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Verità e Menzogna: due facce della stessa medaglia!

בס"ד
Cosa s'intende con Sheqer & Emet? 
Tocchiamo la punta dell'iceberg assieme!


Parashat Chuqqat - Che senso ha tutto ciò?

בס"ד
Come comprendere il senso delle Mizvot? 
Perchè la Paràh Adumàh in particolare è chiamata "Chuqqat HaToràh"? 
Cosa ci insegna?

Queste e altre domande troveranno Be"H risposta in questo video!


Parashàh di Tzav - Video in Italiano

Quante Mizvot abbiamo?
E' più importante la Toràh Shebikhtav (scritta) oppure quella Sheba'al Pèh (orale)?
Che cambia se una Mizvàh è MiDeoraita o MiDivrè Soferim?
Queste e altre domande troveranno Be"H qui risposta

Purim Qatan

Il 14 e il 15 di Adar Alef sono date particolari.

L'ultimo Siman (697) dello Shulchan 'Aruch Orach Chajim è dedicato completamente a queste.

Ma cominciamo dall'inizio.

Ogni anno il 14 e il 15 di Adar abbiamo rispettivamente Purim e Purim Shushan.

In una שנה מעוברת Shanàh Me'ubberet, solitamente tradotto come anno embolismico o letteralmente "anno incinto", in cui abbiamo 2 mesi di Adar consecutivi (Adar Alef e Adar Bet) anzichè uno solo, Purim si sposta nel secondo.

Ma il 14 e il 15 di Adar Alef  (il primo Adar, in cui ci troviamo) non hanno alcuna particolarità?

Ce l'hanno. Questi due giorni sono chiamati "Purim Qatan", in cui NON SI COMPIONO LE MIZWOT DI PURIM, ma abbiamo una certa "versione ridotta" di atmosfera di festa, degna di tutto il mese di Adar. O meglio di tutti i Mesi di Adar.

A Purim Qatan riporta lo Shulchan 'Aruch Orach Chajim nel suo ultimo Siman (697) che non si recita tachanun. E in base all'uso comune, non si recita neppure a Minchàh della vigilia.

Quindi il 13 a Minchàh, il 14 e il 15 di Adar Alef non si recita alcun Tachanun.

Cos'è il Tachanun?  (in brevissima)

Il Tachanun è traducibile come "confessione di peccati" con altri brani legati alla Teshuvàh. Questi brani si leggono in diverse occasioni: dopo la 'amidàh di Shacharit e di Minchàh dei giorni feriali e c'è chi usa leggere il "Viddui" anche nella Qeriat Shem'à 'al Hamittàh, cioè la lettura dello Shem'à che si recita ogni giorno prima di andare a dormire.

Il Tachanun non si recita in determinati periodi dell'anno.

Perchè? LEV NISHBAR!

Abbiamo una norma generale - bisogna cercare di non essere tristi, e riuscire ad essere allegri! Bisogna riuscire a concentrare i "sentimenti negativi" in momenti specifici e particolari - questi momenti sono dedicati a ripensare alle proprie עברות 'averot, in modo da poterle cancellare. Si parla di לב נשבר "Lev Nishbar" traducibile letteralmente ma impropriamente come "cuore  sul punto di spezzarsi".

La differenza tra una persona triste e un "Lev Nishbar" la si può spiegare in un modo semplice - se subito dopo si è capaci di essere contenti. Una persona triste non riesce a cambiare status, poichè la sua situazione "sentimentale" influenza quella intellettuale. D'altra parte un "Lev Nishbar" influenza attraverso la comprensione intellettuale di ciò che non va nelle proprie azioni la sfera "sentimentale", per riuscire a manifestare a sè stesso ciò che non va.

Nella Toràh non c'è posto per "sensi di colpa" che sono una cosa negativa che non porta nessun miglioramento. Esiste però il concetto di pentimento intellettuale (ossia l'arrivare a comprendere a livello conscio che quello che ho fatto non va bene) e poi "sentimentale" (ossia il dispiacersi per come ci si è comportati). Il fatto stesso di rendersi conto che il modo in cui ci si è comportati non va bene, e il decidere fermamente di cambiare in meglio il proprio comportamento può "riparare" l'azione sbagliata. E' necessario però un atto pratico come dimostrazione a sè stessi per esplicitare la consapevolezza di aver errato e di voler cambiare. In questo consiste ilTachanun.

Tornando al concetto di "Lev Nishbar", anche questo atteggiamento non è adatto a determinati giorni considerati particolarmente gioiosi. Pertanto in tali giorni si evita di recitare il Tachanun.

Tornando ad Adar ...

Nei giorni di Adar Alef abbiamo quindi i giorni di Purim Qatan e Purim Shushan Qatan, rispettivamente il 14 e il 15 di Adar Alef che sono considerati particolarmente gioiosi. Quindi non si recita in essi Tachanun.

Praticamente in ogni giorno in cui non si recita il tachanun, l'uso comune è di non recitarlo già da Minchàh della vigilia. [C'è un eccezione discussa riguardo a Pessach Shenì].

