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Quanto si attende tra carne e latte?

BS"D - Dalle basi fino alla halakhàh LeMa'asèh e Minhaghim
Gli italiani possono aspettare tre ore? 
Qual è l'uso tripolino?


 

Berakhot sulle Mizvot - prima di compierle

בס"ד
[copre le halakhot di ieri e oggi]

In seguito ad una domanda che è stata posta su uno di questi argomenti:

963. Prima. In generale tutte le Berakhot sulle Mizvot si recitano prima di compiere l’azione della Mizvàh. (vedi Pesaçhim 7 ‘amud bet) Ci sono in questo alcune eccezioni. Vediamo qui alcune casistiche che possono essere considerate come le principali.

964. Eccezioni – Tevillàh del Gher. Secondo tutte le opinioni in Gher quando si converte recita la Berakhàh dopo la Tevillàh, perché prima non è ancora ebreo, e quindi non può recitare la Berakhàh su di esso. [Chiaramente il processo di Ghiur dev’essere effettuato davanti ad un Bet Din ~ Tribunale rabbinico esperto in queste particolari halakhot e procedure.] (vedi Pesaçhim 7 ‘amud bet, vedi anche Tur e Shulchan ‘arukh Yorèh De’ah 268:2)

965. Eccezioni – Tevillàh della Niddàh. Una donna Niddàh c’è chi sostiene che debba recitare la Berakhàh dopo la Tevillàh, similmente al Gher. E c’è chi sostiene che è necessario recitarla prima della Tevillàh come tutte le altre Berakhot sulle Mizvot. E ognuno segua il proprio Minhag in ciò. (vedi Tur e Shulchan ‘arukh e Ramà ז"ל Yorèh De’ah 200:1)

966. Eccezioni – sulla Netillat Yadaim. Sulla Netillat Yadaim la Berakhàh si recita tra il lavaggio delle mani e l’asciugarle. E non durante l’asciugarsi. (vedi Beur HaGherà Yorèh De’ah 200:4 e Shulchan ’arukh 158 e commentatori)

Nota importante. In seguito ad una segnalazione sull'argomento,da cui ho capito che la questione è poco chiara ai più, esplicito la questione in modo più chiaro Be"H, cercando comunque di non esserlo 'troppo'.

967. E' un problema pregare avendo addosso o sulle mutande a contatto con il corpo una goccia di zer'a ~ seme maschile, così come è un problema avere residui di bisogni 'grandi'. Non vale la stessa norma sui bisogni 'piccoli', che sono sempre 'liquidi'. (vedi Shulchan 'arukh e Ramà ז"ל Orach Chajim 76:4 e commentatori)

Selichot in aramaico e minjian in vista o senza minjian

[Recuperiamo con questo le halakhot degli ultimi giorni Be"H che per inconvenienti tecnici non abbiamo potuto pubblicare - tratte dal libro "Le Halakhot del Mese di Elul" in vendita in questi giorni. Per acquistare la vostra scrivete a "deroryqra@gmail.com"]

568. Selichot in Aramaico. Ci sono dei passi delle Selichot composti in aramaico, come “Rachamanà”, “De’ani Le’enyè ‘anenan”, “Maçhè uMasè” . C’è una discussione se il singolo può recitarle. C’è chi sostiene che sia possibile (Kaf HaChajim Sofer Orach Chajim 581:26, Or Toràh (Elul 5754, pag. 899) citato nelle note Ish Matzliach pag. 104:3) e c’è chi sostiene che sia problematico dove non c’è minjian. (Tanya Rabbati (Siman 72), Mishnàh Beruràh 581:4 Yabbi’a Omer (vol.1 Orach Chajim 35), Chazon ‘Ovadiàh pag. 11-14:11) In un luogo ove non vi sia un minhag ~ uso (chiaro) è meglio Shev Ve’al Ta’asèh ‘adif ~ sedere senza fare nulla [ossia, meglio saltare questi brani].

