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Le mani, a posto!


720. Non sul mento. Quando prega, non metta la mano sul mento perché è un atteggiamento dei Gassè HaRuach ~Palloni gonfiati”. (Ramà ז"ל Orach Chajim 97:1, vedi Berur Halakhà 97:3) E c’è chi dice che non si faccia anche quando non si prega, perché comunque non è un buon atteggiamento. (vedi Halakhàh Beruràh 97:1)

721. Chazanim. E’ permesso per un Chazan ~ Ufficiante che vuole far sentire la sua voce e mette la mano sotto il mento per aiutarsi a cantare,  poiché la sua intenzione non è quella di “atteggiarsi”, ma quella di cantare meglio. Ma anche al Chazan è vietato farlo se non quando canta. (vedi Mishnàh Beruràh 97:2)

E’ possibile pregare con i pantaloncini corti? E con le maniche corte?

371. Pantaloncini. Anche in un luogo in cui sono soliti tutti andare in pantaloncini, e così si presentano anche davanti a persone importanti, non è opportuno che preghino la 'amidàh così. In ogni caso, se gli è difficile andare a cambiarsi, in base alla regola stretta (me’iqqar hadin) possono pregare così. (Halakhàh Beruràh 91:4)

372. Chazan. Un Chazan ~ ufficiante in ogni caso non preghi davanti al pubblico quando ha i pantaloncini. E così anche quando ha le maniche corte, a meno che la manica non arrivi fino al gomito. Pertanto si avvolga il tallit, e poi faccia il Chazan (così da coprirsi) (Halakhàh Beruràh 91:4, vedi Berur Halakhàh 53:18)

Le birkot HaShachar le posso leggere sia a casa che al bet hakenesset?

241. Le birkot HaShachar si recitano solo una volta al giorno, e non si recitino due; quindi chi le benedice a casa propria non le benedica al bet hakenesset e così chi benedice al bet hakenesset non benedica a casa tua. (cfr. Ramà Orach Chajim 6:3)

242. Anche il חזן Chazan ~ ufficiante che ha benedetto a casa non ripeta le berakhot al bet hakenesset, perchè tutti oggi sono esperti  nel leggere le berakhot, e quindi ognuno benedice per conto suo. (Mishnàh Beruràh 6:10)

2H4D - Tefillàh - VeTen Tal uMatar (2) - cosa fa un abitante di Eretz Israel che va all'estero?

125. Un abitante di Eretz Israel che è uscito fuori da Eretz Israel dopo la festa di Sukkot prima del 7 di Marçheshvan nel caso (a) si sia trasferito completamente (b) oppure rimane per un anno con moglie e figli (se ne ha) chieda VeTen Tal uMatar (cfr. 123) come nel luogo in cui si trova, quindi 60 giorni dopo la Tequfàh (cfr. 123). (Halakhàh Beruràh 117:8)

126. Se è arrivato prima del 7 di Marçheshvan ed ha intenzione di tornare in Eretz Israel durante l'anno, oppure ha lasciato moglie e figli in Eretz Israel, comincia a chiedere la pioggia dal 7 di Marçheshvan nella berakhàh di שמע קולנו Shem'a Qolenu prima delle parole כי אתה שומע תפילת כל פה "Ki Attàh Shome'a Tefillàt Qol Pèh" dicendo ותן טל ומטר לברכה "VeTen Tal uMatar Livrakhàh" (ma se l'ha dimenticato non torna); e dal 60° giorno della Tequfàh comincia a chiedere nella berakhàh di barekh 'alenu come tutti gli altri. (Halakhàh Beruràh 117:8)

127. E' arrivato dopo il 7 di Marçheshvan - se si è trasferito completamente interrompe dal recitare e si comporta come una persona che abita in modo fisso all'estero. Altrimenti continua normalmente a recitare la richiesta in Barekh 'alenu. (Halakhàh Beruràh 117:8)

128. Chazan. Se un abitante di Eretz Israel è arrivato dopo il 7 di Marçheshvan e gli hanno detto di fare da Chazan ~ ufficiante recita normalmente la 'amidàh sottovoce, mentre nella Chazaràh ~ ripetizione della 'amidàh fa una brevissima pausa nella berakhàh di Shem'à Qolenu  prima delle parole כי אתה שומע תפילת כל פה "Ki Attàh Shome'a Tefillàt Qol Pèh" dicendo sottovoce ותן טל ומטר לברכה "VeTen Tal uMatar Livrakhàh"  (Yalqut Yosef 1, 264 e Halakhàh Beruràh 117:8), mentre Maran HaChidà nel Birkè Yosef (Orach Chajim 117:8) e nel Qesher Gudal (16, 14) dice di non dire nulla nella ripetizione (e così dice anche il Kaf HaChajim Sofer 117:12).