Sheqalim 5778

Questo Shabbat (5778) leggeremo Be"H la Parashàh di Mishpatim e la Parashàh di Sheqalim. 

2315. Le Parashot 'segnalate'. Nel periodo del mese di Adar ci sono 4 Parashiot aggiunte che si leggono al posto del Maftir (vedi Shulchan ‘arukh Orach Chajim 585):
    1. Parashat Sheqalim. Si legge sempre lo Shabbat prima di Rosh Chodesh Adar. Nel caso in cui Rosh Chodesh Adar cada di Shabbat, si legge a Rosh Chodesh stesso. [Si è letta B"H quest'ultimo Shabbat]
    2. Parashat Zakhor. Si legge sempre lo Shabbat prima di Purim. [Due Shabbatot dopo  Sheqalim (quest'anno - Tetzavèh)]
   3. Parashat Paràh. Si legge sempre lo Shabbat prima della lettura di Parashat HaChodesh. [Tre Shabbatot dopo]
4. Parashat HaChodesh. Si legge sempre lo Shabbat prima di Rosh Chodesh Nissan. Nel caso in cui Rosh Chodesh Nissan cada di Shabbat, si legge a Rosh Chodesh stesso. [Quattro Shabbatot dopo]

2316. Cosa ricorda la Parashàh di SheqalimPer ricordare l’obbligo di donare il Machatzit HaSheqel (ai tempi del Bet HaMiqdash – oggi solo il Zekher LaMachatzit HaSheqel (cos'è il Zekher LeMachatzit HaSheqel - vedi video http://www.youtube.com/watch?v=CRq3_mKf43g)


2317. Qaddish non di Rosh Chodesh. Gli Shabbatot con Parashot aggiunte che non cadono di Rosh Chodesh, si recita il çhetzì Qaddish dopo ogni Sefer Toràh. (Torat HaMo’adim 2:4)

Queste Halakhot sono state adattate dal libretto "Purim - Halakhot e Minhaghim" (Terza edizione) B"H già disponibile in vendita al prezzo di 12 euro o 50 Shekel. E' possibile prenotare o sapere dove trovare una copia scrivendo un'email a deroryqra@gmail.com.


Shabbat Shiràh e l'uso di dare cibo agli uccelli


Tratto dal nuovissimo libro "La Tua Guida per Tu BiShvat", disponibile già a Yerushalaim תובב"א e a breve anche a Netanya יע"א Be"H.


2312.        Shabbat Shiràh. Lo Shabbat in cui si legge la Parashàh di Beshalach è chiamato Shabbat Shiràh ossia lo Shabbat della cantica, poiché in questa Parashàh si legge la Shirat HaYam, ossia la cantica che hanno recitato i Benè Israel dopo la chiusura del Yam Suf sui loro nemici, il settimo giorno di Pesach nell’anno 2448 dalla Creazione.

2313.      Aggiunta nella Shiràh. C’è chi, nella Tefillàh di Shacharit, dopo che si recita la Shirat HaYam, usa aggiungere anche i versetti relativi alla Shiràh di Miryam הע"ה [1] e successivi (Shemot 15:20-26).

Cibo per uccelli

2314.       Cibo per gli uccelli. Lo Shabbat Shiràh c’è chi usa lanciare delle spighe di grano o altro cibo a base di grano nei cortili, davanzali e simili, affinché gli uccelli possano mangiarlo. In un luogo in cui questo Minhag non è presente, sicuramente non si applichi, perché problematico, e molti Poseqim lo vietano, visto che durante Shabbat è vietato dare del cibo a un animale la cui alimentazione non è di propria competenza[2]. Nonostante ciò, c'è chi dice che chi ha quest’uso ha su cosa appoggiarsi[3], e così sostiene anche Chakham ‘Ovadiàh Yosef זצ"ל[4]. La cosa migliore e più semplice per mantenere l'uso, è predisporre il cibo per gli uccelli da prima di Shabbat in un posto visibile, così da non farlo attivamente durante Shabbat e non entrare in alcuna discussione.

