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Come proteggersi dal Corona - Virus - il Gaon HaRav Chajim Kanievski שליט"א

Questo foglio è stato diffuso dal Gaon HaRav Chajim Kanievski שליט"א in merito a come proteggersi dal Corona - Virus.
Adar 5780
Riguardo al rischio di infezione del Corona Virus:
1. Rafforzarsi nell'evitare Lashon HaR'a ~ maldicenza e Rekhilut ~ pettegolezzi come riportato in 'Arakhin 15 che riguardo alla separazione tra moglie e marito la Toràh dice "risieda isolato"
(2) Rafforzarsi sull'umiltà ('Anavàh) e lasciar correre come scrive il Rosh ז"ל nel suo commento al termine di Horayot
(3) chi si rafforza il merito proteggerà lui stesso e la sua famiglia affinché non stia male nessuno di essi.

Chajim Kanievski

In merito ricordiamo a tutto il pubblico che è possibile entrare nel gruppo di studio di due halakhot al giorno riguardo al Lashon HaR'a e la Rekhilut su Whatsapp: https://chat.whatsapp.com/DsghBT79aL4KPaR5cEpjoo

D&R - Ho sentito che non bisogna dormire durante il dì di Rosh HaShanàh - è vero?

בס"ד
Vi ricordiamo che Rosh HaShanàh è tra poco più di una settimana.
Dedichiamo questo numero anche alla Refuàh Shelemmàh di tutti i çholè 'am Israel, in particolare a 'eved HaShem, Rabbenu 'Ovadiàh Yosef שליט"א le cui condizioni sono particolarmente difficili in questo momento.
י"ר שי'הא לו רפואה שלמה תוך שאר חולה ע"י.

D&R - Ho sentito che non bisogna dormire durante il dì di Rosh HaShanàh - è vero?

1023. Dormire. Si usa evitare di dormire durante il dì di Rosh HaShanàh. (Ramà ז"ל Orach Chajim 583:2) Questo perché nel Talmud Yerushalmi viene riportato che chi dorme durante il dì di Rosh HaShanàh, il suo Mazal ~ Sorte dormirà durante l’anno. (Mishnàh Beruràh 683:9) Per questo si usa svegliarsi già dall’ ‘amud HaShachar ~ albeggio (72 minuti zemaniot prima del Netz HaChamàh ~ Sorgere del sole) e c’è chi facilita a dormire fino a poco prima del Netz HaChamàh ~ Sorgere del sole, per non farsi trovare dormiente a quell’ora. (vedi Maamar Mordekhai 40:8) 

1024. Dopo Chatzot HaYom. Dopo Chatzot HaYom (metà delle ore di luce) Rabbenu HaArì ז"ל dormiva, dicendo che la questione è già stata ‘segnata’ attraverso le Tefillot e i suoni dello Shofar della mattina. (Mishnàh Beruràh 683:9) Nonostante ciò, chi non ha necessità di dormire, è opportuno che eviti di farlo, e aumenti i suoi meriti studiando Toràh. (vedi Kaf HaChajim Sofer 683:36, :35) 

1025. Senza far niente. Chi sta senza far nulla di costruttivo (halakhicamente parlando) è considerato come un dormiente. (vedi Mishnàh Beruràh 683:9) Tanto più si eviti di parlare cose vietate durante Yom Tov, o durante tutto l’anno, come pettegolezzi, Lashon haR’a (ossia parlare negativamente di un altro ebreo, anche se si dice il vero) che è molto peggio di dormire. (vedi Maamar Mordekhai 40:9) Pertanto bisogna stare molto attenti a tenersi ‘occupati’ positivamente durante Rosh HaShanàh, così da segnare bene tutto l’anno a venire Be”H. (vedi Kaf HaChajim Sofer 683:37) 

1026. Dopo aver mangiato. Per questo è molto importante, dopo aver mangiato, fissare un tempo per studiare Toràh e/o leggere Tehillim [vedi halakhot di domani Be"H]. E se ha mal di testa, allora dorma un pochino e poi vada a studiare. (vedi Mishnàh Beruràh 683:9 a nome del Chayè Adam)

Lashon HaR'a parlando bene

בס"ד
In seguito ad una serie di questioni legate all'argomento, ho pensato che fosse importante scrivere delle halakhot sul tema. Riprendendo inoltre la questione della Lashon HaR'a dei Meraghelim ~ esploratori di cui leggeremo questa settimana nella Parashàh.