C'è chi dice inoltre che nei giorni di Purim Qatan sono da evitare anche digiuni e הספדים hespedim ~ discorsi funebri ל"ע. [Orach Chajim 697:1]

Inoltre c'è chi sostiene che è opportuno fare un pasto particolare per il 14 di Adar Alef, sia per chi festeggia Purim "normale" che per le città cinte di mura che festeggiano Purim Shushan; ma la cosa migliore è semplicemente abbondare nel pasto che già si fa durante il giorno. [Ramà Orach Chajim 697:1, Mishnàh Beruràh 697:4, Kaf HaChajim Sofer 697:8]. C'è chi sostiene che anche il 15 è bene fare un po' di abbondanza  [Kaf HaChajim Sofer 697:8 a nome del Levush e Eliahu Rabbàh]

Quando capita di Shabbat

Quando capita di Shabbat, come quest'anno il 5771 ('11), allora anzichè dire i versetti di צדקתך "Tzidqatekhà" a Minchàh, si recita "Yehì Shem". [Kaf HaChajim Sofer Orach Chajim 697:3]

P.s. Sicuramente non si legge 'al HaNissim in alcun caso, poichè è dipendente dalla Meghillàh, che non si legge ad Adar Alef. [Kaf HaChajim Sofer Orach Chajim 697:2]

Shabbat Shalom & Purim Qatan Sameach

Non essere come Qorach e la sua compagnia

Abbiamo un, purtroppo poco noto, divieto esplicito nella Toràh di non comportarsi come Qorach e la sua compagnia.

La storia di Qorach in breve

La storia di Qorach è raccontata nel libro di Bemidbar, all'inizio della Parashàh di Qorach.

Riassumiamola in poche righe. Qorach è uno dei massimi esponenti del popolo ebraico. Chakham di grandezza enorme, giunto a livello di Ruach HaQodesh (riassumibile forse come connessione con HaQadosh Barukh Hu), decide di opporsi a Moshèh. Non lo fa direttamente, perchè sa che non potrebbe aver successo. Lo fa quindi indirettamente, attaccando la figura del Kohen Gadol.

Chiede indirettamente: com'è possibile che Moshèh sia il מלך "Melekh" ~ re (perchè questo era, anche se non con questo nome), e suo fratello Aharon il Kohen Gadol? Forse è una "questione di famiglia"?

Ma la domanda diretta è un'altra: tutti siamo Qedoshim (~ santi, distinti)! Quindi perchè non tutti possiamo essere Kohanim Ghedolim?

Per fare questa opposizione, riesce a convincere 250 tra i "grandi" ad unirsi a lui. Oltre a loro abbiamo due figure, Datan & Aviram, che avevano più intenzione polemica che "ideologica".

Si scopre poi che effettivamente la loro domanda diretta non è ciò che pensano, poichè Moshèh spiega che non è possibile che tutti siano Kohanim Ghedolim, ma uno soltanto. Però è possibile fare una prova per vedere  chi è scelto da HaQadosh Barukh Hu per il ruolo... Tutti decidono di mettersi alla prova... e l'opposizione continua, nonostante in forma miracolosa si sia dimostrato che Aharon è il prescelto come Kohen Gadol!

Si rivela pertanto agli occhi di tutti che l'intenzione della congrega non è quella del principio, che può essere anche giusto, che è stato dichiarato... Ma solo quella di "ribellarsi", anche se con un possibile buon motivo.

Al che è avvenuto un miracolo mai avvenuto nella storia, la terra si è aperta come una bocca, ed ha "mangiato" esattamente le 253 persone coinvolte nella "congiura di Qorach" nel posto in cui si trovavano, con i loro beni, davanti agli occhi di tutti.

Come avrebbero dovuto fare?
Se una persona ha una causa da portare avanti come dovrebbe fare? Spesso capita. Ed è importante combattere per le proprie cause. Ma bisogna sapere come portarla avanti. La Toràh HaQedoshàh con le sue Mizwot relative ai rapporti interpersonali (Ben Adam LaChaverò) ci illustra tutti i passi. Tra questi troviamo il non aumentare la polemica davanti alle persone. Non aiuta se non ad aumentare (a) l'odio gratuito, poichè solitamente le persone "incuriosite" aumentano e ognuno dice la sua, pur non sapendo bene com'è stata la dinamica, (b) la reçhilut, traducibile come pettegolezzo, anche se non cambiano le cose rispetto a ciò che sono (cosa che avviene più che spesso), (c)  il Lashon HaR'à cioè la maldicenza per la persona, e non per l'idea rivestita... Il Lashon HaR'à è un divieto su questioni vere - se si aggiunge anche qualche menzogna è peggio... E questi solo per illustrare alcune delle conseguenze. Quindi colui che ha iniziato questa polemica cos'ha guadagnato? Solo di alzare un polverone contro questa persona. E di solito i polveroni non servono nella pratica.

Ma almeno io ho espresso le mie idee...

E' legittimo esprimere le proprie idee, ma bisogna sapere come. Se Qorach avesse parlato direttamente a Moshèh Rabbenu ע"ה non davanti agli occhi di tutti e senza coinvolgere altre persone, le cose sarebbero andate sicuramente in modo diverso e più proficuo.

Se effettivamente il motivo di esprimere le idee non è fine a "far sentire soltanto la mia voce", ma a migliorare, è chiaro che è meglio puntare su un metodo più efficace.

Portare le polemiche in piazza di solito è utile solo a fare scalpore e a chi è alla ricerca "della notizia"! Ma non a sistemare effettivamente le cose.

Dicendo invece le cose direttamente all'interessato da parte, si riescono ad ottenere risultati concreti. Se poi non è possibile in tal modo si deve verificare come migliorare la questione. I metodi non mancano. Se poi non è possibile altrimenti, e si sono provate tutte le vie, ed è sicuro che c'è miglioramento discutendone effettivamente, solo allora si può parlare in pubblico.