Domanda. Perché c’è l'uso di dare il cibo agli uccelli durante Shabbat Shiràh?
Ci sono diverse motivazioni per questo Minhag:
1.      Quando c'è stata la Qeri'at Yam Suf gli uccelli hanno cantato, e per rafforzare la nostra fede in quanto avvenuto gli diamo da mangiare[5].
2.      Datan e Aviram volevano screditare Moshèh Rabbenu ע"ה che aveva detto che non sarebbe caduta la Manna durante Shabbat. Hanno preso la loro porzione di manna e l'hanno disposta nei campi nell'arco della notte. Gli uccelli sono andati a mangiare tutto prima dell'alba, prima che potessero arrivare altri per vederlo, quindi compiamo un atto per porgere riconoscenza alla specie volatile[6].
3.      Ricordare la Manna nell'arco delle generazioni, rafforza la consapevolezza che nonostante il lavoro, tutto il mantenimento dipende esclusivamente da HaShem, esattamente come accadeva nella generazione degli ebrei nel deserto, in cui ricevevano le loro necessità attraverso la Manna. Nella generazione del Navì ~ Profeta Yirmeyàh c'era chi diceva che non poteva occuparsi di Toràh perché era costretto a lavorare per mantenersi. Yirmeyàh prende una brocca contenente del Man e gliela mostra. Gli dice: "Guardate la Parola di HaShem", osservate con i vostri occhi ciò che HaShem ha compiuto per i vostri padri, e ricordate che ci sono numerosi inviati per predisporre le cose. Per questo si getta del cibo per gli uccelli, per ricordare che similmente a come gli uccelli non hanno molta difficoltà per trovare cibo, così Israel sono paragonati agli uccelli, e se trovano del tempo per occuparsi di Toràh non devono preoccuparsi e HaShem gli predisporrà la loro Parnasàh[7].


[1] L'uso è riportato nel Siddur di Rabbenu Sa’adiàh Gaon ז"ל (pag. 34).
[2] Vedi Maghen Avraham 324:7, Shulchan 'arukh HaRav (Orach Chajim 324:8), Baer Hetev 324:8, Mishnàh Beruràh 324:31.
[3] Vedi Tossefet Shabbat 324:17 che dice che lo scopo di chi dà da mangiare è di compiere la Mizvàh di ricordare meglio ciò che è avvenuto nella Parashàh di Beshallach e non di dare da mangiare agli animali, quindi si può permettere, e così è riportato dal Da'at Toràh (324 sul sa'if 11), 'arukh HaShulchan (324:3), Kaf HaChajim Sofer (324:47). Vedi inoltre Nimmuqè Orach Chajim 324:1 del Gaon MiMunqatsh זצ"ל.
[4] Vedi Chazon 'Ovadiàh Shabbat 4:271(-272):12(:12).
[5] Vedi Tossefet Shabbat 324:17.
[6] Vedi Nimuqè Orach Chajim 324:1 a nome dell'Admor di Rimenov זצ"ל e altri grandi Chakhamim. Vedi similmente Liqqutè Mahariach (3:115.) a nome del Nachalat Israel (Sha'ar Bat Rabbim 17); vedi inoltre Shemot Rabbàh 1:29 e Rashì ז"ל (Shemot 2:13).
[7] Sha'ar Bat Rabbim (Bereshit 3 fine::), riportato dal Liviat çhen (324, 76).

Parashat HaMan questo Yom Shelishì (mar)

Questa settimana Be"H leggeremo la Parashàh di Beshallach, parashàh in cui si narra della Qeri'at Yam Suf e della discesa del Man ~ manna (la Parashat HaMan).