569. Minhag. Ci sono luoghi in cui c’era il minhag di leggerle anche senza minjian, come a Teman, Bavel, Marocco, Tunisia ed alcuni altri paesi. In tali luoghi è opportuno se possibile recitarli in ebraico anziché in aramaico. (Machazor Ish Matzliach pag. 64:6 a nome dell’ Or Toràh Anno 22, Siman 160)

570. Quali sono questi brani? I brani in aramaico sono i seguenti:
a. רַחֲמָנָא אִדְכַּר לָן Rachamanà Idqar Lan. Che si trova dopo il brano “Shevet Yehudàh”. [vedi Toràh Lishmàh 49, e Yabbi’a Omer (1:Orach Chajim 35:11)]
b. דְּעָנֵי לַעֲנִיֵּי. עֲנֵינָן De’anè La’anyiè ‘anenan. Che si trova dopo la serie di brani “’asèh LeMa’an”.
c. מָרָנָא דְבִשְׁמַיָּא Marana Devishmaya. Che si trova dopo i brani “Atanu Lechallot” e “Atanu Levaqqesh” (che invece si leggono poiché sono in ebraico).
d. מַחֵי וּמַסֵּי Maçhè uMasè. Subito dopo.

571. In sintesi - Minjian futuro Be”H. Qui di seguito una sintesi di ciò che si deve recitare, nel caso in cui si pensa che arrivi Be”H minjian tra poco e secondo l’opinione che dice di non leggere le parti in aramaico senza minjian. Si saltano quindi le Shelosh ‘esrèh middot per poterle dire poi con il pubblico. Si cominciano le Selichot fino al brano “Shevet Yehudàh” compreso. Poi si salta fino a “Ribbonò Shel ‘Olam” riferito al Tachanun da cui si prosegue fino alla fine di עשה למען “’asèh LeMa’an”, in cui si salta il brano ענינן “’anenan” perché è scritto in aramaico. Così anche il Vaya’avor perché come premesso si attende che arrivi minjian. Si prosegue quindi fino a מרנא דבשמיא “Marana Devishmaya” escluso. Si riprende a רחמים פשוטים“Rachamim Peshutim”, fino al termine delle Selichot.

572. In sintesi - senza minjian. Chi invece prega senza minjian salta solo le parti in aramaico citate sopra. [vedi halakhàh relativa e la halakhàh successiva per i dettagli]

Quante chanukiot si devono accendere?

Le seguenti halakhot sono tratte dal libro "Chanukàh - Istruzioni per l'uso" (pagina 27-28) - arriverà Be"H a breve in Italia יע"א.

195-196 Ci sono due usi principali sull’accensione delle נרות Nerot ~ lumi di Chanukàh:

1. Una sola persona accende tutte le נרות Nerot ~ lumi. Solitamente il capofamiglia se presente, o comunque un adulto (un uomo che abbia compiuto almeno 13 anni e un giorno, una donna che abbia compiuto almeno 12 anni e un giorno). Tutti gli altri escono dall’obbligo della mizvàh attraverso la sua accensione. (Shulchan ‘arukh Orach Chajim 671:2, Torat HaMo’adim 3 1:4). Così è l’uso diffuso tra i sefarditi in base allo Shulchan ‘arukh, e così mi hanno detto essere l’uso romano. 

2. Ogni componente della casa accende una sua chanukiàh. Così riporta il Ramà (Rabbenu Moshèh Isserlis ז"ל – Orach Chajim 671:2) come uso diffuso presso gli ashkenaziti. (Sulle donne rispetto a questo uso vedi “Chi deve accendere”). In tal caso è necessario che ogni persona che accende metta le sue נרות Nerot ~ lumi in un luogo in cui il numero di nerot ~ lumi accese sia riconoscibile anche da lontano. (Ramà Orach Chajim 671:2) (vedi inoltre pag.47 del libro)

Q&A - Il Riso è Chametz durante Pessach?

a. La Ghemarà 
In Massekhet Pesachim (114 sof 'amud bet) la Ghemarà riporta che c'è chi usava mettere tra i cibi presenti nella קערה Qe'aràh ~ il vassoio del Seder due tipi di cibi cucinati. Tra questi troviamo anche il riso [anche se oggi non si usa così]. La Ghemarà porta poi l'opinione di Rabbi Yochanan Ben Nuri, uno dei תנאים Tannaim ~ Maestro dell'epoca della Mishnàh che sostiene che il riso con l'acqua provoca un fenomeno di חמץ chametz ~ lievitazione/fermentazione. La Halakhàh non è come Rabbì Yochanan Ben Nuri, e questo tipo di cambiamento di stato non è considerato halakhicamente chametz. Pertanto impariamo dalla Ghemarà che la Halakhàh consiste nel permettere a priori il riso, poichè non ha attinenza al Chametz.
E' considerato infatti Chametz solo ciò che fa parte dei 5 tipi di דגן Dagan ~ cereali: grano, orzo, spelta, segale e avena, che sono ingredienti soggetti a fermentazione e chiamati col nome di חמץ Chametz.
E così dicono molti ראשונים Rishonim ~ lett. i "Primi" [ cioè i חכמים Chakhamim ~ saggi tra l'epoca dei Gheonim (che arriva a circa 1000 anni fa) e gli אחרונים Acharonim ~ lett. gli "Ultimi", cioè coloro dell'ultimo periodo, che parte circa dal tempo di Maran Rabbenu Yossef Qaro ז"ל autore del Bet Yossef e dello Shulchan 'Arukh.(circa 500 anni fa)]. Tra i Rishonim ז"ל citiamo in particolare il Rambam (Rabbì Moshèh Ben Maimon, conosciuto in Italia יע"א come Maimonide) ז"ל che dice nel Mishnèh Toràh all'inizio del 5° capitolo delle Hilkhot Chametz uMatzàh (Halakhàh Alef) che il riso è permesso. 