949. Lashon HaR'a. In generale si trasgredisce il divieto di parlare Lashon HaR'a illustrando aspetti negativi di un altro ebreo anche se vero [se non dove è halakhicamente necessario, con tutte le condizioni richieste]. (vedi Chafetz Chajim Lashon HaR'a 1:1)

950. Parlare troppo bene. Così come raccontare qualcosa di male su un altro ebreo è vietato [anche se vero], è da evitare anche il raccontare troppo bene di qualcun altro, perché il rischio è che qualcun altro si approfitti della situazione, e sfrutti la stessa cosa. Ad esempio - se sono stato ospitato da una persona che mi tratta da re, e lo vado a raccontare, c'è chi potrebbe farsi ospitare apposta per approfittarsene. Su questo viene detto che "chi benedice (per ringraziare) il suo amico con gran voce, sarà considerato come una maledizione (e non come un bene)" [vedi Mishlè 27]. (vedi Chafetz Chajim Lashon HaR'a 1:1, vedi anche Shemirat HaLashon all'inizio del libro e 'arakhin 16 'amud alef, vedi anche Rambam ז"ל Hilkhot De'ot 7:5)

950*. Parlare troppo bene (2). Un altro motivo per cui parlare troppo bene di una persona è vietato, è perchè c'è il rischio che di 'risposta' qualcuno ne cominci a parlare male. (vedi 'arakhin 16 'amud alef e Rambam ז"ל Hilkhot De'ot 7:5)

Pinechas - La Forza di Agire!

בס"ד 
Pinechas figlio di El'azar figlio di Aharon HaKohen
 -
perchè viene ricordato in questo modo?
Perchè dilungarsi?
Non è stato troppo violento?
Cominciamo a scoprirlo assieme Be"H in questo video!


E' possibile raccontare qualcosa di male su qualcun altro se è vero?

[Questa settimana leggeremo la Parashàh di Beha'alotekha - in cui viene raccontato un capitolo importante sulle norme di Lashon HaR'à, sulla Lashon HaR'à di Miriam HaNeviàh ע"ה. Per questo motivo abbiamo pensato Be"H di presentare qualche halakhàh (gio, ven, Shabbat Qodesh) preliminare sull'argomento, in base alla domanda in testa]



436.      Lashon Har’a. לשון הרע Lashon HaR’a (letteralmente lingua cattiva) consiste nel raccontare qualcosa di negativo sul prossimo, anche se vero. (Chafetz Chajim Regola 1:1)
437.      Motzì Shem R’a.  Nel caso in cui ciò che si racconta di negativo non sia completamente vero, ma ci sia anche solo qualche piccola imprecisione o bugia, che fa sembrare la parte negativa maggiore di quello che è, si trasgredisce un ulteriore divieto. Il divieto di מוציא שם רע Motzì Shem R’a (letteralmente: che tira fuori un nome cattivo). Il divieto di Motzì Shem R’a chiaramente è più grave del divieto di Lashon HaR’a. (Chafetz Chajim Lashon HaR’a Regola 1:1)
438.      Avaq Lashon HaR’a. Avaq Lashon HaR’a si traduce letteralmente come “polvere di Lashon HaR’a (maldicenza)”. Ossia si tratta di un discorso che non è propriamente Lashon HaR’a, ma che la sottintende in qualche modo. (cfr. Chafetz Chajim Lashon HaR’a 9:1) Solitamente si tratta di qualcosa che può essere interpretato o in modo positivo, ossia in una forma in cui non si tratta di una critica, oppure in modo negativo, quindi come critica.
439.      Rekhilut. Chi va a raccontare i fatti altrui, anche se non negativi, trasgredisce il divieto di רכילות Rekhilut ~ Spettegolare. Persino se il soggetto del racconto non avrebbe contraddetto il racconto. (cfr. Chafetz Chajim Rekhilut Regola 1:2)