2309 La Parashàh della Manna. Nella Parashàh di Beshalachtroviamo anche la Parashàh che racconta del Man, ossia della comparsa della manna dal Cielo. Durante questa settimana nascono per questo motivo diversi usi, che vedremo Be”H nelle prossime halakhot.
2310. Segullàh per la Parnasàh. In generale è risaputo che la lettura della Parashat HaMan è una Segullàh per la Parnasàh, durante tutto l’anno. Questo perché leggendo la Parashàh e comprendendola, si capisce che tutta la Parnasàhviene da HaQadosh Barukh Hù, e non dai nostri sforzi. Così come abbiamo visto la Parnasàh ~ sostentamento dei nostri padri in modo evidente per mezzo di HaQadosh Barukh Hù, che gli ha dato da mangiare in un luogo in cui non c’era cibo – il deserto - il Man ~ la manna che cadeva dal Cielo, così HaQadosh Barukh Hù gestisce ogni singolo nostro fabbisogno, ogni singolo istante. Studiando la Parashàh della Manna è possibile comprendere sempre meglio i dettagli di come HaQadosh Barukh Hù gestisce la Parnasàh per ognuno. (vedi Turè Zahav 1:4, Maçhatzit HaSheqel 1:7 sullo Shulchan 'arukh Orach Chajim 1:5, vedi inoltre introduzione del libro in italiano "Parashat HaMan")

Attenzione! Quindi per ottenere i principali effetti positivi della Parashat HaMan è opportuno 'studiarla' comprendendo quanto scritto. E' possibile aiutarsi con la versione tradotta e commentata in italiano [vedi immagine in fondo della copertina] 

2311.      Yom Shelishì (mar) di BeshalachLa settimana in cui si legge la Parashàh di Beshalach c’è un’ulteriore aggiunta. C’è chi sostiene che studiare la Parashat HaMan il Yom Shelishì (mar) in cui si legge la Parashàh di Beshalach, c’è una Segullàh ancora maggiore che durante nel resto dell’anno. Il primo a parlare di questa Segullàh in questo giorno specifico è l'Admor[2] di Rimenov ז"ל, citato dall'Admor Shalom di Strofqov[3] ז"ל nel testo Yalqut Menachem[4]. La Segullàh specifica consiste nel leggere la Parashat HaMan nella forma di Shenajim Miqrà VeEchad Targum [ossia due volte il testo in ebraico seguito dalla traduzione aramaica di Onqelos] il Yom Shelishì (mar) che precede la lettura della Parashàh di Beshalach[5][M4] . [è possibile trovare il testo della Parashat HaMan in forma di Shenajim Miqrà VeEchad Targum, commentata e tradotta nel libro apposito “Parashat HaMan” – vedi immagine in fondo]



[2] Admor אדמו"ר - Acronimo di א'דונינו Adonenu,  מ'ורינוMorenu ור'בינו veRabbenu ossia un Maestro di levatura eccezionale fuori dai normali canoni.
[3] I nomi delle località sono stati traslitterati dall'ebraico.
[4] Citato nel Luach Shanàh Davar Be'Ittò Anno 5770, 11 Shevat.

Purim Ashrif

2307. Il 23 di Tevet [domani sera/giorno successivo 3/4 gen '16] è Purim Ashrif, uno dei Purim aggiunti dai chakhamim tripolini per festeggiare il fatto che HaShem ha salvato i nostri padri dalla distruzione a Tripoli. Si usa regalare delle משלוח מנות Mishloach Manot ad almeno un ebreo (tripolino, poiché gli altri non hanno nessuna Mizvàh) Perché si festeggia? vedi http://deroryqra.blogspot.co.il/2010/12/purim-aggiunti-tripoli-purim-ashrif-e.html

2308. I tripolini non recitano i Tachanunim e leggono al loro posto a Shakharit due Mizmorè Tehillim il מן המצר "Min HaMetzar" (Tehillim 118) e l'הלל הגדול Hallel HaGadol (Tehillim 136). [Si deve chiarire un concetto - nel caso in cui il pubblico reciti i Tachanunim è necessario recitarlo per tutto il pubblico - quindi i casi in cui è possibile non recitarlo è solo quando una persona non ha minjian (ma è meglio avercelo) oppure quando il minjian è di tripolini che stanno seguendo.]

Perchè si dice: Shabbat Shalom?

