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'asseret Yemè Teshuvàh - cambiamenti nella Tefillàh

1716. HaMelekh HaQadosh. Nella 'amidàh degli 'asseret Yemè Teshuvàh si varia il termine della Berakhàh di HaE-l HaQadosh, e si recita al suo posto 'HaMelekh HaQadosh' per definire che in questi giorni il Re siede a giudicare l'Universo dimostrando il Suo Regnare. (Shulchan 'arukh Orach Chajim 582:1 e Mishnàh Beruràh 582:2) Se una persona si fosse dimenticato la sostituzione e non la effettua entro il tempo di Tokh Kedé Dibbur ~ entro una parlata, ossia il tempo necessario per dire le parole 'Shalom 'alekha Rabbì' (2-3 secondi), torna all'inizio della 'amidàh, ripetendo. (Shulchan 'arukh Orach Chajim 582:1-2) Lo stesso vale anche se è in dubbio se ha effettuato la sostituzione, perché solitamente una persona dice quanto è abituato a dire, quindi è più probabile che abbia recitato la formula di tutto l'anno (Shulchan 'arukh Orach Chajim 582:1 e Mishnàh Beruràh 582:3)

1718. HaMelekh HaMishpat. Similmente negli 'asseret Yemè Teshuvàh si cambia anche la fine della Berakhàh 'Melekh Ohev Tzedaqàh uMishpat' con la Berakhàh 'HaMelekh HaMishpat'. (Shulchan 'arukh Orach Chajim 118:1, 582:1) Nel caso si sia dimenticato, c'è una discussione se si ritorna indietro. Secondo Maran ז"ל nello Shulchan 'arukh (Orach Chajim 582:1) ritorna indietro mentre il Ramà ז"ל (Orach Chajim 118:1) sostiene che prosegue normalmente. Gli ashkenaziti seguono il Ramà ז"ל (vedi Mishnàh Beruràh 118:3), mentre tra i sefarditi c'è una discussione - secondo il Ben Ish Chai (Nitzavim 19) e il Kaf HaChajim Sofer (118:1) si segue la norma di Safeq Berakhot Lehaqel e quindi si segue il Ramà ז"ל, mentre secondo numerosi altri poseqim sefarditi si segue Maran ז"ל sia perché anche continuando si crea un Safeq Berakhot, sia perché c'è la presenza di un Minhag chiaro come Maran ז"ל in numerosi luoghi, come in Eretz Israel e a Djerba יע"א e non si dice Safeq Berakhot Lehaqel in un luogo dove è presente il Minhag. Tra questi poseqim sefarditi troviamo anche Chakham 'Ovadiàh ז"ל (vedi Chazon 'Ovadiàh Yamim Noraim 193(-199):4(:5); vedi inoltre Yabbi'a Omer 2:Orach Chajim:8-10) e il chakham gerbino Rabbenu Khalfon Moshèh HaKohen ז"ל nel suo Berit Kehunàh (Orach Chajim 'ain 5)

Introduzione agli 'asseret Yemè Teshuvàh

1714. 'Asseret Yemè Teshuvàh - cosa sono? Gli עשרת ימי תשובה 'asseret Yemè Teshuvàh ~ i 10 giorni di Teshuvàh sono i giorni che intercorrono tra Rosh HaShanàh e Yom HaKippurim compresi. Sono anche chiamati ימים נוראים Yamim Noraim ~ Giorni Temibili, poiché da essi dipende l'anno a venire (Orach Chajim 602). Il termine תשובה "Teshuvàh" significa ritorno, e si riferisce al ritorno a sè stessi, alla propria anima - il vero e proprio io (così come ce lo ha donato HaQadosh Barukhùh quando ci ha creato, ossia privi di peccati) attraverso l'osservanza delle Mizvot. [vedi maggiori dettagli nel libro "Le Halakhot del Mese di Elul"]

1715. Attenzione ai dettagli. Negli 'asseret Yemè Teshuvàh si deve stare maggiormente attenti all'osservanza delle mizvot, e anche alle rigorosità. Ad esempio lo Shulchan 'arukh dice (Orach Chajim 603) che chi mangia solitamente il pane prodotto da un panettiere non ebreo (ove comunque non ci siano problemi di kasherut - perché altrimenti vietato assolutamente) chiamato פת פלטר Pat Palter deve evitare e comprare il pane da un ebreo (vedi inoltre Yorè De'ah 112).