La gravità del divieto.
440.      Lo Telekh Rakhil Be’ammekha. Chi racconta Lashon HaR’à o reçhilut ~ pettegolezzi – trasgredisce il divieto di (Vayqrà 19, 16) “Lo Telekh Rakhil Be’ammekha” ~ “Non andare spettegolando nel tuo popolo”, e molti altri divieti e precetti da osservare espliciti nella Toràh, che trovate nell'introduzione del testo Chafetz Chajim. (Chafetz Chajim Lashon HaR’a 1:1-2, Rekhilut 1:1)

Parashat Beha'alotekha - La Strada per la Salita!

בס"ד
Come salire di livello?
Com'è possibile che Miriam HaNeviàh ע"ה faccia Lashon HaR'à?
Cosa ci vuole insegnare?

Queste e altre domande troveranno Be"H risposta nel video!

Gossip on FB (2) - Alcune definizioni.

La rete ci fornisce sempre più strumenti con cui si rischia di scrivere cose non adatte, e trasformarle in una 'averàh per l'eternità, moltiplicata esponenzialmente per il numero di lettori!
Questo fenomeno è sempre più comune in particolare in social networks, come Facebook e Twitter. Abbiamo già cominciato a vederlo precedentemente, ma è il caso di entrare nel dettaglio, per sapere cosa possiamo fare per evitarlo. 

Abbiamo pensato di riassumere di volta in volta alcune halakhot relative alla Lashon HaR'à ב"נ וב"ש, principalmente dal testo "Chafetz Chajim", cominciando da due definizioni:
  1. לשון הרע Lashon HaR'à. La Lashon HaR'à è letteralmente traducibile come "Lingua cattiva" e consiste nel dire qualsiasi cosa di negativo su una persona o su un gruppo di persone, sebbene questa sia vera. Nel caso sia falsa si incorre in un divieto più pesante - Motzì Shem R'à. (Chafetz Chajim 1:1,1). I divieti che si infrangono parlando lashon harar'à sono molteplici. [Si può arrivare senza troppi problemi a oltre 17 lo ta'asèh e 14 mizvot 'asèh - riportati nell'introduzione del testo (Chafetz Chajim 1, 1:2)].
  2. מוציא שם רע Motzì Shem R'à. Quando una persona mescola con la Lashon HaR'à anche una parte, seppur minima, di menzogna con cui aumenta la negatività della cosa espressa, contravviene nel divieto di Motzì Shem R'à che significa letteralmente: "che tira fuori un nome cattivo". (Chafetz Chajim 1:1,1)
  3. בעל לשון הרע Ba'al Lashon HaR'à. Letteralmente traducibile come "possessore di lingua cattiva". Così si definisce colui che incorre nel divieto di Lashon HaR'à in modo fisso, come coloro che sono soliti incontrarsi in un posto (che può essere tranquillamente facebook, twitter o il telefono di casa stesso) per raccontare queste cose. (Chafetz Chajim 1:1,3).
  4. רכילות Rekhilut. E' definito come רוכל Rokhel (colui che compie רכילות Rekhilut) colui che porta parole dall'uno all'altro, andando e dicendo: "così ha detto tizio su di te", "così ha fatto caio", "così ho sentito su di sempronio che ti ha fatto o che ti vuole fare", nonostante in tali parole non ci sia alcun aspetto negativo [altrimenti ricade anche nel Lashon HaR'à o peggio] (Chafetz Chajim 2:1,1-2). In termini moderni: chi fa pettegolezzo o gossip!
Questi divieti sono tali sia in forma verbale che in quella scritta (Social Network compresi!) (Chafetz Chajim 1:1,8), sia se lo dica di sua spontanea volontà sia che sia obbligato da persone varie, siano esse persino parenti o maestri cui deve rispetto (Chafetz Chajim 1:1, 5). Tanto più se l'obbligo deriva da partecipanti ad un gruppo oppure semplicemente da una filosofia di un gruppo, perchè persino se dovesse perdere il lavoro a causa del fatto che non vuole parlare non idoneamente oppure subire una perdita economica, comunque deve stare attento a non infrangere questi divieti. (Chafetz Chajim 1:1,6 in base allo Shulchan 'Arukh Yorèh De'a 157:1). Tanto più per casi più leggeri di cui sopra, cui l'unica pressione è quella di non "seguire le norme del gruppo" e simili. Oppure per questioni di onore personale o reputazione (Chafetz Chajim 1:1,7).