Molto spesso inoltre, le persone vogliono coinvolgersi nella situazione, per far sapere anche la loro opinione. Cosa aiuta? Solitamente danneggia soltanto, perchè la questione ha maggiore risonanza, e solitamente poi la cosa viene anche sfruttata da persone che magari sono un po' meno in buona fede.

Qorach poteva avere buoni motivi... Ma Datan e Aviram sicuramente erano un po' meno idealisti, come testimoniato nei Tehillim. La questione era sollevare un polverone contro Moshèh. In ogni "ribellione" contro Moshèh loro ci sono: sono loro che dicono al Faraone dell'uccisione dell'egiziano quando erano in Egitto, sono loro che fanno la voce contraria quando sono sul Yam Suf "meglio tornare in Egitto, ma dove ci stai portando?", sono loro che scatenano diverse sommosse... e qui giungono alla fine.

Non bisogna dare adito a queste polemiche.

In generale il divieto della Toràh di non essere come Qorach e la sua congrega riguarda tutti i casi in cui si effettua una polemica. Ma non solo quando la si effettua: anche quando la si alimenta.

Spesso è possibile "tranciare" le polemiche semplicemente non rispondendo, oppure senza dare troppo peso alla cosa. Altre volte portando da parte il polemico o il polemizzato e parlargli della gravità della questione.

Ogni persona che aggiunge alla polemica, portando così maggior risalto alla cosa, deve rendersi conto che non migliora la situazione, ma la peggiora soltanto. La questione non dev'essere polemizzare, ma portare fine e miglioramento alla situazione.  Ogni persona che aggiunge - diventa anche lui partecipe alla polemica e si rende parte della "congrega".

Se non è possibile fare nulla - allontanarsi è meglio, così che il polemico capisca che non è seguito, e smetta... E se anche non smette, almeno non si aggiunge altra legna sul fuoco...

La questione è una sola: RIFLETTIAMO PRIMA DI AGIRE - è possibile che lo sdegno sia tale che non è possibile trattenersi... Ma forse non stiamo facendo anche noi danno? Non per forza allo stesso livello di chi ha provocato il motivo della polemica, ma comunque perchè aggiungere DANNO AL DANNO?

PENSIAMO EFFETTIVAMENTE SE C'E' UTILITA' NELLA COSA...

Non comportiamoci come Qorach.

On ben Pellet

L'unico a salvarsi di tutta la congiura di Qorach è stato On ben Pellet.

Come?

Lui faceva parte della congiura, ma sua moglie era contraria. Gli ha detto - sia che "vinca" l'uno che l'altro, in ogni caso tu non hai utilità... Non hai nessun guadagno. Stattene a casa e non aumentare le polemiche.

Chiaramente On ben Pellet non voleva stare a sentire la moglie...

Ma lei è stata più furba. Gli ha dato da mangiare pesante, l'ha fatto addormentare, e si è messa sulla porta della tenda a capo scoperto così che nessuno entrasse (poichè una donna sposata dovrebbe coprirsi la testa, almeno in luoghi pubblici o in generale dinnanzi ad estranei).

Così la rivolta ha preso atto e On ben Pellet dormiva...

La saggezza di sua moglie l'ha salvato... con cosa? un RAGIONAMENTO SEMPLICE: AIUTA QUALCOSA FARE POLEMICA?

Yehi Ratzon che possiamo imparare presto ad evitare di entrare in questi campi di polemica.

 [Alcune Fonti del divieto: Bamidbar 17, 5 - riportato come divieto esplicitamente su questioni di Machloqet polemica in Sanhedrin 110 'amud alef; riportato poi dal Rambam ז"ל nel Sefer HaMizwot (L_av 45) Sefer HaMizwot Gadol (Lo Ta'asèh 157), da Rabbenu Yonàh (Sha'ar 3 Mamar 58) e dal Chafetz Chajim (Laavin 12).]

Bonjour Finesse!

Tutti quanti da bambini abbiamo sentito papà e mamma che ci hanno detto di non dire parolacce.

Tutti i genitori dicono ai figli di non dire parolacce, stanno attenti che non le sentano a casa, alla televisione, a scuola.

Ognuno secondo quanto riesce a controllare la situazione.

Poi qualcosa cambia...

Perchè quando si è bambini è considerato un MALE dire parolacce e poi addirittura "è bello di brutto", per non utilizzare esclamazioni più volgari?

E' ovvio per tutti che dire le parolacce non sia una cosa corretta.

Spesso lo Yetzer HaR'à, rivestito da società, compagni, abitudine, ci dice che invece è una bella cosa.


Ci sono diversi aspetti per cui è abbastanza sensato smettere (o meglio non iniziare) ad utilizzare un linguaggio scurrile, alcuni più conosciuti, altri meno. Sicuramente non parleremo di tutti i motivi, ma possiamo prenderne in considerazione alcuni:

a. E' logicamente un male dire parolacce. Solitamente il comportamento che ogni genitore vorrebbe dal figlio quando è ancora bambino si avvicina di più alla correttezza. Proprio perchè il bambino è più puro, ogni genitore sano vuole cercare di mantenerlo quanto più a lungo possibile in questo modo. Non c'è molto da obiettare su questo punto.
b. Cosa c'è dietro la parola? Se una persona si mettesse un attimo solo a pensare cosa significa esattamente quella parola, difficilmente la ripeterebbe, almeno per la vergogna. Spesso parliamo di parole di cui molti, pur sapendo il significato, ne intendono un altro. Perchè non utilizzare le parole nel loro vero significato?
c. Ma Che ci perdo? Potrebbe anche essere corretto che è un intrinseco male dire parolacce, che effettivamente sto sporcando la mia bocca dicendo cose di cui se ci ragiono un attimo mi vergogno di averle dette. Ma tanto che ci perdo?