b. L'uso
Bisogna sapere che durante Pesach molte questioni sono מנהגים Minhaghim ~ usi e חומרות Chumrot ~ Rigorisità. Se in ogni halakhàh è sempre necessario saper distinguere tra questi livelli, nelle questioni riguardanti Pesach lo è ancor di più. Si consideri che dal punto di vista di Halakhàh ogni persona che costruisce una nuova famiglia può accettare su di sé chumrot o minhaghim in particolare relativi a Pesach, tanto che i Poseqim (cfr. articolo precedente sulla carta igienica) tra cui Rabbenu Chajim Falagi ז"ל riportano che, durante Pesach, è possibile a priori portare cibo cucinato nella propria casa se ci si reca in casa di altri, perfino dei propri genitori. Questo gesto non rappresenta un'offesa dal punto di vista di Halakhico, poiché a Pesach è risaputo che ognuno ha usi e rigorosità differenti e questo non vuol dire un implicito "Voi non mangiate Kasher!", ma sottintende come pensiero di base "Noi vogliamo fare questa rigorosità!" [Nonostante ciò è ovvio che tutto dipenda da caso a caso, e si stia attenti a non urtare chas veshalom la sensibilità di qualsiasi persona, in particolare dei propri genitori הי"ו cui ci sono Mizvot specifiche aggiuntive per curare il Loro onore!]

c. Il Minhag delle Qitniot
Nel caso specifico bisogna sapere che per diversi motivi molte comunità hanno introdotto l'uso di evitare di mangiare durante Pesach קטניות "Qitniot" cioè "le cose piccole" dal sostantivo קטן Qatan ~ Piccolo. Troviamo tra le Qitniot il riso, i ceci, i fagioli, lenticchie e altri legumi. Non perchè sostenessero che fossero Chametz, ma solo per effettuare una rigorosità (חומרה chumràh) per Pesach. [Così riporta il Ramà esplicitamente nelle sue הגהות Haggahot ~ glosse allo Shulkhan 'Arukh (Orach Chajim 453:1)]. Nonostante ciò l'uso si è diffuso e non è possibile eliminarlo nei luoghi in cui si è diffuso.

Tra le comunità che hanno accettato quest'uso troviamo principalmente: Ashkenaz (cioè  le terre dell'Europa dell'est), Francia (ashkenazita), Russia, Polonia [citate nell'Arukh HaShulchan (Orach Chajim 453:5)], alcune città dell'africa settentrionale; mi risulta inoltre che anche in Persia molti avessero quest'uso (permettendo però il riso), e così anche diversi italiani (in particolare provenienti da comunità ashkenazite o comunque da esse influenzate) [come troviamo nel Halakhot Qetanot (Cheleq Alef, Siman 111) e nel Pachad Yzchaq Lampronti (ערך אורז בפסח)]. La stragrande maggioranza dei sefaraditi non hanno preso su di sè questo uso, e così anche gran parte degli italiani.

