel caso di chi le vede soltanto) [TH3 6:8]. Ci si ricordi di non interrompere neanche con segni tra la berakhàh e l’accensione [HO 14] pertanto si controlli bene che le nerot siano pronte prima di recitare le berakhot.
  • Se avesse dimenticato di benedire prima dell’accensione, se è accaduto la prima sera (anche se non ha ancora acceso lo shammash) non benedice “leHadliq” poiché ha già compiuto la mizwàh, ma solo le due restanti. Se invece fosse capitato in una sera successiva, e se ne è ricordato prima di avere terminato di accendere le nerot “aggiunte” può recitare tutte le berakhot di quella sera, e subito dopo completi l’accensione. Nel caso se ne sia ricordato solo entro mezz’ora dall’accensione, reciti solo “she’asàh nissim”. In ogni caso in cui se ne sia invece ricordato dopo oltre mezz’ora dall’accensione, non può dire nessuna berakhàh.
  • Se si è dimenticato di benedire “Sheechejianu” la prima sera, benedica la seconda. Anche l’אבל avel ~ persona in lutto ל"ע può dire in questo caso questa berakhàh, ma eviti di dirla al Bet Hakenesset. L’ אונן onen (stato in cui si trova una persona dalla morte di un parente stretto fino alla sua sepoltura) accenda senza berakhàh, e se può accendere per mezzo di un שליח shaliach ~ n.l. intermediario è meglio (BIC 3 e MB).
  • Dopo aver acceso, si reciti הנרות הללו Hanerot Hallalu. Secondo il BIC (1) sarebbe bene recitare la versione da 36 parole (quante sono le candele che si accendono durante channukkàh). Si aggiunga inoltre “Mizmor Shir Channukkat Habayt Ledavid” [Tehillim 30].
  • E’ bene, (ma non obbligatorio) dire dopo hanerot hallalu, ogni sera per 7 volte il versetto vihi no’am (Tehillim 90,17) e il mizmor Yoshev Beseter (Tehillim 91 - qui lo trovi traslitterato). [BIC 23 a nome di Rabbenu Chajim Phalagi nel Moed Lechol Chai]
  • C’è l’uso di recitare la cantica “Ma’oz Tzur”.

    [Halakhot più complete le trovate Be"H nel nostro libretto "Chanukàh - Istruzioni per l'uso", compreso tutta la procedura per l'accensione delle nerot chanukàh con relativa traslitterazione]

Anello di Matrimonio - quadrato fuori e tondo dentro

Gli usi riguardanti il matrimonio, e la chuppàh in particolare, sono molteplici.
Volevo far chiarezza maggiore su un uso particolare, che non è obbligatorio assolutamente secondo le norme, ma c'è chi usa applicarlo e negli ultimi mesi molte persone me ne hanno chiesto il motivo.

C'è chi usa che l'anello di matrimonio abbia le seguenti caratteristiche:

- Argento. C'è chi usa che l'anello sia d'argento puro. Così riporta il Ben Ish Chai (Anno1 Parashat Shofetim - 8 ) a nome dell'Arizal (Sha'ar Ta'amè Ha-Mizwot, Parashat Ki Tezzè). C'è chi spiega (Sha'ar Shim'on Yorè De'a Siman 18 - riportato nel Yalkut Yossef Semachot Cap.7:16 ) in modo facilitato il motivo, perchè le lettere che compongono la parola oro - Zahav זהב hanno il valore numerico che scende (ז Zain 7, ה He 5 e ב Bet 2), mentre argento - כסף Kessef ha un valore numerico che sale (כ Kaf 20,ס Samekh 60 פ Peh 80) come buon auspicio affinchè tutto il cammino insieme sia in salita.
- Quadrato fuori e tondo dentro. Il Sefer Ta'amè HaMinhaghim (pagina 412 in nota sul siman 974) riporta a nome del Riaz Margaliot ז"ל a nome dello Zohar Chai (Parte 1 pagina 1a) che così ha fissato Rabbenu Tzvi di Ziditshov ז"ל come buon auspicio affinchè non siano come 2 opposti, sempre presenti nel cerchio come punti equidistanti, ma una costruzione di qualcosa di unico attraverso un'unione basata sulla קדושה Qedushàh ~ Santità e טהרה Tahoràh ~ Purezza. E così riporta anche a nome del Ramaz (Rabbì Moshèh Zakkuto) ז"ל. [Riporta poi ulteriori fonti, vedi ivi].