1716. Iggheret HaTeshuvàhC'è chi usa in questi giorni studiare, dividendolo giorno per giorno l'אגרת התשובה Iggheret HaTeshuvàh di Rabbenu Yonàh di Girona ז"ל. (vedi Mishnàh Beruràh 603:2  a nome del Rosh). E' possibile trovarla al termine di buona parte delle edizioni di Sha'arè Teshuvàh, oppure ai seguenti link:
http://sammlungen.ub.uni-frankfurt.de/download/pdf/1758525?name=Iggeret%20hat-te%C5%A1%C3%BBv%C4%81 senza commento - tranne una piccola introduzione con qualche passo in yiddish, che è possibile saltare 
http://www.hebrewbooks.org/pdfpager.aspx?req=33454&pgnum=1 (con commento, anche scaricabile gratuitamente come pdf) oppure con un commento ulteriore [meno prolisso] (http://www.hebrewbooks.org/pdfpager.aspx?req=7083&pgnum=1)

Riproponiamo questo video su come "mangiare meglio" in questi giorni Be"H:

Yamim Noraim - cosa sono? a cosa stare attenti?

בס"ד
1143. Yamim Noraim - cosa sono? Gli ימים נוראים Yamim Noraim ~ Giorni Temibili sono i giorni che intercorrono tra Rosh HaShanàh e Yom HaKippurim compresi. Sono anche chiamati עשרת ימי תשובה 'asseret Yemè Teshuvàh ~ i 10 giorni di Teshuvàh (Orach Chajim 602). Il termine תשובה "Teshuvàh" significa ritorno, e si riferisce al ritorno a sè stessi, alla propria anima - il vero e proprio io (così come ce lo ha donato HaQadosh Barukhùh quando ci ha creato, ossia privi di peccati) attraverso l'osservanza delle Mizvot. [vedi maggiori dettagli nel libro "Le Halakhot del Mese di Elul"]

1144. Attenzione ai dettagli. Negli Yamim Noraim si deve stare maggiormente attenti all'osservanza delle mizvot, e anche alle rigorosità. Ad esempio lo Shulchan 'arukh dice (Orach Chajim 603) che chi mangia solitamente il pane prodotto da un panettiere non ebreo (ove non comunque non ci siano problemi di kasherut) chiamato פת פלטר Pat Palter deve evitare e comprare il pane da un ebreo (vedi inoltre Yorè De'a 112).

1145. Iggheret HaTeshuvàhC'è chi usa in questi giorni studiare, dividendolo giorno per giorno l'אגרת התשובה Iggheret HaTeshuvàh di Rabbenu Yonàh di Girona ז"ל. (vedi Mishnàh Beruràh 603:  a nome del Rosh). E' possibile trovarla al termine di buona parte delle edizioni di Sha'arè Teshuvàh, oppure ai seguenti link:
http://sammlungen.ub.uni-frankfurt.de/download/pdf/1758525?name=Iggeret%20hat-te%C5%A1%C3%BBv%C4%81 senza commento - tranne una piccola introduzione con qualche passo in yiddish, che è possibile saltare 
http://www.hebrewbooks.org/pdfpager.aspx?req=33454&pgnum=1 (con commento, anche scaricabile gratuitamente come pdf) oppure con un commento ulteriore [meno prolisso] (http://www.hebrewbooks.org/pdfpager.aspx?req=7083&pgnum=1)

Riproponiamo questo video su come "mangiare meglio" in questi giorni Be"H:

Yamim Noraim - cosa sono? a cosa stare attenti?