Ci si perdono diverse cose, alcune logiche, altre riportate da fonti; mentre sulle prime oggigiorno forse si può discutere di più, poichè spesso la figura del "bravo ragazzo" è considerata "obsoleta" come minimo, sulle seconde non c'è molto da dire - sono garantite dal Talmud. Abbiamo una mezza facciata di talmud almeno sull' עון של נבלות פה 'avon shel Navlut Peh cioè il peccato di "sporcare la bocca" con parole e concetti poco idonei. Non riporto tutto ciò che dice la ghemarà, ma cito solo un elemento: "Dice Rav Chanan Bar Abbà ... chiunque "sporchi la sua bocca" persino se gli è stato sigillato un גזר דין Ghezar Din ~ Giudizio di 70 anni di cose buone, si trasformano in male", chas veshalom.

Predica? No grazie!
Ora, chas veshalom, nessuno ha intenzione di "fare la predica", non è mai stato lo scopo di nessun post del blog; e tantomeno quello di fare una "politica del terrore", che in campo ebraico dei Chakhamim ז"ל veri e propri che non la approvano, anche SE SPESSO GLI E' STATA MESSA IN BOCCA DA ALTRI, a volte anche in buona fede, ma principalmente in seguito al paragone con politiche del genere utilizzate da altre entità, estranee a quelle ebraiche.

Se vedessimo un bambino che mette le dita nella presa elettrica non lo fermeremmo forse? Ma il bambino non ci vede nulla di male! Anzi, si sta divertendo. Una persona che non lo fermi è considerabile come minimo un irresponsabile, se non quasi un assassino. Perchè? Perchè mettere le dita nella presa elettrica può essere un pericolo mortale.

Come ci sono dei rischi fisici, ci sono anche dei rischi spirituali. Solo che ci sono alcune differenze tra i primi e i secondi:

I primi si vedono spesso subito, con gli occhi "fisici". I secondi possono essere visti solo con occhi "spirituali", che bisogna con il tempo acquisire Be"H. Quindi possono risultare in alcuni casi, almeno per chi non ha ancora acquisito questo genere di vista "sproporzionati".

Ma le cose non stanno così. Ritorniamo ai rischi fisici. Anche questi non sempre si vedono, ma dipendono spesso dalla conoscenza! Vedendo una presa elettrica, sembra innocua, addirittura forse anche invitante (almeno per un bambino) come posto per infilare le dita. D'altra parte chi "sa" che dietro la presa c'è la corrente, e che quest'ultima è pericolosa capisce bene le conseguenze delle cose.

Nessuno sano di mente direbbe che non è "proporzionale" la conseguenza del mettere le dita nella presa con l'azione stessa. Perchè? Perchè tutti sanno che è una diretta conseguenza - ci sono delle leggi della Natura contro cui non si può andare.

Chiaro e corretto. Ciò che spesso rischiamo - chas veshalom - di dimenticare chi ha fissato le leggi della Natura: הקדוש ברוך  הוא HaQadosh Barukh Hu ~ Il Santo Benedetto Egli Sia.  E come ha fissato delle leggi della Natura FISICHE così ci sono delle leggi della Natura SPIRITUALI.

Esattamente come l'elettricità non è possibile vederla se non attraverso modi particolari (per esempio attaccando all'interruttore un apparecchio elettrico, primo tra tutte la lampadina) e l'unico modo per sapere che c'è senza provarlo è studiarlo a sè. Le conseguenze delle azioni spiritualmente funzionano nello stesso modo: non è possibile vederli in modo diretto, a meno che una persona non abbia strumenti particolari, come il Ruach HaQodesh [senza entrare nel merito in dettaglio è forse possibile spiegarlo in poche parole come il collegamento "diretto" con HaQadosh Barukh Hu] o simili. In altri casi bisogna studiarselo... Perchè i chakhamim ז"ל ci rivelano anche le leggi della Natura SPIRITUALI.

Queste leggi della Natura SPIRITUALI hanno una particolarità - sono strumenti per comprendere meglio l'entità delle cose, designate direttamente dal Creatore secondo un principio di Middàh Keneghed Middàh. Il principio di Middàh Keneghed Middàh è solitamente tradotto come principio del contrappasso. Il principio generale consiste nel far sì che le cose che mi circondano si comportino in modo simile al mio, così da darmi la possibilità di comprendere l'entità delle mie azioni, sia nel bene che nel meglio. Se analizzo quindi le conseguenze spirituali delle mie azioni posso comprendere che entità abbiano. Ma proviamo a capire meglio questo importante concetto attraverso la spiegazione della conseguenza del נבלות פה "Navlut Peh" ~ "sporcare la bocca".

Allora ritorniamo al punto...

Abbiamo visto che la ghemarà (Shabbat daf 33 'amud alef) dice "Dice Rav Chanan Bar Abbà ... chiunque "sporchi la sua bocca" persino se gli è stato sigillato un גזר דין Ghezar Din ~ Giudizio di 70 anni di cose buone, si trasformano in male", chas veshalom. Dobbiamo capire - che ragionamento abbiamo qui dietro?

a. Non si parla di un גזר דין Ghezar Din ~ Giudizio in ballo, ma di uno già decretato.

b. Si tratta di 70 anni, quindi quella che può essere tutta la vita di una persona, come s'impara dal libro di Tehillim.

c. Abbiamo una trasformazione in male del Ghezar Din positivo.