I motivi della Chumràh sono svariati a seconda del luogo; ne citiamo alcuni:
  • Spesso i sacchi in cui erano contenute le Qitniot erano gli stessi che contenevano le spighe di grano, e c'era il rischio che rimanesse qualcosa ed era difficile separarli. Così riporta il Rabbenu Ya'aqov Ben HaRosh, nel Tur (Orach Chajim 453), riportato anche nella Mishnàh Beruràh (453:6)
  • Alcune persone non sapevano distinguere tra chicchi e la farina fatta di qitniot rispetto a quelli del grano e di altri tipi di dagan. Mishnàh Beruràh (453:6)
  • Perchè capitava che il dagan fosse chiamato in altri modi, e il rischio era quello che le persone lo confondessero. Beur Halakhàh (453 ד"ה ויש אוסרים). [A proposito di questo motivo segnalo alcuni errori frequenti: frumento è un altro termine per definire il grano, e così anche triticum, farro solo per citarne alcuni - quindi se non siamo certi su cosa sia un ingrediente, è necessario verificare bene - anche durante l'anno! Spesso i componenti hanno diversi nomi e sigle.]
Per questi e altri motivi è stato introdotto in molti luoghi il divieto di consumo di Qitniot durante Pesach; anche se oggi molti di questi rischi sono praticamente inesistenti, ma poichè l'uso è "entrato", si continua a seguirlo nonostante non sia più presente il motivo. [cfr. 'Arukh HaShulchan 453:4-6]

C'è da aggiungere, che ci sono anche coloro che usano distinguere tra il riso e altre Qitniot; permettendo il riso e vietando le altre Qitniot. [In particolare alcuni ebrei di origine persiana.]

Ognuno di questi Minhaghim ha su cosa appoggiarsi, e non si eliminano minhaghim che per generazioni sono stati applicati dai nostri avi.
Nonostante ciò chas veshalom imporre un Minhag ove non presente o annullare un Minhag presente. Tanto più dire su una cosa del genere che sia vietata completamente o peggio dire che è Chametz quando praticamente tutti i Poseqim dicono esplicitamente che "pur non essendo Chametz" molti hanno accettato l'uso di considerarlo come Chametz.
Pertanto chi ha sempre usato permettere le Qitniot perchè così facevano i propri padri, può continuare con il suo Minhag.

d. Tempi Moderni
C'è da sottolineare una nota - oggigiorno, nonostante una persona sia solita consumare Qitniot o anche solo riso, è necessario appurare dei controlli.
In molti scatolami il cibo viene spesso conservato attraverso l'aggiunta dell'amido, considerato Chametz. Quindi anche se il cibo in particolare non è Chametz - il prodotto lo può essere a causa del processo di fabbricazione o conservazione. E queste sono cose che vanno verificate da prodotto a prodotto (e oserei dire anche di anno in anno, poichè spesso le grandi industrie cambiano il processo produttivo, a volte anche senza informare neppure il Mashghiach responsabile della Kasherut).
Inoltre, nel caso specifico del riso, oltre al controllo normale che deve essere effettuato tutte le volte per verificare che non ci siano dei vermi; oltre a ciò è opportuno controllare che non ci siano eventuali corpi estranei che chas veshalom possono essere considerati chametz.
L'uso comune presso moltissimi (non so se ci sono usi che facilitino sulla questione e ne richiedano uno solo) è quello di controllare per tre volte lo stesso riso, chicco dopo chicco, alla luce in modo da poter vedere bene. [Nel caso sia la prima volta è opportuno dire "Belì Neder", così da non avere problemi eventuali in caso non sia possibile mantenere questo Minhag]

[Segnalo qui la storica dimostrazione nella ק"ק di Milano יע"א di un Famoso Rabbino שליט"א (con cui mi scuso di non citarlo esplicitamente, ma non voglio chas veshalom che venga "citato" per pubblicità negativa e simili) con un riso molto famoso (italiano - il Riso S-otti), in cui alla prima scatola aperta ha fatto vedere a tutti i presenti i vermi contenuti nella scatola. Ora non si vuole dire che ci siano necessariamente, ma vanno controllati. Inoltre non è un'accusa chas veshalom ad una marca particolare di riso (solo che nello specifico così è avvenuto) - tutti i risi possono contenere cose del genere e il tutto va controllato!]

d. Concludendo
Sicuramente il riso durante Pesach non è considerato Chametz, e così anche tutte le altre Qitniot.
Ci sono però molti gruppi tra i Benè Israel, in particolare presso gli ashkenaziti, che usano vietare le Qitniot, e c'è chi usa vietare con le Qitniot anche il riso.
Ognuno è opportuno segua il proprio uso.
Secondo tutti però è necessario controllare ciò che si mangia durante Pesach, stando attenti inoltre che non sia stato mescolato con ciò che è chametz nella fabbricazione, nell'inscatolamento, nella distribuzione o altro.
Inoltre è sempre necessario controllare ciò che si mangia fino dove è possibile arrivare!

Bsisa, Nesiim e alcuni altri usi da Rosh Chodesh Nissan!