Per rispondere a questa domanda è necessario innanzitutto comprendere cosa si sta dicendo. "Shabbat Shalom" vuol dire "Shabbat" è fonte di "Shalom", ossia di armonia. La parola Shalom infatti, non significa come spesso viene impropriamente tradotta 'pace', ma 'armonia', ossia equilibrio delle parti. Shabbat può infondere l'armonia in casa e in altri ambienti, poiché Shabbat è la fonte di tutta la Berakhàh: a seconda di come viene osservato [con tutti i dettagli, compresa l'attenzione nel parlare] così infonde benedizione in tutto, a partire dalla situazione economica per arrivare a quella sociale. La parte principale per ricevere qualsiasi Berakhàh è lo Shalom, l'armonia, perché pur avendo ogni bene, se c'è discordia non è possibile goderne. Pertanto si ricorda la Berakhàh per eccellenza che è lo Shalom! Rabbenu Chajim Ben Attar זצ"ל, più conosciuto come Or HaChajim HaQadosh, riporta un ulteriore motivo per cui si saluta con "Shabbat Shalom": ogni giorno della settimana ha uno Tzaddiq in sua corrispondenza, e Yosef è lo Tzaddiq correlato allo Shabbat. Yosef, con le sue caratteristiche, è collegato a sua volta al segreto dello Shalom, che rappresenta l'equilibrio, e per questo salutiamo durante Shabbat Qodesh dicendo: "Shabbat Shalom!".

10 di Tevet in brevissima

Yom Chamishì (gio 28 dic '17)  ci sarà il digiuno del 10 di Tevet, che Be"H venga riportato ad essere un giorno festivo dalla venuta del Melekh HaMashiach בב"א (vedi Rosh HaShanàh 18:). Abbiamo realizzato qui un riassunto più completo B"H che risponde ai principali quesiti comuni. In fondo all'articolo trovate una serie di domande sui digiuni e i link alle relative risposte. Se aveste altre domande specifiche, non esitate a inviarcele a deroryqra@gmail.com, Be"H avrete risposta ב"נ וב"ש, e potreste dare un'idea per un potenziale ulteriore articolo!

Perché si digiuna? Il digiuno del 10 di Tevet è uno dei digiuni pubblici principali, fissato nel giorno in cui  è stata fatta una breccia alle mura di Yerushalaim תובב"א che ha poi portato alla distruzione del Bet HaMiqdash ~ Santuario, e per altri motivi a cui rimando a precedente articolo[http://deroryqra.blogspot.co.il/2010/12/10-di-tevet-perche-digiuniamo.html ]