Come mai potrebbe essere proporzionale?
Ora cerchiamo di comprendere. Esattamente come l'uomo anche gli animali hanno un נפש Nefesh, livello di base dell'anima. La principale caratteristica per cui l'uomo si distingue dagli animali è il livello spirituale, caratterizzato dalla נשמה Neshamàh. La Neshamàh è un livello di anima che ci permette di formulare discorsi e concetti. Gli animali possono effettuare una שיחה Sichàh ~ una chiacchierata, ma non sono in grado di formulare concetti nuovi ed esprimerli. Quindi la caratteristica principale dell'uomo è la Neshamàh, che consiste nella capacità di parlare effettivamente.

Ora proviamo a considerare quali utilizzi può avere questo incredibile strumento: la parola. Se pensiamo anche al solo sviluppo della civiltà ce ne stupiamo.

Ora possiamo capire che questo strumento può avere un fine superiore. Quello di essere utilizzato per elevarsi e fare del bene all'Uomo stesso e a tutta l'Umanità!

Se utilizziamo questo strumento incredibile  (quello di parlare) per il fine opposto a ciò per cui è stato creato cosa stiamo facendo?

Semplicemente buttiamo via tutto il bene di una vita e lo trasformiamo in male.

Ecco che ora è molto più chiaro perchè c'è una conseguenza così gravosa alla nostra azione (parlare in modo inadeguato dicendo parolacce). Perchè questo è il significato intrinseco dell'azione.

In pratica...

Dopo aver capito quanto sia importante stare attenti a come si usa il proprio linguaggio, è necessario capire che non è facile cambiarlo immediatamente.

In particolare chi è abituato utilizzare una parolaccia come intercalare, ha difficoltà a cambiare.

E' necessario farlo, ma gradualmente.

Un passo alla volta.

Il primo da fare è rendersi conto della situazione e cominciare a capire quali siano i termini da eliminare.

Il secondo è cercare dei termini sostitutivi che non abbiano un'accezione così negativa; se hanno un'associazione fonetica spesso è anche più semplice.

Faccio alcuni esempi: "cavolo", "caspita", "corpo d'una balena", "per mille bombarde" e simili.

Alcune note importanti in brevissima

IMPORTANTE notare che bisogna evitare espressioni che cominciano con "PER..." che solitamente ricordano nomi di forme d'idolatria, che sono vietate da nominare.

IMPORTANTE inoltre sapere che HQB"H non ha lo scopo di punire, ma quello di educare. Quindi se una persona ancora non riesce ad abituarsi immediatamente è un problema, ma fino ad un certo punto. E' VIETATO FARSI SENSI DI COLPA. Non è una cosa ebraica. ED E' NEGATIVA E AUTODISTRUTTIVA. E' una tecnica dello YETZER HAR'A!

Godersi Shabbat Qodesh: mangiare, bere e dormire...

Ogni Shabbat abbiamo la possibilità di compiere molteplici Mizwot, tra cui la Mizwàh di 'Oneg Shabbat.

Il concetto di  עונג שבת 'Oneg Shabbat non è di semplice traduzione, ma è forse possibile tradurlo come "godersi lo Shabbat".

Il compimento di questa Mizwàh porta tantissimi risultati positivi che sono riportati in Massekhet Shabbat 118 (cfr. articolo precedente).

L' 'Oneg Shabbat si applica in diversi modi - mangiando, bevendo, concedendosi dei piccoli sfizi, dormendo e simili. Questo genere di godimenti fisici si innalzano passando ad un livello spirituale, se compiuti con lo scopo di onorare Shabbat Qodesh.

Spesso si pensa che chi esegue le mizwot senza avere l'intenzione che la sua azione sia completamente dedicata ad HaShem, al fine solo di fare la mizwàh e senza alcun ritorno personale, allora non compia la Mizwàh. E' un errore diffuso provocato da influenze non ebraiche. Infatti non è necessario che l'intenzione sia solo quella di onorare Shabbat Qodesh, anche se per chi ci riesce è sicuramente meglio, poichè la Mizwàh sale ancora di più livello.  Per compiere la mizwàh a livello base sono necessari solo 2 elementi: (1) l'intenzione di compiere la mizwàh stessa e (2) l'azione della Mizwàh. Quindi è più che sufficiente che una persona si riposi con l'intenzione di onorare Shabbat Qodesh, per aver già compiuto una Mizwàh.