Ci si ricordi una cosa, grande norma generale per tutte le Mizvot: 
כפום צערא אגרא Kefum Tza'arà Agrà ~ a seconda della sofferenza, così è (proporzionale) la ricompensa della Mizvàh!
Quanto più mi pesa compiere una Mizvàh, tanto più sono lodevole nel compierla.
In particolare questa che può essere, in particolare nella nostra generazione, una cosa cui lo Yetzer HaR'à fa pensare sia difficilissimo opporsi.
In realtà se una persona conosce anche solo parte dei danni di questa 'averàh, torna indietro. Si consideri alcuni testi: nel Ma'alat HaMiddot di Rabbenu Yeçhiel Bar Yequtiel Bar Binyamin HaRofèh ז"ל della famiglia degli 'Anavim (scritto circa 700 anni fa) è dedicato un intero capitolo conclusivo, in cui si parla della gravità della  lashon HaR'à; e ancora di più il Chafetz Chajim dedica un libro intero all'argomento, chiamato Shemirat HaLashon.

Vorrei terminare con un Midrash, riportato dal Ma'alat HaMiddot del Chakham romano citato sopra, Rabbenu Yeçhiel degli 'Anavim ז"ל: 

Un מעשה Ma'asèh ~ gesta in cui Rabban Gamliel ha detto al suo servo: 
"Vai a comprare al mercato un buon pezzo di carne!" - è andato e gli ha portato una lingua. 
Dopo alcuni giorni ha detto Rabban Gamliel al servo: "Vai e comprami un pezzo cattivo di carne" - è andato e gli ha portato una lingua. 
Al che Rabban Gamliel gli ha chiesto "Quando ti ho chiesto un buon pezzo mi hai portato la lingua, e ora che ti ho detto di portare un pezzo di carne cattivo mi hai portato ugualmente una lingua??" 
Gli ha risposto il servo: 
"Mio Padrone, ci sono lingue buone e lingue cattive!
Quando è buona, non c'è migliore di essa, ma quando è cattiva non c'è peggiore di essa!"

E così Be"H anche noi cerchiamo di applicare una lingua buona, anche in forma scritta!

Gossip - on FB! (1)

Tantissime persone oggigiorno utilizzano "social network" come FaceBook, Twitter e simili.
Spesso la gente li utilizza per pubblicare informazioni private rendendole di dominio pubblico.

In massekhet Bava batrà (39a) si riporta un כלל kellal ~ norma generale:

חברך חברא אית לי' Chavrakh Chavra It Leh ~ Il tuo amico ha a sua volta un amico

di conseguenza le voci corrono. Addirittura, da qualche anno a questa parte, per esaminare i potenziali candidati   per un lavoro, viene visitato il loro profilo su Facebook e simili. Le informazioni private diventano quindi di dominio pubblico senza che la persona che le ha pubblicate ne sia conscia fino in fondo.