La durata del digiuno. Il digiuno parte da quando si va a dormire la sera prima fino all'uscita delle stelle. Mi spiego meglio - la durata effettiva del digiuno è dall'albeggio ('alot HaShachar) all'uscita stelle, ma in realtà, a meno che una persona non dica esplicitamente prima di andare a dormire che nel caso si svegli prima dell'albeggio possa mangiare, gli è vietato mangiare, poiché è come se avesse iniziato il digiuno da quando è andato a dormire. Gli ashkenaziti sono soliti facilitare riguardo al bere prima dell'alba, nel caso in cui si sia soliti bere la mattina, anche senza dirlo esplicitamente. [Maggiori dettagli vedi halakhot 223-224]
Chi deve digiunare? Il digiuno riguarda tutti gli ebrei, uomini e donne in età halakhicamente adulta (rispettivamente oltre 13 e 12 anni), tranne coloro che appartengono a categorie di persone che non possono digiunare. A questo proposito rimando ad halakhot di maggior dettaglio. [Sui casi di esenzione dal digiuno per diverse categorie di donne, tra cui le donne incinte, partorienti e allattanti effettivamente, vedi halakhot 681-686]. Anche chi è esente dal digiuno eviti di mangiare per "godere", ma si limiti a mantenersi in condizione sane.
Errore. Nel caso una persona abbia dimenticato il digiuno ed abbia mangiato deve comunque evitare di continuare a mangiare. Se sia necessario digiunare un altro digiuno al posto di tale giorno (nonostante si debba completare) è un altro argomento cui rimando ad halakhot di maggior dettaglio.
Nella Tefillàh abbiamo delle aggiunte: (a) 'Anenu nella 'amidàh - che recita solo chi digiuna, (b) tachanunim aggiunti dopo la 'amidàh a Shacharit e (c) l'aggiunta di un salmo che segue il Shir shel Yom. (d) Se si recita la Tefillàh di Minchàh dopo l’orario di Pelag haMinchàh, cioè 75 minuti zemaniot prima di sera, si recita anche la Birkat Kohanim. (e) Si indossa Tallit e Tefillin a Shacharit come durante tutti i giorni. C'è chi usa indossarli anche a Minchàh, e tutto dipende dall'uso del luogo. (f) Come ogni digiuno pubblico, si legge la Parashàh di Vayichal a Shacharit e Minchàh. Ci sono alcuni che quando cade prima di Shabbat di Minchàh evitano, ma non è l'uso più comune.
E' bene aggiungere studio di Toràh e applicazione delle Mitzvot nel giorno in cui si digiuna, poiché il digiuno non è fine a se stesso, anche se obbligatorio.
Restrizioni. In base allo Shulchan 'arukh (Orach Chajim 550:2) è possibile lavarsi, ungersi, indossare scarpe di pelle e avere rapporti coniugali [rapporti fuori dal matrimonio sono comunque vietati durante tutto l’anno]. E tra gli ashkenaziti abbiamo chi è rigoroso ed evita di lavarsi con acqua calda. (vedi Bait Chadash Orach Chajim 550).
Tzom Qal

Riadattato dal precedente articolo:  

Domande e risposte frequenti:
Perchè si digiuna nei digiuni pubblici? (vedi halakhàh 491)
Posso mangiare prima dell'albeggio? (vedi halakhot 223-224)
Posso lavarmi durante il digiuno? (vedi halakhàh 227)
Posso sciacquarmi la bocca durante il digiuno? e lavarmi i denti? (vedihttp://deroryqra.blogspot.co.il/2012/03/e-possibile-sciacquarsi-la-bocca-e.html
Posso prendere una pillola contro il mal di testa durante il digiuno? (vedi halakhot 679-680)
Posso fare da Shaliach Tzibbur se non digiuno? (vedi halakhàh 674)
Posso fare una passeggiata durante il digiuno? (vedi halakhàh 492)
Chi sono le donne esenti? (vedi halakhot 681-686)
Posso masticare una gomma durante il digiuno? (vedi halakhàh 678)
Chi non digiuna può essere Shaliach Tzibbur ~ Ufficiante? (vedi halakhàh 674)

Chanukàh - con cosa è meglio accendere la Chanukiàh?

2304. Con cosa è meglio accendere la chanukiàh? Tutti gli oli e gli stoppini sono adatti ad accendere le נרות Nerot di Chanukàh. In ogni caso la Mizvàh migliore si compie con l’olio d’oliva, poiché la sua luce è più chiara. E così lo stoppino migliore è quello realizzato con il cotone. (Shulchan ‘arukh e Ramà z”l Orach Chajim 673:1, Mishnàh Beruràh 673:2, Chazon Ovadiàh pag. 76-81)

2305. Se non c’è l’olio d’oliva? In un luogo in cui non è reperibile l’olio d’oliva si usa accendere candele di cera, poiché anche esse hanno una luce molto chiara. (Chazon Ovadiàh pag. 80)

2306. Domanda. Ho sempre acceso le candeline di cera – va bene?
Chi accende le Nerot Chanukàh con le candele di cera sicuramente ha compiuto la Mizvàh, ma il modo migliore di compierla è quello di utilizzare l’olio d’oliva come combustibile. (vedi Ramà Z”L Orach Chajim 673:1)
C’è da sottolineare che  le  Nerot Chanukàh accese prima di Shabbat   devono durare più di mezz’ora e spesso le comuni candele di cera durano giusto mezz’ora.  Se così fosse non si è compiuta nessuna mizvàh e si sono recitate berakhot levatallàh (invano)

Chanukàh - chi accende?