614. Yamim Noraim - cosa sono? Gli ימים נוראים Yamim Noraim ~ Giorni Temibili sono i giorni che intercorrono tra Rosh HaShanàh e Yom HaKippurim compresi. Sono anche chiamati עשרת ימי תשובה 'asseret Yemè Teshuvàh ~ i 10 giorni di Teshuvàh (Orach Chajim 602). Il termine תשובה "Teshuvàh" significa ritorno, e si riferisce al ritorno a sè stessi, alla propria anima - il vero e proprio io (così come ce lo ha donato HaQadosh Barukhùh quando ci ha creato, ossia privi di peccati) attraverso l'osservanza delle Mizvot. [vedi maggiori dettagli nel libro "Le Halakhot del Mese di Elul"]

615. Attenzione ai dettagli. Negli Yamim Noraim si deve stare maggiormente attenti all'osservanza delle mizvot, e anche alle rigorosità. Ad esempio lo Shulchan 'arukh dice (Orach Chajim 603) che chi mangia solitamente il pane prodotto da un panettiere non ebreo (ove non comunque non ci siano problemi di kasherut) chiamato פת פלטר Pat Palter deve evitare e comprare il pane da un ebreo (vedi inoltre Yorè De'a 112).

Riproponiamo questo video su come "mangiare meglio" in questi giorni Be"H

'Asseret Yemè Teshuvàh - alla Salute!

בס"ד
Come sfruttare gli 'asseret Yemè Teshuvàh? 
E' possibile avvicinarsi ad HaQadosh Barukh Hù mangiando? 
In che modo? 
Cominciamo a scoprirlo assieme Be"H!


2Halakhot4dì - Yamim Noraim (1)

43. Gli ימים נוראים Yamim Noraim ~ Giorni Temibili sono i giorni che intercorrono tra Rosh HaShanàh e Yom HaKippurim compresi. Sono anche chiamati עשרת ימי תשובה 'asseret Yemè Teshuvàh ~ i 10 giorni di Teshuvàh (Orach Chajim 602). Il termine תשובה "Teshuvàh" significa ritorno, e si riferisce al ritorno a sè stessi, alla propria anima - il vero e proprio io (così come ce lo ha donato HaQadosh Barukhùh quando ci ha creato, ossia privi di peccati) attraverso l'osservanza delle Mizvot.

44. Negli Yamim Noraim si deve stare maggiormente attenti all'osservanza delle mizvot, e anche alle rigorosità. Ad esempio lo Shulchan 'arukh dice (Orach Chajim 603) che chi mangia solitamente il pane prodotto da un panettiere non ebreo (ove non comunque non ci siano problemi di kasherut) chiamato פת פלטר Pat Palter deve evitare e comprare il pane da un ebreo (cfr. inoltre Yorè De'a 112).

45. C'è chi usa in questi giorni studiare, dividendolo giorno per giorno l'אגרת התשובה Iggheret HaTeshuvàh di Rabbenu Yonàh di Girona ז"ל. (Mishnàh Beruràh 603:  a nome del Rosh).


עשרת ימי תשובה 'Asseret Yemè Teshuvàh - note in breve

Gli 'asseret Yemè Teshuvàh sono i giorni che vanno da Rosh Ha-Shanàh a Yom Ha-Kippurim, in cui è possibile fare teshuvàh, poichè HQB"H ci porta in uno stadio in cui gli siamo più vicini; in questo modo facendo alcuni piccoli sforzi per dimostrargli la nostra buona volontà è possibile aumentare la nostra vicinanza a Lui e il nostro livello, favorendo anche il nostro futuro, deciso proprio in questi giorni.

 Per questo motivo gli 'asseret Yemè Teshuvàh, letteralmente i dieci giorni della Teshuvàh, vengono anche chiamati Yamim Noraim, che significa giorni temibili, poichè da quei giorni dipende tutto il Giudizio.