Inoltre bisogna considerare che ogni volta che si carica qualcosa su Facebook, Facebook stesso riceve automaticamente tutti i diritti riguardo a qualsiasi tipo di materiale pubblicato, si tratti di foto, note o filmati. La stessa cosa vale quando si accede ad un'applicazione, che entra in possesso di tutte (o quasi - dipende da come è fatta) le informazioni private dell'utente. [Vi invitiamo a leggere a questo merito le clausole sui diritti - ma non è questo ciò che vogliamo trattare!] 

Questo non è un "allarme pericolo FaceBook" - ma un avviso per un altro problema derivato dalla non consapevolezza di questo potente strumento: quello del Gossip (רכילות Rekhilut ~ pettegolezzi) e del לשון הרע Lashon HaR'à.
Il Lashon HaR'à viene tradotto come 'maldicenza', ma spesso questa traduzione provoca un errore comune. La Maldicenza viene spesso considerata un divieto agli occhi delle persone solo se falsa. Ma il divieto di Lashon HaR'à consiste nell'esprimere cose negative su una persona o su un gruppo di persone, seppure queste siano vere. (Chafetz Chajim 1.1,1).


E' evidente che questi divieti valgano sia in forma verbale che in forma scritta (ma in ogni caso porto una fonte per chi non fosse a conoscenza della cosa: Chafetz Chajim 1.1,8), FACEBOOK compreso. 
Inoltre per ogni persona che legge il lashon har'à (maldicenza) o la rekhilut (pettegolezzo) il divieto si moltiplica (Chafetz Chajim 1.2,1) e su Facebook la cosa si può moltiplicare per migliaia. Senza considerare che tali informazioni restano leggibili a tutti a tempo indeterminato.


Oggigiorno, poi, anche coloro che solitamente stanno attenti ad allontanarsi dal divieto di lashon har'à e rekhilut, rischiano di esserne coinvolti o perchè navigando su facebook non lo vedono come un divieto, o perchè si trovano, loro malgrado, a far parte di gruppi che incitano queste "'averot" mascherandole come "filosofia del gruppo" o "trasparenza nei confronti del gruppo" in cui spesso si viene incitati a fare nomi e cognomi dei protagonisti dei fatti o peggio a farli vergognare in pubblico.

Chi fa parte di un gruppo deve sapere stare attento a cosa si dice nel gruppo, perchè se non si sta attenti a come si parla e si fa lashon har'à, tutti coloro che stanno nel gruppo, anche se sono solo "spettatori passivi", sono considerati responsabili (tanto più se alimentano le discussioni - allora lì è molto peggio). E così dice Rabbì Eli'ezer HaGadol (autore del Pirqè DeRabbì Eli'ezer) nella sua צואה Zavàah ~ testamento con cui ha avvisato il figlio Horqenos dicendogli:
בני, אל תשב בחורות האומרים גנאי מחברהם, כי כשהדברים עולים למעלה בספר נכתבין, וכל העומדים שם נכתבין בשם חבורת רשע
"Figlio mio, non risiedere con una compagnia di coloro che dicono cose negative sui loro amici, poichè le cose salgono in alto e vengono scritte in un libro, e tutti coloro che si trovano lì vengono trascritti come "la compagnia malvagia". E così riporta diverse volte il Chafetz Chajim (tra cui Petichàh, Laavin 4).
[Chi avesse problemi a comprendere com'è possibile che le cose che io faccio vengano trascritte, pensi soltanto che oggi è possibile registrare filmati di ore in una piccola chiavetta usb. HaQadosh Barukh Hù non ha problemi a replicare una cosa molto più evoluta di una semplice tecnologia umana] 

Ognuno capisce quindi che non è conveniente appartenere a tali gruppi. La soluzione è quindi una delle due: (a) rimanere in gruppi moderati, in cui non ci sono eccessi di lashon har'à in cui si vuole monopolizzare il gruppo con una scusa per parlare male di altre persone o di gruppi, fino al punto che si richiedono nomi e cognomi, anche se la cosa potrebbe avere un'utilità [perchè anche nel caso in cui ci sia utilità sono necessarie diverse condizioni prima tra tutte che non è possibile ottenere lo stesso risultato in altro modo oltre che parlare della persona pubblicamente, cosa che nella stragrande maggioranza dei casi non è così effettivamente], (b) eliminarsi dai gruppi, guadagnando almeno il non essere iscritti in Cielo come appartenenti alla "Compagnia Malvagia".