Prima sera di Chanukàh - la settimana prossima, mar sera (25 Kislev - 12 dic '17) - vediamo le sue halakhot [riadattate dal libro "Chanukàh - halakhot e Minhaghim"]


2200.      Tutti. Sia gli uomini che le donne sono tenuti a compiere la מצוהMizvàh ~ precetto di accendere le nerot Chanukàh. (vedi Shulchan ‘arukh Orach Chajim 675:3) 

2201.      Se un uomo accende. Nel caso in cui un uomo (solitamente il capofamiglia) accenda le Nerot in casa, le donne della casa (moglie e figlie) non usano accendere a sé. Ciò nonostante le donne sono tenute a compiere la mizvàh dell’accensione delle נרות חנוכה Nerot Chanukàh. Persino secondo l’uso ashkenazita (vedi pag47 del libro) in cui ogni componente della famiglia accende una chanukiàh a sé stante, ciò vale per gli uomini, ma non per le donne. Solo nel caso in cui una donna sia sola, oppure suo marito non accende, come nel caso in cui non si trova in casa per tempo, accenda lei leNerot Chanukàh. (Torat HaMo’adim 3 2:3).  

2202.    L’uso sefardita. L’uso della maggior parte delle comunità sefardite è quello che il capofamiglia accende per tutti, e tutti gli altri componenti della famiglia escono dall’obbligo con la sua accensione. (vedi Shulchan ‘arukh Orach Chajim 671:1, Torat HaMo’adim 2:4)

2203.      L’uso ashkenazita. L’uso ashkenazita consiste nel fare accendere una chanukiàh ad ogni componente maschio della famiglia, stando attenti a porre le chanukiot ad una distanza sufficiente da poterle distinguere l’una dall’altra. (Ramà z”l 671:2, Mishnàh Beruràh ivi) Secondo quest’uso anche se qualcuno si trova fuori casa deve accendere dove si trova. (Torat HaMo’adim 2:4)

Quando accendere le candele dello Shabbat?

Be"H Belì Neder presto speriamo di pubblicare un libro dedicato all'accensione delle Candele dello Shabbat, di Yom Tov e Yom HaKippurim, con halakhot, segullot e Tefillot in merito, che è anche un'importante Segullàh per il Shalom Bait.
Chi volesse contribuire nelle spese del libro, può contattarci via e-mail deroryqra@gmail.com oppure sul numero italiano 06.899.722.88 oppure 052.71.59.029.
Tizkù LeMizvot Rabbot.

Pubblichiamo qui alcune delle halakhot riadattate dal libro:


2193.        Il tempo. Le candele dello Shabbat si accendono prima del tramonto, e gli usi su quanto tempo prima variano di comunità in comunità, dai 18 ai 40 minuti[1]; ognuno segua l'uso dei propri padri e della propria comunità.

2194.      In tempo. Si accenda in tempo, non troppo presto [prima di Pelag HaMinchàh] e non si ritardi[4].

2195.       Orologio. Un tempo le persone erano maggiormente esperte e sapevano riconoscere anche in un giorno nuvoloso quando (e fino a quando) fosse possibile accendere[5]. Oggigiorno è uso comune basarsi sugli orari definiti nei calendari precisi e confrontarli con un orologio preciso[U6] [6].

2196.      Dopo il tramonto. Dopo il tramonto è vietato a un ebreo accendere le candele dello Shabbat[7]. Nel caso non sia presente luce elettrica accesa nel luogo, è permesso nel tempo di Ben HaShemashot chiedere a un non ebreo di accenderle senza recitare alcuna Berakhàh[8] a condizione che non si sia ancora accettato Shabbat[9]. Nel caso invece a) sia presente luce elettrica accesa[10], b) si sia già accettato Shabbat[11] o c) sia già passato il tempo di Ben HaShemashot (13 minuti e mezzo zemaniot dopo il tramonto in Eretz Israel)[12] è vietato fare accendere i lumi anche a un non ebreo.