Per questo abbiamo alcune norme da seguire - alcune riguardano cambiamenti nella teffillàh (di cui abbiamo parlato in un altro articolo), inoltre c'è un divieto di mangiare per tutto questo periodo il pane prodotto da un non ebreo, anche se solitamente in tale luogo si permette (Orach Chajim 603:1), e non solo - si aggiungono in questi giorni teffillot e tachanunim (Orach Chajim 602:1) (Mishnàh Beruràh 602:2) tranne Shabbat, in cui non si fanno richieste private.

La Mishnàh Beruràh (603:2) aggiunge che il Rosh dice di studiare in particolare questi giorni l'Iggheret Teshuvàh di Rabbenu Yonàh di Girona ז"ל, mentre a nome dell'Arizal che c'è un obbligo di studiare i libri di Mussar tutto l'anno.

Cerchiamo di sfruttare gli ultimi giorni che ci rimangono, rafforzandoci e seguendo meglio le mizwot.

Chatimàh Tovàh

עשרת ימי תשובה 'Asseret Yemè Teshuvàh - Teffillàh

In questi giorni troviamo alcune variazioni rispetto alla teffillàh (sefardita sicuramente, quella ashkenazita non ho verificato) di ogni giorno:
  • ה' הוא הﭏקים Hashem Hu Ha-Eloqim. Si aggiunge a Shacharit, subito prima di Hashem Melech ה' מלך 
  • שיר המעלות ממעמקים קראתיך Shir Ha-Ma’alot Mimma’amaqim Qeraticha. Si aggiunge a shacharit subito dopo ישתבח Ishtabbach, prima del קדיש Qaddish. [Trovate la traslitterazione in italiano qui]
  • אבינו מלכנו Avinu Malkenu. Si legge subito dopo la ‘amidàh di Shacharit e di Minchàh. Sulla sua lettura durante Shabbat Qodesh ci sono diversi מנהגים Minhaghim ~ usi; ognuno segua il proprio.
Di qui in seguito vedremo variazioni nella עמידה ‘amidàh, che valgono per tutte le teffillot. Ci sono due variazioni nelle berakhot della ‘amidàh:
  • המלך הקדוש Ha-Melech Ha-Qadosh. Nella terza ברכה berakhàh ~ benedizione, che durante l’anno termina con Ha(K)E-L Ha-Qadosh, si varia e si recita Ha-Melech Ha-Qadosh. Chi se lo fosse dimenticato e avesse già iniziato la berakhàh successiva, deve ritornare all’inizio della ‘amidàh; nel caso se lo fosse ricordato entro un periodo di tempo denominato תוך כדי דיבור “Tokh Kedè Dibbur” ~ Entro una parlata che corrisponde al tempo necessario per dire le parole שלום עליך רבי Shalom ‘Alechà Rabbì[1] allora può variare la conclusione.
  • המלך המשפט Ha-Melech Ha-Mishpat. Nell’undicesima berakhàh, quella di השיבה שופטינו Hashivah Shofetenu che si conclude durante l’anno con מלך אוהב צדקה ומשפט Melech Ohev Tzedaqàh uMishpat ~ Re Amante di Giustizia e Legge, varia la sua conclusione in Ha-Melech Ha-Mishpat ~ Il Re della Legge. Su questa variazione vale la stessa norma riguardo l’essersene ricordato Tokh Kedè Dibbur, ma nel caso se ne sia scordato dopo un tempo più lungo è presente una מחלוקת machloqet ~ Discussione più ampia, il cui nocciolo è[2] se “Ha-Melech Ha-Mishpat” è (a) incluso nella conclusione di tutto l’anno e quindi non è necessario tornare a ridire la berakhàh, ma è solo una norma a priori oppure (b) viene ad escludere una berakhàh più ampia e quindi è necessario tornare a ripetere. La prima opinione è quella del Ramà, Rabbi Moshè Isserlis ז"ל autore delle aggiunte ashkenazite sullo Shulchan ‘Aruch, mentre la seconda è quella di Maran Rabbenu Yossef Qaro ז"ל autore dello Shulchan ‘Aruch. Anche se per gli ashkenaziti di solito la conclusione è come il Ramà e per i sefaraditi come Maran, in questo caso sorge un dubbio che il Ramà abbia ragione e poiché è un dubbio su una questione di ברכות berakhot ~ benedizioni, si applica il כלל Kellal ~ norma generale di ספק ברכות להקל Safeq Berakhot Lehaqel ~ in caso di dubbio di berakhot si facilita, persino contro l’opinione di Maran. In questo caso il dubbio se si applichi questo Kellal è abbastanza ampio, perché dipende dalla spiegazione del motivo della discussione. Pertanto ci sono Poseqim delle ultime generazioni (Acharonim) che discutono se sia necessario seguire l’opinione di Maran ז"ל e così è l’opinione di Rav ‘Ovadiàh Yossef Shalità, oppure quella del Ramà ז"ל e così è l’opinione di Rabbenu Yossef Chajim ז"ל autore del Ben Ish Chai (fine della parashàh di Nitzavim). Ognuno segua quindi il proprio posseq di riferimento.
Oltre alle variazioni ci sono alcune aggiunte da aggiungere poco prima della conclusione della berakhàh in cui si trovano:
  • Zokhrenu LeChajim: nella prima berakhàh (Maghen Avraham).
  • Mi Khamokhàh: nella seconda berakhàh (Mechayè Ha-Metim).
  • Ukhtov LeChajim Tovim: nella diciottesima berakhàh (Modim).
  • Uvsefer Chajim: nella diciannovesima berakhàh (Sim Shalom).
In tutte queste aggiunte nel caso se ne fosse ricordato prima di recitare le parole “Barukh Atta Hashem” relative alla berakhàh stessa torna a recitare l’aggiunta e da lì prosegue.
Nel caso avesse detto già la parola “Hashem” non può tornare.
C’è chi presenta l’opzione di recitarne parte in un posto differente: l’aggiunta di Mi Khamokhàh essendo lode soltanto è persa sicuramente, ma le altre tre essendo anche richieste è possibile recitarle successivamente: Zochrenu LeChajim nella berakhàh di Shome’a Teffillàh (prima delle parole ומלפניך מלכנו milefanecha Malkenu), e nel caso se ne sia dimenticato l’aggiunga come le altre due aggiunte alla fine della ‘amidàh, prima di “sradicare le gambe” cioè prima di recitare “’Ossè (Ha-)Shalom”.