Solo per il fatto di mangiare e bere durante Shabbat Qodesh si possono guadagnare tantissime mizwot; sempre a condizione che oltre all'atto, ci sia anche l'intenzione di compiere una Mizwàh. Enumero qui alcune Mizwot tra le più evidenti e conosciute (anche se talvolta dimenticate):
  1. La Mizwàh di 'Oneg Shabbat. Per ogni cosa mangiata, bevuta da cui ho avuto un godimento qualsiasi.
  2. Aumentare il numero di Berakhot prima di mangiare. Ogni berakhàh in sè è una mizwàh midivrè sofrim (cioè non esplicitata direttamente nel testo della Toràh Scritta).
  3. Aumento del numero di Berakhot dopo aver mangiato. In particolare la birkat HaMazon, nel caso si sia consumata oltre un kabetzàh di pane (circa 54-58 grammi) è una mizwàh deoraita (cioè scritta esplicitamente nella Toràh).
  4. Possibilità di arrivare alle 100 berakhot giornaliere, cifra che dovremmo raggiungere ogni giorno, solo che nei giorni feriali è più facile poichè abbiamo un maggior numero di berakhot nell''amidàh, ma di Shabbat Qodesh ce ne sono di meno(19 berakhot dei giorni feriali contro 7 durante shabbat, il tutto da moltiplicarsi per il numero delle tefillot) .
  5. 3 Se'udot. Ogni Shabbat Qodesh è mizwàh mangiare 3 pasti, preferibilmente tutti a base di almeno un kabetzàh di pane (circa 54-58 grammi). Nel caso di necessità, è possibile facilitare per il 3° pasto, con almeno un kezait (circa 30 grammi) di dolciumi o se proprio necessario frutta. Rimando ad articolo precedente.
  6. Mangiare almeno 2 tipi di cibo cucinato per pasto. (Mishnàh Beruràh 242:2 a nome del Rav Maghen Avraham in base allo Zohar HaQadosh).
  7. Mangiare pesci. A meno che non piacciano, allora in tal caso non c'è mizwàh. (Baher Hetev 242:1, Mishnàh Beruràh 242:2).
  8. Mangiare cibi a base di carne. E' tra i godimenti di Shabbat Qodesh, poichè rende il pasto "festivo". Chiaramente esattamente come per il resto - se non piace non c'è mizwàh a mangiarla.
  9. Bere vino. O almeno succo d'uva, anch'esso considerato tra i godimenti "canonici". Anche qui vale la regola del "non-piace".
  10. Mizwàh di assaggiare da tutti i cibi presenti sul tavolo. Chiamata To'amèah Chajim Zakhù, a condizione che siano cibi che non dispiacciano.
  11. La Mizwàh di accompagnare il pasto con un devar Toràh. Da applicare ad ogni pasto ogni singolo giorno, anche se soli, è sufficiente anche solo un versetto, una mishnàh o una piccola halakhàh.
Forse qualcuno si chiederà perchè ho messo nella lista alcune descrizioni (come quella della Se'udàh Shelishit) che sono quasi alla stregua di opinioni che non sono considerate a priori oppure a cui è possibile semplicemente aggiungere qualcosa di "piccolo" per fare un enorme salto di qualità. Il ragionamento generale è sempre lo stesso. E' necessario applicarsi per alzare il proprio livello gradualmente, cominciando dal minimo e rendendolo fisso, abituandosi alla cosa; sapendo che queste cose, anche solo singolarmente, possiedono già un livello incredibile. Chiaramente è sempre possibile alzare il livello, ma è necessario farlo gradualmente. Piano piano poi si può alzare il tasso di applicazione, ma se si vogliono direttamente applicare le mizwot al massimo livello, che sta ben oltre a quello in cui ci troviamo, la conseguenza è ovvia - una persona non ce la fa, poichè non è ancora giunta a tale livello, è non applica neppure il minimo. Meglio minimo e duraturo, che tanto ma non duraturo. Specie visto che il minimo sale piano piano.

Bisogna ricordare inoltre, che il fine principale di Shabbat Qodesh non è mangiare e dormire, ma godersi lo Shabbat, per poter applicare ancora meglio Toràh e Mizwot. In particolare lo Yerushalmi riporta che non sono stati concessi Shabbat e Yom Tov se non per aumentare lo studio di Toràh HaQedoshàh. Tutta la settimana, durante la frenesia quotidiana, può essere maggiormente difficile applicarsi nello studio. Shabbat Qodesh, libero da impegni, è possibile dedicarlo maggiormente a ciò. Oggigiorno abbiamo ב"ה testi in diverse lingue, e chi avesse difficoltà a trovarne in italiano perchè sa solo quello ha disponibilità di almeno diversi blog da cui stampare divrè Toràh (stando poi attenti a riporli in ghenizà laddove necessario).

Aggiungo inoltre una piccola nota - il merito relativo a chi studia Toràh durante Shabbat Qodesh è amplificato di 1000 volte rispetto a quello dei giorni feriali. Questo non significa che non bisogna applicarsi nei giorni feriali, poichè comunque si perderebbe lo studio e la gioia derivata dallo studio stesso di tali tempi, ma è principalmente un buon incentivo per applicarsi di più durante Shabbat Qodesh. Inoltre, per chi impara davvero a studiare, sa già che il godimento principale di Shambbat Qodesh è proprio quello.

Shabbat Shalom

...E' davvero solo una questione di FORMALITA'??

Un giorno Moshèh ha visto il suo amico Ya'aqov e gli ha chiesto il suo numero di cellulare...

Qualche giorno dopo si sono rivisti e Moshèh ha chiesto a Ya'aqov del perchè non gli ha mai risposto.

Ya'aqov sorpreso, ha detto che non ha mai ricevuto alcuna chiamata. Al che controlla il cellulare meglio per verificare e vede che non c'è alcuna chiamata non risposta. E gli dice che forse si è sbagliato!

A quel punto Moshèh gli fa vedere il cellulare, con 20 chiamate effettuate a nome di Ya'aqov. Ya'aqov stupito, si pone qualche domanda... lo vede con i suoi occhi - l'amico ha provato a chiamarlo 20 volte... ma lui è sicuro di non aver ricevuto alcuna chiamata...

perplesso, suppone forse che il suo cellulare spesso non prenda... anche se sembra strano... quindi prova a vedere gli orari delle chiamate dal telefono di Moshèh.

Nel mentre sbuca fuori il numero di telefono associato al suo nominativo - non è il suo!