Ben HaShemashot. Letteralmente 'tra i soli', è il tempo che intercorre tra la Sheqi'àh ~ tramonto e Tzet HaKokhavim ~ uscita delle stelle. In questo caso ci si riferisce però al tempo prima che escano fuori le stelle visibili. In Eretz Israel è considerato generalmente 13 minuti e mezzo zemaniot dopo il tramonto. Pertanto in inverno questo lasso di tempo può arrivare addirittura a soli 8 minuti. Di conseguenza bisogna porre attenzione a non allungarlo troppo[13].

2197.      Qualche minuto prima del tramonto. Già da qualche minuto prima del tramonto sussiste il problema, e questo lasso di tempo varia a seconda delle opinioni e del luogo in cui ci si trova[14]. In molte zone in Eretz Israel è possibile verificare con più precisione di quanto tempo si tratta rivolgendosi a Morèh Horaàh esperti sul tema.

Pelag HaMinchàh. Un altro orario halakhico importante da conoscere è quello di "Pelag HaMinchàh", letteralmente "metà dell'orario di Minchàh", ossia l'orario medio tra Minchàh Qetanàh (2 ore e mezzo zemaniot prima di sera) e la sera, quindi un'ora e un quarto zemanit prima di sera[U8] 124. In generale riguardo l'accensione delle candele c'è su chi appoggiarsi se si considera sera già il tramonto[15].

2198.      Da Pelag HaMinchàh. E' permesso accendere le candele di Shabbat[16] e accettare su di sé la Qedushàh di Shabbat[17] già dall'orario di Pelag HaMinchàh[18].

Attenzione! Chi accende le candele molto prima di Shabbat [oltre mezz'ora], deve accettare su di sé anche la Qedushàh di Shabbat[19]. Inoltre deve porre attenzione ad accendere lumi che rimangano accesi fino a quando diventa buio [20].

2199.      Prima del tempo. Se si sono accese le Nerot Shabbat prima del tempo in cui si è soliti accendere, ma dopo Pelag HaMinchàh, non si spengano, così da non perdere la Berakhàh recitata[21]. Nel caso invece si siano accese prima di Pelag HaMinchàh, si spengano [prima di quando è vietato accendere] e si riaccendano. C'è chi sostiene che nel riaccenderle si possa recitare anche la Berakhàh[22], e c'è chi vieta[23]. Pertanto si eviti di recitarla per il principio di Safeq Berakhot Lehaqel.