Ultima variazione nell’‘amidàh, presente solo in questa e non anche nel Qaddish, è la seguente:
  • עושה השלום ‘Ossè Ha-Shalom: al termine della ‘amidàh anziché ‘Ossè Shalom. La spiegazione base di questo cambiamento è che in questi giorni fa “Shalom” ~ armonia, equilibrio tra Giudizio e Misericordia per eccellenza, ma c’è chi aggiunge che l’aggiunta della lettera ה He porta a formare il nome di un angelo incaricato a scrivere i meriti di Yisrael. In ogni caso nel caso se lo fosse dimenticato non torna a recitare il versetto.
Chatimàh Tovàh

[1] C’è chi sostiene in base ad alcune versioni in Bava Qamma 74b Shalom ‘Alecha Rabbi UMorì. La conclusione di gran parte dei Poseqim sembra comunque essere come ho scritto nel testo principale. E’ importante notare che comunque è una differenza di qualche istante.
[2] Sulla spiegazione della discussione sono presenti varie spiegazioni. Riporto qui una spiegazione semplificata di ciò che ho sentito da Rav Yehudàh ‘Ades Shalità, Rosh Yeshivàh di Qol Ya’aqov a Bait Vagan, Yerushalaim, nella sua Sichàh all’uscita di Rosh Ha-Shanàh (5770).