Tra poco arriveremo a Rosh Chodesh Nissan! 
Primo traguardo che ci annuncia l'arrivo di Pesach!

Rosh Chodesh Nissan è un Rosh Chodesh particolare: è l'anniversario del giorno in cui è stato inaugurato il משכן Mishkan ~ Tabernacolo

a. Nesiim
Dal giorno dell'inaugurazione in poi, i נשיאים Nesiim ~ Capitribù hanno portato un sacrificio ognuno in un giorno differente, per onorare il Mishkan a nome della Loro Tribù. In ricordo di ciò abbiamo l'uso che si è diffuso in tutto Israel (in modi differenti e più o meno sofisticati) di leggere ogni giorno i versetti relativi al sacrificio di tale giorno. 

Per i primi 12 giorni del mese di Nissan, si usa leggere  il brano relativo al sacrificio del giorno portato dai Nesiim; con questa lettura abbiamo la possibilità di far sprigionare le stesse energie che i Nesiim hanno conferito a questi giorni particolari, energie che ci influenzano positivamente durante tutto l'anno.
Nella maggior parte dei siddurim i brani da leggere in questi giorni si trovano verso la fine del siddur, solitamente poco dopo la parte relativa a Purim. [Chi non trovasse questo nei Siddurim può trovarlo nel libro di Bemidbar (capitolo 7 - c'è chi inizia da un po' prima).]
Per rendersi conto dell'importanza di tale Minhag, basti ricordare che ci sono addirittura alcuni ashkenaziti che usano leggere questi brani giornalmente direttamente da un sefer Toràh che estraggono apposta dopo la teffillàh. 
Dopo la lettura di questi brani ci sono vari usi su teffillot da aggiungere. Relativamente alle aggiunte ognuno segua l’uso dei propri padri; la parte fondamentale e comune a tutti di questo minhag è la lettura del brano relativo al sacrificio dello stesso giorno. Solitamente questa lettura viene fatta al termine della teffillàh di shacharit (o di mussaf nel caso di Shabbat Qodesh e Rosh Chodesh).
[Per comodità, potete trovare sul nostro blog di Tefillot traslitterate gran parte del testo dei Nesiim traslitterato]

b. Tachanunim
Proprio per merito di questi avvenimenti gioiosi, in tutti i giorni del mese di Nissan non si recita il Tachanun.
Perchè?
Spiega Chakham 'Ovadiàh Yossef שליט"א nel suo testo su Nissan e Pesach "Chazon ‘Ovadiàh": i primi 12 giorni non si recitano poiché sono giorni gioiosi in cui i 12 capi delle tribù hanno offerto ogni giorno un sacrificio, come ricordato nella Parashat Nassò [Bamidbar cap.7]; il 13 è la vigilia di Pessach e gli otto giorni successivi è Pessach stesso; gli ultimi otto giorni del mese invece avremo Be”H IS”L בקרוב  beqarov ~ n.l. presto l’inaugurazione del terzo Bet HaMiqdash, תובב"א che potrebbe essere ricostruito l’ultimo giorno di Yom Tov di Pesach, e poiché non si possono mescolare due שמחות semachot ~ n.l. feste / momenti di gioia, si posticiperà la Sua inaugurazione nei giorni successivi. Be"H Quest'anno!

c. Altri usi
צדוק הדין Tzidduk Hadin: il Ramà riporta che non si recita in questi giorni.

Digiuni: secondo Maran Rabbenu Yossef Qaro ז"ל (autore dello Shulchan 'Arukh - i cui usi sono seguiti dalla maggior parte dei sefaraditi) sono vietati solo quelli pubblici, escluso il digiuno dei primogeniti, mentre secondo il Ramà anche quelli privati, come per un anniversario. Anche il Ramà (per gli ashkenaziti) permette un   תענית חלום ta’anit chalom ~ digiuno relativo a (un brutto) sogno. [Non si ha l’intenzione di toccare al momento l’argomento, anche perché nella maggior parte dei casi, specie in questa generazione in cui molti poseqim sostengono che sia meglio sostituirlo con maggiore studio di Toràh HaQedoshàh o di un תענית דבור  ta’anit dibbur ~ digiuno di parola. Si rimanda principalmente a SA OC 288 per maggiori dettagli.]