Prima di andare avanti, anticipo una cosa riportata dal testo אורחות צדיקים "Orchot Tzaddiqim" ~ "le Vie dei Giusti" nel שער הענוה "Sha'ar Ha'Anavàh" ~ "Il cancello dell'Umiltà":
כי ליום הדין מראים מצוות להרבה בני אדם שלא עשו אותן מצוות, ויאמרו: הלוא לא עשינו זה! וישיבו להם: אותם שספרו עליכם רע – הם עשו אלו מצוות, ונוטלים אותם מהם ונותנים לכם.
וכן לרשעים מראים עבירות שלא עשו, וכשיאמרו: הלוא לא עשינו! ישיבו להם: אלו העבירות עשו אותם שסיפרתם עליהם לשון הרע, ונטלו מהם ונתווספו עליכם. 
 Poichè nel giorno del Giudizio vengono fatte vedere mizvot a molte persone che non le hanno mai compiute, ed essi diranno: ma noi non abbiamo fatto ciò! E gli risponderanno - coloro che hanno detto male di voi - loro hanno compiuto tali mizvot, e se le tolgono (parlando Lashon HaR'à) e ve le danno.
E così ai malvagi, gli fanno vedere delle עברות 'averot ~ trasgressioni che non hanno compiuto e quando diranno: Ma noi non abbaimo fatto ciò! Gli risponderanno: "Queste sono 'averot che hanno compiuto coloro sui cui avete detto Lashon har'à, e sono state prese da loro e sono state aggiunte a voi.  
Quindi ora che ho avvisato tutti della cosa, posso portarmi avanti, dichiarando esplicitamente che se qualcuno vuole appartenere ח"ו alla prima categoria, allora mi fa piacere ottenere le sue mizvot. Mi dispiace per lui che si prenda le mie 'averot. Quindi glielo sconsiglio altamente.

E' risaputo che ci sono 3 effetti principali a questo discorso:

  1. Ci sarà chi lo prenderà in giro, e allora la sua 'averàh sarà ancora peggio. Perchè si porta anche ulteriore danno, come riportato dal Chafetz Chajim (1, 2,12 - cfr. anche la nota lungamente).
  2. Ci sarà chi capirà che effettivamente queste cose sono vere e valide, per cui si allontanerà da questi atteggiamenti e da cose che chas veshalom possano provocare danno.
  3. Ci sarà chi capirà che le cose sono effettivamente vere e valide, ma non sa come sia possibile farlo. Rispettare tutte le norme equivarrebbe a "non vivere".


Questo è un errore abbastanza diffuso, specie per chi non sa molto bene le Halakhot sul Lashon HaR'à e Rekhilut ~ pettegolezzi. In realtà basti pensare all'autore del testo Chafetz Chajim, Rabbenu Israel Meir HaKohen ז"ל che era famosissimo non solo per il suo testo sul Lashon HaR'à tra le altre cose, ma anche per essere una persona dalla parlata molto facile e assidua (pur non dicendo neanche una parola di Lashon HaR'à!)
Inoltre è possibile che una persona inciampi involontariamente alcune volte nel divieto, ma studiando può cercare di eliminarlo sempre più. Poichè più si studia una cosa (e la sua gravità - rimando al testo שמירת הלשון Shemirat HaLashon) più si evita di trasgredire tale עבירה 'averàh ~ trasgressione o compiere tale mizvàh.

Cerchiamo quindi di migliorare sempre più, in particolare stando attenti a non cadere in alcune trappole dello Yetzer HaR'à!