"Moshèh! Questo non è il mio numero! hai sbagliato un sacco di cifre ..."

"Ma Ya'aqov è quello che mi hai dato... solo che andavo di fretta, allora ho tentato di scriverlo come potevo, ma tanto era una PICCOLA FORMALITA'..."



Chiunque si rende conto che la reazione di Moshèh è assurda... Senza avere un numero di telefono corretto, non è possibile raggiungere il destinatario... è vero, sono piccole formalità, ma ciò non toglie che facciano la differenza!


Molto spesso si sente dire che il דקדוק בהלכה Diqduq BaHalakhàh cioè lo stare attenti ai dettagli delle Halakhot (norme) è una formalità e che comunque HQB"H capisce tutto e vede nei nostri cuori.

Il ragionamento è vero, ma molto falso allo stesso tempo.

Mi spiego meglio. Questo ragionamento parte dal presupposto che in qualche forma HQB"H abbia bisogno di queste formalità! In tal caso, capendo Lui ogni cosa (cosa verissima) non ne ha necessità.

Il problema è che il ragionamento, se ci soffermiamo qualche istante, è assurdo. Per un semplice motivo:

HQB"H non ha necessità delle Mizwot, ma siamo NOI ad averne bisogno!

Illustriamo meglio la cosa - HQB"H può tutto e non ha necessità di nulla. Quindi non ha necessità delle Mizwot.

Quindi resta da capire perchè darci le Mizwot - se non è lui ad averne necessità automaticamente il "soggetto" delle mizwot siamo noi. Attraverso la Sua Visione da Creatore, che sa bene come funzioniamo, ci dà mizwot comprese di dettagli, codificati in forma di halakhot, affinchè noi possiamo "comporre il giusto numero" per arrivare al destinatario; per farci "Funzionare Meglio"!

E' vero che il destinatario in questo caso non ha alcuna necessità di "essere chiamato", ma queste sono le istruzioni per chi "chiama", per funzionare correttamente, nel modo migliore. Sono istruzioni che il "destinatario", in veste di CREATORE (quindi sapendo esattamente di cos'ha necessità la CREATURA, cioè l'Uomo) ci ha dato! Per NOSTRA utilità non sua.

Quindi dire che le halakhot siano piccole formalità non necessarie è un ragionamento assurdo al pari della reazione di chi segna le piccole formalità del numero di telefono errato!

Il Digiuno del 10 di Tevet - Halakhot in brevissima

Il digiuno del 10 di Tevet è uno dei digiuni pubblici principali, fissato poiché è la data in cui è stata fatta una breccia alle mura di Yerushalaim תובב"א, e per altri motivi a cui rimando a precedente articolo.

Il 10 di Tevet è l'unico digiuno pubblico che può cadere la vigilia di Shabbat Qodesh e concludersi durante Shabbat stesso, come capiterà quest'anno (5771) domani בס"ד.

La durata del digiuno è da quando si va a dormire la sera prima fino all'uscita delle stelle. Mi spiego meglio - la durata effettiva del digiuno è dall'alba all'uscita stelle, ma in realtà, a meno che una persona non dica esplicitamente prima di andare a dormire che nel caso si svegli prima dell'alba possa mangiare, gli è vietato mangiare, poichè è come se avesse iniziato il digiuno da quando è andato a dormire. Gli ashkenaziti sono soliti facilitare riguardo al bere prima dell'alba, nel caso in cui si sia soliti bere la mattina, anche senza dirlo esplicitamente. Per gli orari rimando a questo link.

Il digiuno riguarda tutti gli ebrei, uomini e donne in età halakhicamente adulta (rispettivamente oltre 13 e 12 anni), tranne coloro che appartengono a categorie di persone che non possono digiunare. A questo proposito rimando ad halakhot di maggior dettaglio.

Nel caso una persona abbia dimenticato il digiuno ed abbia mangiato deve comunque evitare di continuare a mangiare. Se sia necessario digiunare un altro digiuno al posto di tale giorno (nonostante si debba completare) è un altro argomento cui rimando ad halakhot di maggior dettaglio.

Nella Teffillàh abbiamo delle aggiunte: 'Anenu nella 'amidàh - che recita solo chi digiuna, tachanunim aggiunti dopo la 'amidàh a shacharit e l'aggiunta di un salmo che segue il Shir shel Yom. A Minchàh, se recitata dopo Pelag haMinchàh, cioè 75 minuti zemaniot prima di sera, abbiamo anche la birkat Kohanim aggiunta. A Minchàh quando capita prima di Shabbat non si recita Tachanun.

Nel caso termini la sera di Shabbat, è opportuno pregare 'arvit presto, così da non digiunare più del necessario durante Shabbat Qodesh.

E' bene aggiungere studio di Toràh e applicazione delle Mizwot nel giorno in cui si digiuna, poichè il digiuno non è fine a se stesso, anche se obbligatorio.

Tzom Qal

Parashat Noach - Introduzione del Rambam alle 7 Mizwot Benè Noach

[Quest'articolo è dedicato alla refuà shelemmàh shel kol cholè 'am Israel]

Eccoci giunti nella settimana della parashat Noach.

E' risaputo che in questa parashàh si tratta anche delle 7 mizwot dei Benè Noach, cioè di tutti i figli di Noach, esclusi coloro che accettavano su di sè le 613 mizwot, come Avraham Avinu ע"ה e altri ancora. Dai tempi di Moshèh Rabbenu ע"ה, in particolare da quando si è formato effettivamente il popolo di 'am Israel attraverso la ricezione delle mizwot, abbiamo una distinzione. Il popolo ebraico eredita su di sè la ricezione delle 613 mizwot, mentre tutti gli altri sono considerati Benè Noach ed hanno l'obbligo sulle 7 mizwot; nel caso vogliano cambiare il proprio status, possono effettuare il ghiur, cioè il processo di conversione.