[1] Vedi Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 261:1). Le opinioni principali sono:
-          18 minuti. In base al Sefer Yereim §. Vedi anche Shut Igrot Moshèh (Orach Chajim 2:6).
-          20 minuti. Vedi Mishnàh Beruràh 261:23(:21), 263:15 che sostiene che sia il minimo per uscire dall'obbligo secondo l'opinione del Sefer Yereim §. Vedi inoltre Beur Halakhàh (261:2§, 263:4 בעוד היום גדול). Così è l'uso sefardita in numerose comunità, tra cui a Yerushalaim תובב"א – vedi Kaf HaChajim Sofer (261:23, 256:5), Shut Igrot Moshèh (Orach Chajim 2:6/180), Halikhot 'Olam 3:36:3(:3), Chazon 'Ovadiàh Shabbat 1:182(-184):8(:8), Shut Or LeTzion 2:18:1(:1).
-          30 minuti. Vedi Mishnàh Beruràh 261:23(:21); Perì Megadim (Eshel Avraham 256:1) a nome del Bait Chadash; e così ci sono alcuni sefarditi rigorosi: Ben Ish Chai (2 Noach 7), Shut Or LeTzion 2:18:1:1.
-          40 minuti. Così è l'uso degli ashkenaziti a Yerushalaim תובב"א. Vedi 'Eretz Israel' (pag. 26) del Rav HaGaon Yeçhiel Mikhal Tucocinski ז"ל. Vedi anche Chazon 'Ovadiàh Shabbat (1:184-187 והנה (e il passo subito precedente)).
[2] Chazon 'Ovadiàh Shabbat 1:(184-)186-187 הילכך.
[3] Chazon 'Ovadiàh Shabbat (1:186 הילכך).
[4] Shulchan ‘arukh Orach Chajim 263:4.
[5] Vedi Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 261:3(-1))
[6] Vedi Birkè Yosef (331:8), Mishnàh Beruràh 261:27.
[7] Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 261:1).
[8] Essendoci una discussione tra i Poseqim in merito, si segue quindi il principio di Safeq Berakhot Lehaqel. Così sanciscono anche: Mishnàh Beruràh 263:21(:27-28), Kaf HaChajim Sofer 261:11, Chazon 'Ovadiàh Shabbat 1:187(, 188-189):9(:9 כתב). Vedi anche Shut Beer Moshèh 5:117§.
[9] Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 261:2) e note successive.
[10] Vedi Chazon 'Ovadiàh Shabbat 1:187:9.
[11] Vedi Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 261:4).
[12] Vedi Shulchan ‘arukh Orach Chajim 261:1.
[13] In merito vedi lungamente Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 261:1) e commentatori.
[14] Vedi in merito: Maçhaziq Berakhàh 261:6 che dice che non c'è un tempo definito, ma c'è chi sostiene che sia necessario mezz'ora, mentre c'è chi definisce che si tratta di tre minuti se ci si trova su un territorio piano o vicino al mare, mentre se ci si trova in collina o montagna come Yerushalaim תובב"א anche sette (vedi Shut Or LeTzion 2:18:1(:1)). Comunque si aggiunga qualche minuto – vedi Halikhot 'Olam 3:72(-73):5(:5), Chazon 'Ovadiàh Shabbat (1:264(-265):1(:1); 1:182(-184):8(:8 והנה) [in cui dice almeno cinque minuti]), Menuchat Ahavàh 1:5:1(:5-7) [dai cinque ai dieci, preferibilmente venti]. Vedi ulteriormente Shut Shemesh uMaghen 4:Orach Chajim 41§, Shut Yabbi'a Omer 2:Orach Chajim 16:9§.
[15] Vedi Menuchat Ahavàh 1:4:17(:54). Vedi anche Shut Or LeTzion (2:18:9:9 ופלג המנחה, 2:15(:8):8§).
[16] Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 263:4) e Mishnàh Beruràh 263:15. Vedi inoltre Beur Halakhàh 263:4 לא יקדים.
[17] Tur§, Ramà ז"ל (Orach Chajim 261:2). Vedi Shut Or LeTzion 2:18:9(:9).
[18] Pelag HaMinchàh. Corrisponde a un'ora e un quarto zemanit prima di notte, e c'è una discussione se si calcola dall'uscita delle stelle oppure dal tramonto. (Vedi Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 263:4) e Mishnàh Beruràh (261:25, 233:§, 263:19(-:25)); vedi inoltre Beur Halakhàh (261:2 מפלג). Vedi anche Maamar Mordekhai 261:4§, ואכמ"ל).
[19] Vedi Shulchan ‘arukh (Orach Chajim 263:4) e vedi bene Beur Halakhàh (263:4 לא יקדים); Shut Or LeTzion 2:18:9(:9).
[20] Kaf HaChajim Sofer 263:31. Vedi anche Miqavtziel (2 Noach 22).
[21] Mishnàh Beruràh 263:20 e Beur Halakhàh 263:4 מבעוד. Vedi Ramà ז"ל (Orach Chajim 263:4) riguardo un altro lume.
[22] Vedi Beur Halakhàh 263:4 מבעוד in base all' 'Olat Shabbat 263:§.
[23] Shut Yabbi'a Omer 2:Orach Chajim 17:3. Vedi anche Halikhot Shabbat 2:10:3(:3) del Rav HaGaon Gad Yasdi שליט"א.