d. Bsisa!
La sera di Rosh Chodesh Nissan abbiamo un מנהג Minhag ~ Uso ebraico presso gli ebrei tripolini. 
Proprio perchè  giorno dell'inaugurazione del Mishkan, si realizza la Bsisa, che ricorda l' "apertura" del Mishkan. Bisogna sapere che ogni anniversario di una determinata ricorrenza (in base alla data ebraica chiaramente - cfr. L'importanza di un compleanno!) si sprigiona la stessa energia che si è sprigionata negli anni precedenti. Quindi il giorno di inaugurazione del Mishkan è un giorno in cui si sprigiona Berakhàh all'Universo.
Gli ebrei tripolini festeggiano e ricordano l'evento con il Minhag della Bsisa. Questo Minhag è fatto con l'augurio che possa portare Berakhàh in ogni casa ebraica - considerata un Mishkan Me'at quando chi vi abita applica e studia Toràh, santificando quindi la propria casa.
La Bsisa è un piatto costituito da un miscuglio, composto solitamente da farina cotta con aggiunta di zucchero e mandorle, con eventuale aggiunta di datteri (e altri ingredienti secondo diversi usi). 
Si porta quindi a tavola il miscuglio. Il capofamiglia dopo aver accuratamente lavato le proprie mani e le chiavi di casa, gira nel miscuglio queste ultime tenendole con la mano destra. Mentre versa con la sinistra dell’olio d’oliva che ricade nell’impasto, recita intanto (di solito si recita in arabo - qui la traduzione non letterale, ma copiata da un testo):
"Ya fetchah,Bla Neftchah,Ya atai,Bla menai,Ar zikna wa zikmana!"
“Tu HQB”H IS”L che apri senza chiavi e che sai dare con mano generosa, sprigiona su di noi e dacci dal Tuo bene affinché possiamo rendere bene agli altri e sprigiona dalla Tua bontà a tutto Israel”. 
Con l’augurio di poter presto riprendere l’עבודה 'avodàh ~ il servizio nel Bet HaMiqdash תובב"א

חודש טוב Chodesh Tov

חנוכה Channukkàh - Sevivon Sov Sov Sov


Tutti abbiamo giocato con il Sevivon. Ciò che spesso non si sa è che è un gioco anche da grandi, non solo per piccini.

Abbiamo trovato grandi saggi che tuttora ci giocano durante Channukkàh. Chiaramente per i più grandi l'occupazione principale di questi giorni è lo studio, con cui è possibile elevarsi molto più che durante tutto l'anno, approfondendo molto meglio, grazie alle luci di Channukkàh, poichè sappiamo dalla Meghillàh di Ester (cfr. massechet Meghillàh 16b) Toràh e Luce sono concetti interscambiabili - Toràh תורה e Oràh אורה luce.

[לענ"ד בס"ד è possibile inoltre notare che se utilizziamo il cambio delle lettere di tipo א"ת ב"ש, cioè l'inversione della prima lettera dell'alfabeto ebraico con l'ultima abbiamo che Toràh e Oràh sono la stessa parola, poichè la lettera Taf è interscambiabile con la Alef.]

Arriviamo quindi al Sevivon. Il Sefer Ta'amè HaMinhaghim (Inienè Channukkàh siman 859 pagina 368-369) riporta che il motivo del gioco del Sevivon (Dreidel in Yiddish) è che il popolo ebraico a Channukkàh non ha fatto Teshuvàh per meritare i miracoli grandiosi accaduti, ma solo HQB"H IS"L ha deciso di compierli con grande Misericordia, perciò poichè tutto il "movimento" è avvenuto dall'alto, giochiamo con il sevivon che viene girato dall'alto e tutta la parte in basso si muove.

[D'altra parte aggiunge, che a Purim si gioca con il Rash'an perchè tutto il "movimento" è avvenuto dal basso, poichè il popolo ha fatto Teshuvàh ed ha potuto muovere ciò che avviene in alto - esattamente come facciamo con il Rash'an.

Il primo concetto di "movimento dall'alto si chiama in aramaico: אתערותא דלעילא Ita'arutà diLe'elàh mentre il secondo, quello dal basso אתערותא דלתתא Ita'arutà dilTattà.

Un meccanismo di Ita'arutà dilTattà può essere attivato attraverso il gioco stesso, poichè facciamo qui sotto un'azione che rappresenta molto in alto, e così possiamo avvicinare ancora di più noi ad HQB"H IS"L con una cosa molto, molto semplice.]

Cerchiamo di sfruttare i nostri bellissimi Minhaghim mettendoli in pratica, ma anche capendo meglio בס"ד ciò che essi rappresentano e quali conseguenze hanno.