Riporto a questo merito parte di ciò che comincia a dire il Rambam ז"ל come introduzione all'argomento, poco prima di entrare nella descrizione dettagliata di tutte le 7 mizwot Benè Noach alla fine del settimo capitolo delle Hilkhot Melakhim (Halakhot 10-11) [causa lunghezza del testo - riportando solo la parte inerente al nostro discorso, ma è sempre buon uso vedersi le fonti complete]:
משה רבינו לא הנחיל התורה והמצות אלא לישראל. שנאמר מורשה קהלת יעקב. ולכל הרוצה להתגייר משאר האומות. שנאמר ככם כגר. אבל מי שלא רצה אין כופין אותו לקבל תורה ומצות. וכן צוה משה רבינו מפי הגבורה לכוף את כל באי העולם לקבל מצות שנצטוו בני נח. וכו': 
(Halakhàh 10) Moshèh Rabbenu non ha lasciato in eredità la Toràh e le mizwot se non a Israael, com'è detto "Morashàh Qehillat Ya'aqov" ~ "Eredità della comunità di Ya'aqov", e ognuno che voglia convertirsi degli altri popoli..., ma chi non vuole non lo si obbliga a ricevere la Toràh e le mizwot. E allo stesso modo ha comandato Moshèh Rabbenu a nome di Hashem di obbligare ogni persona sulla terra di ricevere su di sè le mizwot cui sono stati comandati i benè Noach...

כל המקבל שבע מצות ונזהר לעשותן הרי זה מחסידי אומות העולם. ויש לו חלק לעולם הבא. והוא שיקבל אותן ויעשה אותן מפני שצוה בהן הקב''ה בתורה והודיענו על ידי משה רבינו שבני נח מקודם נצטוו בהן. אבל אם עשאן מפני הכרע הדעת אין זה גר תושב ואינו מחסידי אומות העולם ולא מחכמיהם:

(Halakhàh 11) Ognuno che riceve su di sè le sette mizwot benè Noach e stà attento a compierle è considerato tra i "Chassidè Ummot Ha'olam" cioè tra i Pii delle popolazioni dell'Universo, ed ha una parte nell' 'Olam Ha-Bà. E ciò vale se le riceve e le compie poichè sono state comandate da HaQadosh Barukh Hu nella Toràh e ci è stato reso noto attraverso Moshèh Rabbenu che  i Benè Noach hanno ricevuto questi comandamenti, ma se l'ha fatto solo per un motivo intellettuale non è considerato un Gher Toshav e non fa parte dei "Chassidè Ummot Ha'Olam" e dei suoi saggi.
I punti che voglio toccare in questo momento sono soltanto 2:
  1. Compiere le mizwot a seconda di ciò che si è. Tutte le altre popolazioni hanno l'obbligo di convertire gli altri al proprio credo, talvolta anche forzatamente. Noi B"H IS"L non abbiamo bisogno di ciò poichè ognuno riceve le mizwot a seconda di ciò che è, delle potenzialità che ha da sviluppare. Lehavdil, è esattamente come un cellulare - più ha funzioni, più il manuale d'istruzioni completo sarà voluminoso. Di base i benè Noach hanno determinate potenzialità, e devono sfruttarle necessariamente; per fare ciò hanno ricevuto le sette mizwot benè Noach. I Benè Israel, avendo potenzialità differenti devono cercare di sfruttarle con ancora più istruzioni; così facendo ognuno porta in atto le proprie potenzialità. Nel caso in cui un ben Noach desideri, può accettare su di sè, secondo i principi del ghiur, tutte le 613 mizwot e così facendo deve sapere che è passibile anche delle pene aggiunte, come la pena di morte nel caso di non osservanza dello Shabbat. Non è assolutamente necessario avere nuovi gherim che non osservano le mizwot, poichè è sufficiente loro che osservino le 7 mizwot benè Noach. Uno degli scopi è non aumentare peccati - se una persona disubbidisce a 7 volontà divine è grave, ma ancora più grave è disubbidire a 613.
  2. Mizwot - Volontà Divina. Un ben Noach che osserva tutte le mizwot non per comando Divino, ma solo per motivi etici, intelletuali, politici o altro non è considerato: (a) accettante le 7 mizwot benè Noach, perdendo il titolo di "Gher Toshav", poichè non le ha accettate come Volontà Divina, ma per suoi motivi personali, (b) rispettante le 7 mizwot benè Noach, perdendo così il titolo di "Chassid Ummot Ha'Olam" e ciò per definizione poichè il termine "Mizwot" significa precetti, comandi, direttamente da Ha-Qadosh Barukh Hu. Di conseguenza se non vengono accettati e compiuti come tali le azioni non recano su di sè il termine "Mizwot".  Ci sarebbe forse da estendere il discorso, ma credo sia sufficiente al momento.
Da ciò ogni persona può ragionare su sè stesso e sul ruolo che ha. Queste frasi sui Benè Noach non sono limitate a loro soltanto chiaramente, poichè il ragionamento è valido per tutti.

Be"H che verremmo tutti messi sul giusto cammino, cercando di compiere la Sua Volontà nel migliore dei modi.

Shabbat Shalom